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sabato 27 aprile 2013

L'ignoranza è la peggior forma di violenza


Molti di voi avranno già appreso dai giornali e seguito la vicenda che è stata portata all'attenzione generale grazie ad un articolo su La Stampa firmato da Gianluca Nicoletti. Per la prima volta un episodio così grave è uscito dal ristretto e poco illuminato ambito del mondo della disabilità, per diventare oggetto di riflessione per tutti e forse si è dato l'avvio a quella presa di coscienza collettiva che tutti noi genitori in testa al corteo di quanti reclamano e si battono per i diritti delle persone con disabilità, chiedono da sempre.
I fatti in sè sono gravi e leggere i resoconti pubblicati su il Giornale di Vicenza mi ha fatto stare male.
In brevissimo tempo c'è stata la reazione di un'associazione storica, che ha organizzato un incontro pubblico a Vicenza sull'argomento, presente proprio Gianluca  Nicoletti, tenutosi un paio di sabati fa. 
La storia quindi ha avuto un ulteriore, importante, sviluppo, è cioè ora i carabinieri stanno sentendo tutti gli alunni con disabilità di quella scuola per verificare se e quanto vi sia stato, sempre da parte delle due che ora sono incarcerate, nei loro confronti, anche negli anni passati. 
Due cose, in mezzo a tutto, mi hanno colpito: la dichiarazione della dirigente scolastica "Non ne sapevo nulla", forse considerata una frase magica che garantisce il candore e il declino da ogni responsabilità? Ci insegnavano una volta, quando la Scuola era tale, che l'ignoranza della legge non giustifica la sua trasgressione e a maggior ragione un dirigente scolastico risponde legamente per tutto ciò che accade nell'istituto che  presiede.
L'altra cosa è la grande presenza di spirito di questo padre che ha avuto pure l'eccellente sangue freddo di non andare a spaccare crani (qunti di noi genitori, nelle medesime condizioni di questo papà, non sarebbero usciti di testa?) ma di nascondere un registratore nello zaino del figlio e poi, dopo aver sentito cose raccappriccianti, che purtroppo confermavano  i suoi atroci sospetti, di correre immediatamente dai carabinieri.
Prima di lasciarvi alla lettura dell'ultimo articolo da me letto in proposito, vorrei invitare i genitori a considerare che la violenza fisica è solo l'estremo aspetto di quanto può patire uno dei nostri figli a scuola, soprattutto quando non è in grado di raccontarcelo: esistono molte forme di violenza messe in atto che ricadono tutte nella sfera della discriminazione.
Non si abbia perciò paura ma bisogna agire, sia che si tratti delle ore spesso insufficientemente ridicole attribuite come sostegno, sia le varie inefficienze passate come lungaggini burocratiche o manifesta incompetenza - la frase magica in questo caso è "Se ci fosse uno specialista che ci dice cosa fare...".
La scuola, intesa come persone che ne fanno parte, è tenuta a sapere tutto quello che si deve e si può fare per garantire lo stesso diritto all'istruzione e allo studio degli alunni con disabilità e se si trova spiazzata in quanto ignorante, ha la possibilità di ricorrere a tutta una sfilza di specialisti che il MIUR mette a disposizione.
Se lo facciamo noi genitori, di specializzarci e studiare, imparare, informarci, cosa vieta alla scuola di farlo? 'E ora di smetterla di caricare le famiglie del lavoro che dovrebbe fare la scuola.
Negare - attraverso le pietose scuse di cui sopra - un ausilio, l'accessibilità all'edificio, il bagno appositamente adeguato, una stanza che funga da spogliatoio, l'accessibilità alla mensa per non parlare poi della famosa stanza H che è il sollievo di quegli insegnanti che dicono "disturba la classe, non posso fare lezione" significa fare violenza agli alunni con disabilità e discriminarli. 
Un pensiero al ragazzo: da mamma spero davvero che possa riacquistare la serenità, affiancato da persone che gli vogliano bene che, insieme ai suoi genitori, possano dargli quanto finora negato. 
Da presidente d'associazione che riunisce genitori,  mi auguro che la giustizia faccia il suo corso e le persone imputate paghino davvero.        
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da Il Giornale di Vicenza del 25.04.2013, di Diego Neri:
I carabinieri sentiranno altri studenti disabili
La procura ascolterà gli allievi con difficoltà seguiti negli ultimi anni dalla scuola. Il tribunale del Riesame intanto ha confermato il carcere per la professoressa di sostegno e per l'operatrice assistenziale
BARBARANO. Quante sono le vittime dei maltrattamenti a scuola? Per verificare che il giovane autistico sia stato l'unico, la procura ha avviato accertamenti sugli studenti disabili che, negli ultimi anni - fino al periodo non prescritto - hanno frequentato la scuola media Fabiani di Barbarano e sono stati seguiti dalla professoressa di sostegno Mariapia Molena Piron o dall'operatrice socio-assistenziale Oriana Antonella Montesin. I loro famigliari saranno ascoltati nei prossimi giorni dai carabinieri per comprendere se i giovani abbiano avuto esperienze poco piacevoli all'interno dell'istituto. Intanto, il tribunale del Riesame di Venezia ha respinto ufficialmente la richiesta di scarcerazione di insegnante e operatrice. I giudici lagunari hanno stabilito pertanto che Piron e Montesin debbano restare in carcere a Montorio Veronese, in virtù dell'ordinanza di custodia cautelare firmata dal giudice Massimo Gerace su richiesta del pubblico ministero Barbara De Munari. Il gip, un paio di settimane fa, aveva parlato (riferendosi al contenuto dei filmati registrati dai carabinieri) di «uno spettacolo di inaudita violenza e disumanità», che risulta connesso «ad una disposizione d'animo di tale perversione da far ritenere che essa non possa che collegarsi ad una capacità delinquenziale di eccezionale portata». Ragion per cui dovevano stare dietro le sbarre. Le difese, con gli avv. Roberto Pelloso e Gianluca Veccia (per Piron) e Paolo Marson (per Montesin) avevano chiesto quanto meno gli arresti domiciliari, visto che le due indagate, non rientrando certo a scuola, non potrebbero nè inquinare le prove nè prendersela con altri studenti. Ma per i giudici veneziani, al momento, è il carcere la misura cautelare più adatta. Sarà necessario leggere le motivazioni, che arriveranno fra qualche giorno. Le due indagate sono accusate di aver trattato da codice penale un ragazzo autistico, che non parla e non può difendersi: il padre, quando lo aveva visto arrivare a casa con dei lividi (altri, anche nelle parti intime, erano emersi dopo una visita pediatrica), aveva infilato nello zaino del figlio un registratore. Quindi aveva ascoltato con ribrezzo le due educatrici insultare con termini irripetibili (il meno pesante è «sei solo un animale») il ragazzo, ed era corso in caserma. Le indagini dei carabinieri di Barbarano e della sezione di polizia giudiziaria della procura, che avevano utilizzato una microtelecamera, avevano portato a scoprire cosa succedeva nell'auletta di sostegno della scuola. Ora c'è da capire se fosse già avvenuto qualcosa di simile anche in passato. 

martedì 5 aprile 2011

Il senso della vita



Leggevo oggi un articolo de La Nazione in cui si parla di un signore che ha un negozio, in cui ha inserito un dipendente disabile, proveniente dal progetto di agricoltura sociale voluto e sostenuto da un'associazione, il centro di igiene mentale sul territorio e da ben 5 aziende. Leggevo, sempre oggi, su Il Giorno "Un piano provinciale per dare lavoro a oltre tremila lavoratori disabili nonostante la crisi (su un totale di 5.157 iscritti agli elenchi). È stato presentato ieri il Piano provinciale 2011/2012 per l'occupazione disabili (Lift: lavoro integrazione, formazione e territorio), predisposto dalla Provincia di Monza e Brianza secondo le norme regionali, con le risorse stanziate dalla Regione."

Mi viene in mente, poi, la Regione Emilia Romagna di cui ho sentito parlare, al convegno finale di Handimatica, lo scorso novembre, sia la responsabile del'inserimento lavorativo presso il Comune di Bologna Claudia Romano che l'on. Donata Lenzi - che è stata una delle firmatarie dell'interpellanza dell'on. Amalia Schirru, per cancellare quell'emendamento che aboliva la priorità dei disabili a favore delle vedove e degli orfani del terrorismo, per il collocamento al lavoro. Con che passione parlavano dell'inserimento lavorativo queste due esponenti dell'ente pubblico!


So di realtà in cui i genitori stessi si sono messi insieme e hanno creato delle opportunità lavorative per i loro figli e per i figli degli altri.

Immagino che realtà così ce ne saranno decine in tutto il nostro Paese, magari sono insufficienti (ma chi può dirlo? Ci sono dati in merito, qualcuno che monitora?) ma testimoniano che se si vuole si fa e viene coinvolto anche l'interlocutore pubblico.

Quindi sono ancora qui a chiedermi perchè, una delle figure coinvolte nella riabilitazione di mio figlio, appena ha saputo che l'anno prossimo andrà in prima elementare, ha avuto una reazione scomposta, facendomi notare, prima, che era possibile stare alla materna un altro anno – i nostri figli sono già indietro di loro, invece di adoperarsi per rimetterli in pari con i compagni, o perlomeno a provarci, li si lascia nel limbo protetto per un altro anno?

Poi, con fare perentorio, ha vaticinato: "Dopo la scuola dell'obbligo c'è il nulla".

"Eh?".

"Sì, c'è solo il CEOD!". (*)

Confesso che se avessi visto uno gnomo sbucare dalla sua scrivania, sarei rimasta meno spiazzata: ancora non abbiamo iniziato questa scuola dell'obbligo e mi devo mettere a pensare a quando finirà?

Cosa sono, 10 anni – se non viene bocciato?

In questi 10 anni che facciamo, ci mettiamo nel loculo ad aspettare?

Fanno così gli altri genitori, intendo quelli dei figli normo?

Ma poi chi lo dice (cioè chi ha il potere di dirlo, al momento) che mio figlio non potrà proseguire all'università? Magari quelle stesse persone che dicevano che non avrebbe parlato, non avrebbe camminato e quindi era inutile tentare qualsiasi cosa. Ah complimenti, è questo l'approccio italiano?

Certo, se la mentalità è quella che una persona come mio figlio è da assistere piuttosto che provare a rendere autonoma, in Italia non andiamo da nessuna parte, eccetto che nei ghetti.

Mi viene in mente per esempio la storia di Silvia, che ha segnalato mresciani in un suo post. Se ci fosse stato uno o più di quelle persone che seguono lei e la sua famiglia che avesse detto "è troppo grave per andare a scuola, deve stare a casa", che sarebbe successo? Mi viene in mente quel ragazzo che muove solo un muscolo della gamba, eppure fa lo stilista.

Non contenta, o forse, chissà?, non sono riuscita assolutamente a decifrare la disposizione d'animo che originava il tutto, questa persona ha continuato ad infierire (non trovo altro verbo più acconcio a descrivere l'azione) dicendo che lavoro non ce n'è e che bisogna guardare in faccia la realtà perchè mio figlio non è in grado di lavorare.

Mio figlio ha 5 anni.

Ci sono ragazzoni normodotati che a trenta-trentacinque sono ancora a casa dei genitori e non lavorano.

Ci sono ragazzi normo che della scuola se ne fregano, stanno fuori tutte le notti fino all'alba e si spaccano a bere, fumare e drogarsi.

Mio figlio ha avuto la grande sfiga, senza chiederlo né sceglierlo, ma ce l'ha avuta, di nascere disabile, e non ha commesso nessun crimine né si butta via a vuoto, ma anzi si impegna a fondo (e noi con lui) in un mondo che non è a sua misura e pieno di ostacoli soprattutto culturali: devo pensare ADESSO che la sua vita (ammesso che) sarà senza chance?

Ma che senso ha la vita, per questa persona, voglio dire c'è una vita di serie A e una di altra serie, inferiore, a scartamento ridotto, per i disabili?

Poiché invece io la penso come un certo signore autore del bellissimo motto "trasformiamo la sfiga in sfida" e "Si può fare" non è solo un film ma la storia vera di una realtà che probabilmente ha frantumato i pregiudizi, metto in conto anche quest'episodio, fa volume nel libro delle esperienze che segnano il percorso di noi genitori – lasciatemi considerare: già la nostra vita è difficile, complicata, nello specifico non ho nemmeno la fortuna né economica né parentale, eppure mai ho pensato che fossimo sfigati né che mio figlio fosse un poverino e non mi sono mai strappata i capelli commiserando la nostra situazione.

Al contrario ho sempre cercato, e mio marito con me, di trarre il massimo, di vedere il bicchiere mezzo pieno e, nonostante il caratteraccio ursigno, il sorriso non m'è mai mancato.

L'atteggiamento di questa persona perciò è per me incomprensibile: i genitori li devi supportare non certo umiliare come se, desiderando l'integrazione, commettessero chissà quale peccato.

La sensazione è che per certe persone (fortunatamente non tutte!) sebbene lavorino nel campo è impensabile che un genitore sia sereno, faccia progetti, abbia aspettative, altrimento non mi spiego questi tentativi di schiacciamento al suolo. E mi sfugge il senso di vite così....

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(*) ho messo il primo link fatto bene che ho trovato ;)

domenica 20 febbraio 2011

Forum Europeo Disabilità a raccolta in Italia


Ieri e oggi nella sede milanese dell'UIC (Unione Italiana Ciechi) si sta svolgendo il meeting del forum europeo per la disabilità, in acronimo, inglese, EDF. Cosa fa e chi è questo EDF? Andiamo a cercare in rete e troviamo questo.

Bon: nell'articolo di Vita non profit, a firma Lorenzo Alvaro, da cui scaturisce questo post, apprendo che nel mondo ci sono 80 milioni di persone disabili (chissà, magari loro sanno con esattezza quanti siamo noi in Italia... perchè, se qualcuno ci ha fatto caso, siamo passati dal dato dei 2milioni e 700 mila riecheggiato da chiunque, da quest'estate (*) ai 5-6 milioni denunciati da mister Mastrapasqua, due giorni fa, urbi et orbi.....) e che quindi, questo organismo, si riunisce per fare il punto della situazione e decidere cosa fare.
"È previsto l’intervento di numerose autorità che porteranno il saluto del Parlamento, della Regione Lombardia, della Provincia di Milano e soprattutto dell’Amministrazione Comunale di Milano che sponsorizza l’evento."

Per esempio, nell'ordine del giorno ci sono queste tematiche:

- Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti delle Persone con Disabilità: le prossime tappe.

- La Strategia Europea sulla Disabilità 2010-2020

- Campagna 2011 per la Libertà di Movimento delle Persone con Disabilità in Europa.

"Altri argomenti in discussione:
Il 2010 è stato un anno fortemente caratterizzato dalla crisi economica e sociale e i tagli di spesa hanno colpito duramente anche le persone con disabilità. Il Forum analizzerà gli aspetti più preoccupanti dell’impatto sulle persone disabili delle misure restrittive che in alcuni Stati Membri hanno colpito pesantemente le provvidenze economiche e sociali tra cui le indennità compensative.

Altri argomenti in esame sono i nuovi regolamenti per il funzionamento dei Fondi Strutturali, la proposta di organizzare nel 2012 il “Parlamento Europeo delle Persone Disabili” e i Programmi Nazionali di Riforma che sono parte integrante dell’attuazione della strategia Europa 2020."

Si legge quindi che questo meeting è stato voluto dal FID. Fid? Forum Italiano Disabilità. Ah si? Esiste pure questo? Andiamo a cercare: niente sito web (perchè siamo sempre indietro, noi italiani, nell'informatica e dintorni??????) ma brevi articoli che parlano della costituzione di questo organismo; leggiamo da una nota di Superabile , datata 11 luglio 2008:
"Dopo anni di divisioni, si sono unificati il Cidue e il Cnd: il Forum, presieduto da Tommaso Daniele, rappresenterà gli italiani disabili al Forum europeo della disabilità. Il primo atto politico sarà una lettera indirizzata al presidente del Consiglio, per chiedere che sia iscritta all’ordine del giorno del Consiglio dei ministri la ratifica della Convenzione Onu.

ROMA - Si è costituito ufficialmente ieri il Forum italiano sulla disabilità: dopo anni di divisioni, il Cidue (Consiglio italiano dei disabili per i rapporti con l'Unione Europea) e il Cnd (Consiglio nazionale sulla disabilità) hanno portato a termine un processo di unificazione dando vita al Fid. Il Forum rappresenterà i disabili italiani presso il Forum Europeo della Disabilità (EDF) e il suo primo atto politico sarà una lettera indirizzata al presidente del Consiglio, per chiedere che sia iscritta all'ordine del giorno del Consiglio dei ministri la ratifica della Convezione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità.

Presidente del Forum è stato eletto Tommaso Daniele, vicepresidente Claudio Puppo, rappresentante presso l'Edf Giampiero Griffo e suo supplente Luisa Bosisio Fazzi. "


Allora, la domanda sorge spontanea: un evento del genere non avrebbe dovuto avere la dignità di cronaca, cioè essere riportato dai quotidiani "generici" piuttosto che apparire esclusivamente nella stampa di settore?


Speriamo che dalle parole in questo ambito così importante si passi a delle azioni che abbiano poi effetti concreti.

Sarebbe giusto e doveroso per esempio per quel signore cui è stato chiesto di togliersi le protesi oculari per dimostrare che non è un falso invalido.

Per quel ragazzino tetraplegico cui è stato chiesto di infilarsi i pantaloni da solo, per dimostrare che non è un falso invalido.

Per quel signore, paralizzato dalla schiena in giù, cui è stato chiesto di fare almeno due passettini per dimostrare che non è un falso invalido.

Per quel signore affetto da SMA che ha dovuto spiegare alla commissione medica la sua malattia perchè quelli dall'altra parte del tavolo non la conoscevano.

Per tutti quei bambini e ragazzi, autistici e down (due patologie congenite e dalle quali NON si guarisce!) cui è stata revocata la provvidenza economica in attesa di accertamenti.....

Tutti casi, incredibilmente, successi.


Se abbiamo questi organismi così importanti e sicuramente dotati di ufficio stampa e mezzi per farsi sentire e controbattere a tutta questa allucinante situazione, che si consuma nel più totale silenzio, sarebbe giusto muoversi per tutte quelle persone che sono state umiliate, penalizzate e discriminate perchè in Italia vige la più profonda ignoranza sulla disabilità e sta avendo marcia questa vergognosa campagna contro i falsi invalidi che colpisce e talvolta purtroppo anche uccide solo gli invalidi.


La gente comune, quella che non condivide un familiare disabile, e quindi "non sa", pensa, poichè legge quello che appare sui quotidiani, che tutto quello che sta succedendo sia giusto, anzi, si stupisce pure che le parti interessate abbiano qualcosa da obbiettare, invece andrebbe informata.
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(*) questo dato fui poi ampiamente smentito da tantissimi, in primis sul sole24ore se non ricordo male: la tesi era che di questi 2 milioni e 700 in realtà erano state conteggiate due volte le stesse persone perchè succede appunto che una stessa persona percepisca due indennità. Quindi il dato delle persone disabili, in Italia era circa 1milione e 400 mila...... sia come sia risulta evidente che l'Italia è allergica alla matematica......

martedì 15 febbraio 2011

The call of....



di mresciani:

Sono rimasta colpita da una notizia, letta su internet.
Meno male che esiste internet che svolge il lavoro che tanti (per fortuna non tutti) mezzi di informazione DIMENTICANO o volutamente ignorano.
Chissà perchè?
L'altro giorno ho letto che per l’UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali, ENTE GOVERNATIVO, nato nel 2005 su direttiva dell'Unione Europea) è stata chiesta la soppressione (costa 2 milioni di euro all'anno) dal decreto Milleproroghe.
L'ha chiesto la Lega Nord, primo firmatario il suo senatore Sandro Mazzatorta, che è sindaco di Chiari in provincia di Brescia.
Questo Leghista in un'intervista alla Repubblica dichiara:
"Questi oscuri burocrati - da sei mesi a questa parte si sono messi a fare politica, trasformandosi in maestrini della penna rossa. Quei due milioni sono soldi buttati, l’ufficio va soppresso. Abusano del concetto di discriminazione indiretta e pretendono una parificazione totale tra il cittadino autoctono e l'extracomunitario ospite temporaneo".

Come vogliamo spiegare questo suo modo di pensare........ democratico? Civile? Rispettoso di tutto ciò che circonda ogni essere umano, sia nato in italia o che in Italia ci viva regolarmente e cioè che sia assunto regolarmente e paghi qui, nel nostro territorio, le tasse?
Un Ente così importante ha una sua funzione di controllo perchè non si facciano discriminazioni, perchè eliminarlo? Dopotutto 2 milioni di euro per un bilancio come quello italiano è da ridere. Ci sarebbero altri capitoli veramente ridicoli da eliminare ed invece, vergognosamente, sono in essere.
E' molto pericoloso questo voler risparmiare su certi Enti che danno probabilmente fastidio perchè veramente fanno un lavoro lodevole.
Si sta cominciando a sparare sulla Croce Rossa.
Oggi eliminano questo Ente, domani magari eliminano altri enti che veramente aiutano i più deboli che, non potendo rivolgersi per ovvi motivi economici ad un legale, vedono lesi i loro diritti per incapacità di difendersi.
Per cittadini deboli intendo anche i nostri figli disabili, magari un giorno qualcuno potrebbe svegliarsi e dire che le Consulte dei disabili a tutti i livelli sia nazionali, regionali, provinciali e comunali, non devono più esistere perchè sono uno spreco economico gigantesco.
Allora penso al risultato ottenuto, da pochissimo, sul nostro territorio dove le Consulte dei disabili (Cagliari e Provincia Cagliari) stanno facendo un ottimo lavoro e faccio un esempio: l'abbattimento - finalmente - delle barriere alle fermate dei pullman di linea per consentire la salita/discesa a chi è in carrozzina.
Vi sembra niente? Si comincia così!
Ma che spreco di soldi, dirà qualcuno.....questi disabili e le loro associazioni stanno esagerando con la richiesta di servizi. Perciò se tagliamo al vertice l'Ente che dovrebbe proteggerli....... han voglia le associazione a sprecar fiato reclamando i diritti per le persone disabili.
Così si salva l'economia. E quel gran maestro che sta facendo lezioni in tutti i luoghi che ha fatto sapere, in tutte le salse, che l'Italia non è competitiva perchè ha troppi invalidi, avrà senz'altro altri discepoli che propagheranno il suo verbo e, nelle sedi opportune, faranno proposte di TAGLI - TAGLI ed ancora TAGLI.
Ma cosa si sono messi in testa questi disabili?

Attenzione perchè questi segnali sono molto pericolosi, la storia e neanche tanto lontana del secolo scorso, storia vissuta dai nostri genitori, ci ha insegnato che così cominciarono e come finirono lo sanno TUTTI.

sabato 12 febbraio 2011

I veri colpevoli



di mresciani:
Bene, bene, bene: dopo tanto blaterare e dire che l'Italia non è competitiva perchè ha tanti invalidi e dopo le campagne denigratorie al grido di:

"gli invalidi sono imbroglioni",

l'INPS ha pensato bene di chiamare a visita a caso, pardon a campione, per scovare questi falsi invalidi.
Sarebbe bello ricordare a qualcuno che questi imbroglioni sono stati certificati da Commissioni composte da medici, commissioni di 6/7 persone, tutte complici, quando hanno stilato il verbale di invalidità.
Giustamente togliere l'invalidità a chi invalido non è è la prima cosa da fare, denunciarlo va bene MA DENUNCIARE pure tutti i componenti della Commissione che ha elargito l'invalidità, e chiedere il risarcimento dei quattrini indebitamente elargiti ANCHE a quelle Commissioni colpevoli, o no?
Poi si potrebbe fare, magari, una riflessione perchè, conoscendo l'andazzo italiano, si comprende che nessuno dà niente per niente, ed allora... proviamo a pensare!

Dal 2010 è partita la tanto sbandierata riforma informatica INPS per le nuove pensioni di invalidità e per i controlli dei "vecchi invalidi", peccato che qualcosa non abbia funzionato, anzi per dirla tutta da Nord a Sud e da Est ad Ovest dell'Italia, non si sentono altro che lamentele, i tempi dovevano essere abbattuti.
E' successo?
Noooooo!
Addirittura non si riesce a vedere, dai vari siti INPS, quante domande sono state inoltrate, quanti IMBROGLIONI sono stati scovati.

Quanti?

A parte qualche caso ripreso anche dai Tg.

Conoscete, per caso, un malato oncologico chiamato a visita entro 15 giorni, come da nuove disposizioni??
Peccato che la realtà sia veramente diversa, conosco un malato oncologico che andrà a visita lunedì 14 febbraio e la domanda la inoltrai io stessa a fine novembre.
Abbattere i tempi? Solo per inviare questa domanda l'ufficio preposto ha impiegato dei giorni, perchè il pc dell'INPS non riceveva la domanda.
Che dire?
Che dire del fatto che l'INPS e le ASL non dialoghino tra di loro?
Che dire di quest'ultima che manda con il contagocce la documentazione sanitaria che il primo Ente chiede, per il controllo "falsi invalidi"?
Che dire del fatto che venga richiesto all'invalido la RIPRESENTAZIONE del documenti medici, cosa che NON si può chiedere perchè, in base alla legge 241/90, una volta che la persona presenta ad un ENTE PUBBLICO i documenti, non è più tenuta a fornirli nuovamente.
I vari che dire? Sono tantissimi.

Comunque si è capito che si è toccato il fondo quando ieri è apparsa questa notizia

http://www.fishonlus.it/2011/02/11/invalidita-medici-inps-in-rivolta/

Ahhhhh!!! Ora abbiamo capito tutto.

mercoledì 17 novembre 2010

SCUOLA, due iniziative da supportare!


Proprio nel giorno in cui, in occasione della Giornata internazionale del diritto allo studio, nel nostro Paese ci sono state le manifestazione degli studenti (c'è chi dice in 100 città, chi in 70....) contro le velleità sartoriali della nostra ministra - che risponde, come un un disco inceppato, "vecchi slogan" - mi arrivano due richieste.

A proposito del fare rete e di quella fantastica cosa che si chiama "virtual community", che permette di essere in collegamento indipendentemente dalla latitudine, è bello quando ti scrivono persone con le quali sei magari in contatto da anni e ti fanno certe richieste.

Da Osservatorio sulla legalità Onlus, nella persona del presidente Rita Guma ci arriva questo:

Ritengo possa interessarLe sapere che l'Osservatorio sulla legalita' e sui
diritti Onlus ha varato una petizione-esposto alla Corte dei Conti contro la
riduzione del sostegno ai ragazzi disabili gravi.

Questa iniziativa fa seguito all'altro appello che raccolse decine di
migliaia di firme - fra cui la Sua - due anni fa, ottenendo l'inserimento ai
lavori del parlamento. La Corte costituzionale provvide poi a sanare le
illegittimita' denunciate da quella petizione.

Nonostante cio', l'Amministrazione prosegue nei tagli al sostegno e il
problema si aggrava di anno in anno.
Percio' desideriamo far giungere alla Corte dei Conti da parte di migliaia
di contribuenti la richiesta di indagare e far pagare personalmente ai
responsabili il danno prodotto.

Speriamo ritenga di firmare e far firmare la petizione, che, insieme alle
istruzioni per la sottoscrizione, si trova al seguente link
http://www.osservatoriosullalegalita.org/10/appello_hc/002appello.htm

Qui
http://www.osservatoriosullalegalita.org/10/appello_hc/001letteraperta.htm i
chiarimenti sulla situazione.

Grazie,

Rita Guma
presidente Osservatorio
http://www.aaalegalitadiritti.it/

Dall'associazione Tutti a scuola, nella persona del presidente Antonio Nocchetti, arriva invece questo:

Cari amici vi allego un testo che dovreste, se lo ritenete adeguato, inviare all'indirizzo della trasmissione di Fazio e Saviano . Io l'ho già fatto con la speranza che venga letto come gli autori del programma invitano a fare ai telespettatori.
Ovviamente se ne condividete forma e contenuti inviatelo al maggior numero di contatti possibili, grazie Antonio Nocchetti ass. tutti a scuola onlus

Vado via dall'Italia perché da più parti si sente dire che le classi differenziali per i bambini disabili possono essere una soluzione;
Resto in Italia perché siamo stati il primo paese in occidente ad abolire le classi differenziali per i disabili;
Vado via dall'Italia perché il mio bambino disabile trascorre molto tempo fuori dalla classe perchè “disturba”;
Resto in Italia perché sono convinto che il mio bambino disabile sia una straordinaria risorsa per gli altri miei figli e per i suoi compagni;
Vado via dall'Italia perché gli insegnanti di sostegno sono sempre di meno ;
Resto in Italia perché esistono gli insegnanti di sostegno;
Vado via dall'Italia perché io e mia moglie invecchiando non sappiamo nostro figlio che fine farà;
Resto in Italia perché solo in un paese come il nostro sono presenti leggi come la 104 e la 328 ;
Vado via dall'Italia perché in televisione si parla dei disabili solo quando un padre disperato uccide il proprio figlio malato;
Resto in Italia perché spero che “vieni via con me” racconti le nostre storie.

Ecco, si tratta solo di spedire due e-mail, apparentemente...... ah per vado via/resto qui:
http://vvcm.blog.rai.it/2010/10/28/vado-via-percheresto-qui-perche/

giovedì 11 novembre 2010

Il "tenore" di vita e i "bassi" della politica

Leggendo l'ultimo post di mresciani sulla vicenda della 162 in Sardegna (ricordiamo che questi genitori stanno lottando per i diritti dei loro figli dal dicembre del 2009, quasi 12 mesi, un anno!) non ho potuto fare a meno di buttar giù alcune considerazioni.
Intanto: nel resto del nostro Paese come siamo messi con l'applicazione di questa legge? Quanti ne fruiscono e come sono realizzati i progetti?
Dal feedback che mi giunge dalle numerose testimonianze di altri genitori, di tutt'Italia, che raccolgo da tre anni a questa parte, posso dire che questa legge è praticamente sconosciuta.
Andando poi a cercare sul web ci si fa un'idea di come ogni Comune interpreti le leggi NAZIONALI ponendo delle limitazioni arbitrarie: limiti di età, limiti di reddito, restrizioni in base alle patologie.... insomma: un bel minestrone!
Mi domando se, questi politici, che hanno il potere di applicare le leggi o meglio di stanziare i fondi per applicarle, perchè il busillis sta tutto nei soldi al giorno d'oggi, si siano mai chiesti a cosa servano questi progetti per la vita indipendente per i disabili.
Se cambiassero punto d'osservazione e cioè se guardassero a come è il tenore di vita dei genitori che hanno un figlio disabile, forse capirebbero.
Com'è il tenore di vita dei genitori?
Facciamo un esempio: una coppia tra i 40 e 50 anni con due figli suppergiù adolescenti, mettiamo che lavori solo il padre e la madre ha scelto di dedicarsi alla famiglia. Possiamo immaginare tutti com'è questo tenore, e come sia il tran tran giornaliero.
Adesso prendiamo un'altra coppia in tutto e per tutto simile alla prima con l'unica differenza che uno dei figli è disabile grave.
Con l'espressione disabile grave si riunisce una vasta gamma di situazioni, per farci capire diciamo che "grave" consiste nel non essere in grado di compiere le normali azioni che tutti noi sappiamo compiere che non vuol dire solo "sono allettato" o "sono sulla carrozzina" ma anche se cammino e parlo e ci vedo o ci sento benissimo e magari faccio anche sport a livello agonistico o sono un artista del modellismo, putacaso, io "disabile grave" messo in una situazione normalissima come nadare a comprare il latte al negozio sottocasa non so neanche da parte iniziare.
Rendo l'idea?
Vorrei riuscire a spiegare alle persone normali cosa significa accudire un figlio che non si muove o che non ci vede oppure che non trova la spazzola perchè i suoi schemi mentali sono così diversi per cui o gli oggetti sono sempre nella medesima posizione e sono sempre gli stessi o lui non vedrà mai la spazzola anche se ce l'ha davanti al naso.
Vorrei farvi capire cosa vuol dire comunicare con un figlio che non parla o parla in un modo tutto suo.
Oppure cosa vuol dire gestire un figlio autistico.
Vorrei riuscire a spiegare cosa significa uscire con il proprio figlio "diverso", che magari riesce a bere solo stando sdraiato e quindi l'autonomia dell'uscita è molto breve – a volte, fuori, non esistono nemmeno i bagni per normodotati e sappiamo tutti come stanno messi i bagni per disabili in Italia.
Vorrei spiegare cosa significa essere bloccati in casa cioè proprio non poter uscire neanche per andare all'edicola angolo o magari a portare il bimbo al parco per la barriera architettonica di 7 miserrimi gradini e tu sei da mesi in lotta con asl e quant'altri perchè ti senti dire che l'ausilio che richiedi non esiste, costa troppo, non è sicuro e via di queste amenità.
Vorrei che la gente normale si rendesse conto di cosa vuol dire iscrivere tuo figlio a scuola e ogni anno, da anni, devi ricorrere agli avvocati perchè lui abbia qualcosa che è garantito per tutti dalla Costituzione (il diritto allo studio) ma che in realtà è una battaglia per equipararlo allo status di persona e non di alieno da integrare; l'avvocato è l'ultima spiaggia, dopo battaglie a colpi di raccomandate e colloqui etc in cui tu genitore, ormai ti sei fatto una cultura da leguleio – al massimo un genitore di bambino normodotato va a lamentarsi perchè manca la carta igienica, la carta per le fotocopie non certo perchè suo figlio viene discriminato, parcheggiato in corridoio quando non rifiutato e sicuramente non si deve pagare di tasca propria la formazione degli insegnanti.
Non sono sicura di riuscire a descrivere bene tutto quello che tocca ad una famiglia come le nostre, perchè ogni settore della vita comporta un'estrema fatica e un notevole esborso di denaro. Dover decidere se mangiare e pagare le bollette oppure offrire a tuo figlio ulteriori ore di terapia, assistenza, svago oppure portarlo dallo specialista tal dei tali, che riceve solo privatamente, non è un bel passatempo.
Chi non vive sulla propria pelle queste cose, difficilmente riesce ad immaginarsi com'è.
Stiamo parlando di qualche milione di italiani e relative famiglie, la cifra esatta non ve la posso dire perchè non la sa l'Istat e manco il Censis.
Alcuni politici del nostro Paese, però, hanno le idee chiare: la stragrande maggioranza di questi milioni in realtà fa finta e percepisce dei soldi dallo Stato illecitamente. Per cui è scattata la monovra della caccia alle streghe e i fondi, per le leggi che vanno a tutelare le persone disabili, sono stati ulteriormente e pesantemente ridotti se non azzerati.
Leggevo questo articolo di Franco Bomprezzi in cui si chiede "dobbiamo ancora alzare la voce o sarebbe più corretto abbassare il fruscio, il rumore di fondo?".
Se tutti, uniti, parlassimo e continuassimo a farlo non ci sarebbe bisogno di alzare la voce. Né ci sarebbe bisogno di queste umilianti azioni come la protesta dei malati di SLA, indegne di un Paese che vorrebbe definirsi civile.

lunedì 19 luglio 2010

NON POSSONO aspettare!


di mresciani :
Un tempo lontanissimamente lontanissimo, ormai remoto nella mia memoria, pensavo che le persone che si dedicano alla politica lo facessero per il bene degli abitanti della nostra Italia.
Dovevo avere all'incirca 2 o 3 anni: verso i quattro anni già avevo capito tutto.
Dico questo perchè ormai nel mio oltre mezzo secolo di cittadina italiana ne ho viste di tutti i colori.
Però una delle brutte pagine che vi voglio descrivere è successa il 15 luglio a Cagliari.
Il 15 luglio, giovedì scorso, nella nostra città era una giornata caldissima, tanto calda da farmi sentire male e non poter partecipare ad una manifestazione cui tenevo tanto.
I nostri giornali quotidiani non hanno rendicontato con grandi spazi questa manifestazione. Perchè????
Ecco un pezzo tratto dall'Unione Sarda.
Sotto i locali dell'Assessorato alla Sanità Regionale si è svolta la protesta garbata e molto silenziosa (per ovvie ragioni) dei malati di SLA (sclerosi laterale amiotrofica), malati gravissimi, molti dei quali allettati, con tracheotomia, con respiratori ed ambulanze al seguito.
Questa manifestazione non ci sarebbe dovuta MAI essere, perchè è vergognoso che in una nazione che si dichiara civile possa succedere che malati così gravi debbano scendere in piazza, per chiedere ancora una volta che, si dia più attenzione alle loro richieste!

Più assistenza a questi malati che devono essere assistiti 24 ore su 24.

Molti comunicavano con gli occhi (ormai la malattia ha portato via loro anche la parola ma non la capacità di capire) per mezzo della lavagnetta.
Due ore!!!

Li hanno fatti aspettare due ore sotto un sole cocente, prima di essere ricevuti (una delegazione) dall'Assessore alla Sanità, il quale ha detto che entro la fine dell'anno darà delle risposte alle loro domande. Perchè deve vedere ancora i CONTI.
Un malato di SLA ha detto con gli occhi: ma quanto tempo ci vuole?
Sono malati che non possono aspettare.

venerdì 2 luglio 2010

A beneficio d'inventario


Vi ricorderete lo scandalo della truffa dei falsi invalidi (ciechi e malati mentali) emerso all'inizio dell'anno in una ASL di Napoli; vale la pena leggere per intero l'articolo di Repubblica, uscito il 29 giugno, in proposito:
"Falsi ciechi, pratiche in cambio di voti"
Il verbale delle confessioni di Alajo al pm: accuse ad altri indagati .
NAPOLI. Salvatore Alajo, il consigliere di Municipalità in cella da dicembre perché considerato il regista della truffa delle pensioni fasulle di Chiaia, ammette: «Il mio principale obiettivo era raccogliere consenso elettorale. Le pratiche di invalidità avevano un costo e se le ho fatte era per avere quanti più voti possibile». Alajo è pronto a «collaborare pienamente» e sostiene di poter «dire tutto ciò che riguarda i falsi ciechi» e di essere in grado di «spaziare sulle invalidità civili a Napoli». Alajo chiama inoltre in causa il dirigente della Municipalità Angelo Sacco, tuttora detenuto, che ha sin qui sempre respinto le accuse.
"Ho imparato il meccanismo truffaldino grazie all´esperienza maturata nel patronato"
Assicura di essere pronto a «collaborare pienamente». Sostiene di poter «dire tutto ciò che riguarda i falsi ciechi» e di essere in grado di «spaziare sulle invalidità civili a Napoli». E nel primo interrogatorio dopo l´inizio della collaborazione con i magistrati, Salvatore Alajo, il consigliere di Municipalità in cella da dicembre perché considerato il regista della truffa delle pensioni fasulle di Chiaia, ammette: «Il mio principale obiettivo era raccogliere consenso elettorale. Le pratiche di invalidità avevano un costo e se le ho fatte era per avere quanti più voti possibile», si legge nell´interrogatorio depositato agli atti dell´udienza in programma questa mattina per discutere il ricorso dell´avvocato Umberto Valentino, difensore di Ciro Rispoli, uno degli indagati coinvolti nell´inchiesta.
Alajo afferma di essersi occupato delle pensioni false «a partire dal 2006. Ma per quelle antecedenti riferirò successivamente - aggiunge - per spiegare che sono state fatte da altri soggetti». Sottolinea di aver imparato «a fare le pratiche false grazie all´esperienza maturata nel patronato che mi consentì di comprendere quali erano le procedure e gli atti necessari». Nell´interrogatorio sostenuto il 17 giugno scorso davanti al pm Giuseppe Noviello, Alajo fa anche riferimento ad alcuni degli indagati del procedimento. Come Domenico Criscuolo, l´unico prima di lui ad aver scelto la strada della collaborazione con la giustizia ricevendo dopo questa scelta anche pesanti intimidazioni. Sarebbe stato proprio Criscuolo, secondo Alajo, a suggerirgli l´idea di occuparsi di false pensioni d´invalidità e a garantirgli sostegno elettorale in occasione delle consultazioni del giugno 2006.
Alajo chiama inoltre in causa il dirigente della Municipalità Angelo Sacco, tuttora detenuto (difeso dall´avvocato Gennaro Lepre) che ha sin qui sempre respinto le accuse. Negli atti depositati Alajo fa inoltre il nome di Nicola Cautero (detenuto, assistito dall´avvocato Alfredo Sorge, anche lui ha sempre respinto le accuse) sostenendo che questi, «da ex impiegato postale si interessava di individuare aspiranti pensionati nonché di prelevare i soldi della falsa pensione» dopo l´accredito della somma «anche senza la presenza del pensionato». Tutte le dichiarazioni di Alajo dovranno essere vagliate dai magistrati nel prosieguo del procedimento. Il pm Noviello e i carabinieri di Posillipo guidati dal luogotenente Tommaso Fiorentino lavorano per individuare i necessari riscontri, ai giudici spetterà poi stabilire in contraddittorio con la difesa l´attendibilità delle circostanze riferite dall´indagato soprattutto nei confronti di terze persone. Ma di sicuro la collaborazione del consigliere di Municipalità può imprimere all´indagine la svolta decisiva e aiutare a ricostruire tutti i passaggi della truffa. Riferisce Alajo di non aver «mai nascosto a nessuno che per procedere era necessario fare dei falsi». Nel 2007 la macchina si bloccò perché erano in corso dei controlli da parte dell´agenzia delle entrate che aveva scoperto alcune irregolarità. Ma già nell´autunno dell´anno successivo la truffa ricominciò. «Avevamo bisogno di ottenere nuove false pressioni - si legge nel verbale - sia per le richieste ormai incalzanti che mi facevano i cittadini sia ovviamente per ottenere vantaggi economici».

Il giorno dopo è uscito un altro articolo al riguardo.
In serata mi arriva quest'articolo, che riporto per intero, apparso su Il Gazzettino di oggi; domanda: poiché neanche l'Istat può fornire dati esatti e soprattutto aggiornati, da dove escono questi numeri citati nell'articolo? Invece di rendere giustizia ai "veri" si va a cercare i finti – che, poi, saranno puniti in proporzione al danno arrecato? Oppure verranno condonati? E, data la situazione pessima in cui stiamo come Paese, si castiga tutti, anche chi non ha colpe ma anzi avrebbe bisogno di sostegno.... non aggiungo altro, oggi è stata una di quelle giornate cui si abbina il sassolino nero.

Il Gazzettino del 02-07-2010
Sapete quanti ciechi ci sono in Veneto? Poco meno di 7 mila, su una popolazione di quasi 5 milioni di abitanti. E in Piemonte? Quasi 6 mila, su 4 milioni 441 mila abitanti. Ma in Sicilia si arriva alla strepitosa e opaca cifra di 30 mila non vedenti su una popolazione solo di poco superiore ai 5 milioni di abitanti.
Per tradurla in raffronti, la popolazione cieca in Veneto e in Piemonte è percentualmente di cinque volte inferiore a quella della Sicilia. Una bella differenza.
Davide Cervellin, imprenditore padovano, presidente del Centro Efeso di Loreggia ed ex presidente della Commissione Handicap di Confindustria, non spara cifre a vanvera. E soprattutto non può essere accusato di facile sensazionalismo sulla pelle dei disabili. Perchè egli stesso è un non vedente. E perchè in questo caso ha elaborato una serie di cifre-scandalo assieme al professore Marco Bongi, presidente di Apri Onlus di Torino, meritoria associazione piemontese che si occupa di retinopatici e ipovedenti.
«In Sicilia, ma anche in Puglia e in Sardegna, c’è un’enormità di disabili in più. E questo fa pensare. A Trapani dove ero pochi giorni fa la locale associazione conta 1.500 iscritti, a Venezia si supera di poco il centinaio. C’è da chiedersi se sono troppo furbi loro o se siamo noi degli incapaci...». Potrebbe continuare a parlare per ore, Cervellin, che ha in serbo parecchie sorprese, in vista di un convegno che si terrà a settembre. «Nella sanità e nella disabilità gli sprechi sono enormi. Innanzitutto per un eccesso di pensioni di invalidità fasulle. Poi perchè l’Italia è il paese al mondo che paga di più i disabili, puntando sull’assistenza piuttosto che sui servizi».
Cervellin non alcuna intenzione di penalizzare i disabili. Quelli veri. Anzi, pensa che per loro si potrebbe fare di più e meglio. «Sembra che alcune regioni abbiano conosciuto vere epidemie. Il numero dei disabili è molto maggiore al Sud, ma anche in certe aree del Centro e del Nord non mancano dati eclatanti». Non è solo questione di possibili truffe. È un’intera filosofia che l’imprenditore chiede di ridiscutere. «Voi pensate che i ciechi siano tutti uguali anche se hanno la stessa disabilità? Non è così. I duemila ciechi di guerra che ancora oggi, 65 anni dopo godono di una pensione, prendono 7-8 mila euro al mese. Ma se uno diventa cieco, la sua invalidità civile è di 270 euro al mese, più 770 euro per l’accompagnamento, 1.040 euro, lo stipendio di un impiegato». Con altre eccezioni. «Se invece è un disabile per malasanità, allora la pensione è agganciata al reddito e oltre i 20 mila euro all’anno non percepisce nulla, salvo l’accompagnamento».
In conclusione. «Il Sud chiede pensioni per i disabili che sono un costo secco per i sani. Il Nord vorrebbe più servizi - meno barriere architettoniche e tecnologie compensative - che per essere realizzati creano anche più posti di lavoro». Giuseppe Pietrobelli

giovedì 1 luglio 2010

Un preciso disegno - parte II


(questo articolo doveva essere postato il 30 giugno ma, causa forza maggiore, appare solo oggi)
di mresciani:
Il primo comma Art. 10 del decreto n.78 del 2010, che dettava provvedimenti per l'innalzamento della percentuale di invalidità utile a percepire la pensione d'indennità, diceva che la percentuale per usufruire di tale LAUTA cifra mensile (circa euro 256.67!) oscillava dal 74% all'85%.
Con questo provvedimento molte categorie di disabili sarebbero rimaste senza indennità alcuna, come le persone down, per esempio. Grande sfuriata di reazione da parte delle associazioni dei disabili e programmata mobilitazione, con prove generali fatte il 21 luglio, dall' Associazione dei malati di Sla, cui si sono aggiunte altre sigle.
Era in programma quindi una grande manifestazione per il primo luglio, organizzata da FISH e FAND, ma, dopo le rassicurazioni dei nostri esponenti politici PARE che tale vergogna di cui sopra, fosse stata tolta dai documenti del decreto 78.
Le associazioni di disabili decidono perciò di annullare la manifestazione del primo luglio, ed oggi(30 giugno per chi legge) abbiamo la sorpresa. E che sorpresa!
Chissà quante persone erano impegnate a studiare tale SCHIFOSISSIMO PROVVEDIMENTO, vergognoso per una nazione che si definisce democratica e volta a tutelare i più deboli.
Ecco il provvedimento fresco fresco del 29 giugno 2010: il Governo ha estruso un emendamento all'articolo 10 che prevede, per l'assegnazione dell'assegno mensile, la soglia del 74% ma solo nei casi di patologia unica.
Per dirla terra-terra: le patologie con una percentuale superiore al 74% hanno diritto all'assegno mensile di invalidità. Sono invece escluse: SOLO le persone che non raggiungono l'85% anche se AFFETTE E BERSAGLIATE da più patologie che singolarmente valutate dalle Commissioni hanno una percentuale inferiore al 74%.
L'emendamento presenta anche la cosiddetta ciliegina sulla torta, che riguarda l'indennità di accompagnamento agli invalidi civili che prima era rivolta "ai cittadini nei cui confronti sia stata accertata una inabilità totale per affezioni fisiche o psichiche e che si trovino nella impossibilità di deambulare senza l'aiuto permanente di un accompagnatore o, non essendo in grado di compiere gli atti quotidiani della vita, abbisognano di una assistenza continua".
Ora viene corretto così: "ai cittadini nei cui confronti sia stata accertata una inabilità totale per affezioni fisiche o psichiche e che si trovino nella impossibilità permanente di deambulare senza l'aiuto di un accompagnatore, o, non essendo in grado di compiere il complesso degli atti elementari della vita, abbisognano di una assistenza continuativa".
Avete capito benissimo: pare che l'accompagnamento ora spetterà solo ai gravissimi allettati. Perchè, le persone in carrozzina sono autonome? Gli autistici camminano e mangiano, tante altre persone affette da patologie gravi ORMAI SARANNO GUARITE PER DECRETO!
E' ora di finirla di toccare sempre i deboli.
E' ora di finirla di tartassare le persone che già la vita l'hanno avuta sconvolta.
E' ora che in questa Nazione si faccia veramente politica.
E' ora che si aiutino veramente le persone che sono più deboli.
I disabili da questa manovra sono INFIOCINATI (scusate il termine ma visivamente vorrei che si capisse bene il problema) su più fronti: da questo clamoroso ed ignobile emendamento che è peggio del provvedimento precedente, dai tagli agli enti locali che incideranno su servizi sociali che colpiranno ancora di più i disabili e le loro famiglie, dai tagli alla scuola che colpiranno i nostri figli più deboli disabili portandogli via il GIUSTO sostegno e ti saluto diritto all'istruzione!
Trovo assurdo tanto accanimento alla categoria dei deboli!
Magari potrebbero cercare gli sprechi altrove: tanti suggerimenti potremo darli proprio noi parenti dei disabili!
Perchè al prossimo provvedimento sulla categoria dei nostri figli potremo aspettarci anche qualche lotteria per il futuro: chi viene estratto non è più disabile!

Aggiornamento di oggi: forse, tempo di incassare la botta e riorganizzarsi, la manifestazione di protesta prevista per oggi e poi annullata è stata riesumata per il 7 luglio prossimo. Tutti a Roma! Ma chi non può muoversi? E possibile che, sui giornali, a parte Avvenire, non si trovi manco mezzo articoletto in proposito? Qui un comunicato Fish/Fand. NdO

lunedì 7 giugno 2010

ASSUMIAMOLI!


Guardate questo video.
Bello, eh? Efficace soprattutto! Complimenti a chi l'ha ideato!
E adesso leggete il resoconto, scritto in prima persona, di un collaboratore di Redattore Sociale:

" ...Mi arriva una mail in cui mi dicono che una radio austriaca cerca conduttori di madrelingua italiana. Mi dico: so il tedesco, sono di madrelingua italiana, il mio sogno è lavorare in radio, ho già diverse esperienze come giornalista e molte di esse come giornalista radiofonico, proviamo! Mando il curriculum e, dopo qualche settimana, mi arriva la conferma che sono fra i selezionati per il casting. Il colloquio sarebbe dovuto essere in Austria domani. Tutto perfetto, mi dico, non ho davvero niente da perdere. Per correttezza, scrivo alla persona di contatto che sono non vedente. Non si sa mai che nel colloquio siano previsti anche test scritti, nel qual caso è giusto che sappiano che lavorerò col mio pc e che magari mi forniscano i documenti in versione elettronica.

Segue un blackout comunicativo di diversi giorni: non riesco più a contattare la persona né per mail né per telefono, non so esattamente ora e luogo del colloquio né dove sarà l'albergo dove dovrò dormire (la radio offriva una notte in hotel per chi sosteneva il casting), scrivo e chiamo più volte ma niente. Faccio comunque il biglietto, sapendo che il colloquio è l'8 giugno, ma il 3 giugno alle undici e mezzo di sera ricevo una mail dall'oggetto "siamo dispiaciuti". Penso: menomale, si scuseranno per non avermi risposto prima e mi daranno tutti i dettagli. Ma no, tutto il contrario, riporto qui di seguito la mail che mi hanno inviato: "Gentile Maurizio Molinari, ho dovuto aspettare di sentire i miei responsabili. Visto che lei ci ha comunicato abbastanza tardi che è non vedente sono subentrati dei problemi, perché il nostro studio non è costruito per non vedenti. Dovevamo parlare con i tecnici, ma non abbiamo la possibilità per adattare lo studio perciò ci dispiace molto ma non la possiamo considerare per i colloqui. Avrebbe dovuto dircelo quando ha fatto domanda, così potevamo evitare tutte queste incomprensioni. Le auguriamo buone cose per il suo lavoro".

Peccato che io, per esperienza pregressa, so che se tu rispondi a un annuncio di lavoro menzionando il tuo handicap, ti giochi nella maggior parte dei casi ogni possibilità di essere chiamato per il colloquio. E poi dove sta scritto che io debba menzionare la mia disabilità quando rispondo a un annuncio di lavoro? Devo forse dire se sono nero o bianco, omosessuale o eterosessuale, comunista o anarchico? Che rilevanza ha, nel valutare le mie competenze, il fato che sia cieco? Dopo un'ultima telefonata di oggi, in cui ho parlato con la direttrice alla programmazione, mi sono sentito dire: "Ci dispiace Her Molinari, ma questa è la decisione, è già stata presa e magari ci saranno altre possibilità in futuro". Peccato che anche la decisione di chiamarmi al colloquio fosse già stata presa, peccato che non mi abbiano saputo spiegare di quali adattamenti il loro studio non disponesse perché io non potessi provare a lavorare per loro, peccato che la paura e l'ignoranza abbiano vinto sul buon senso che avrebbe suggerito loro di vedermi comunque per il casting e poi, al limite, di scartarmi dicendo che avevano un candidato migliore. Infine, peccato che non abbiano almeno voluto conoscermi, chissà che non avrebbero cambiato idea e, anche se non l'avessero fatto, almeno avrebbero giudicato su fatti e non su pregiudizi."
Foto: un tenente Colombo che si chiede "Perchè?"

domenica 24 gennaio 2010

Ma chi l'ha detto che è un uomo?


1.Lucio Battisti
2.Roberto Benigni
3.Mike Bongiorno
4.Caravaggio
5.Giosuè Carducci
6.Cristoforo Colombo
7.Fausto Coppi
8.Eduardo De Filippo
9.Vittorio De Sica
10.Dante
11.Leonardo Da Vinci
12.Federico Fellini
13.Enrico Fermi
14.Enzo Ferrari
15.Falcone e Borsellino
16.Fiorello
17.Rita Levi Montalcini
18.Giacomo Leopardi
19.Sofia Loren
20.Galileo Galilei
21.Giuseppe Garibaldi
22.Vittorio Gassman
23.Giotto
24.Anna Magnani
25.Nino Manfredi
26.Alessandro Manzoni
27.Guglielmo Marconi
28.Marcello Mastroianni
29.Giuseppe Mazzini
30.Michelangelo
31.Mina
32.Aldo Moro
33.Padre Pio
34.Papa Giovanni XXIII
35.Giovanni Pascoli
36.Laura Pausini
37.Luciano Pavarotti
38.Sandro Pertini
39.Francesco Petrarca
40.Luigi Pirandello
41.Marco Polo
42.Giacomo Puccini
43.Valentino Rossi
44.San Francesco
45.Santa Rita da Cascia
46.Alberto Sordi
47.Totò
48.Massimo Troisi
49.Giuseppe Verdi
50.Alessandro Volta.


Nel titolo mi riferisco al programma tivvù "Il più grande", così commentato da Aldo Grasso.
Non entro nel merito dei (discutibili) criteri di scelta di questi 50 nomi, ma, quello che risalta subito è che, nella lista qui sopra, dei 50 scelti, solo 6 sono donne.
Ma Alda Merini, Grazia Deledda (nobel per la letteratura nel 1926!), Oriana Fallaci, Maria Montessori, Eleonora Duse, Renata Tebaldi, Gaspara Stampa, Liala, Carla Fracci, Sara Simeoni, Santa Chiara, Elsa Morante, Matilde di Canossa, Margherita Hack... e chissà di quante donne grandi del nostro Paese mi sto dimenticando!
In rispetto delle pari opportunità avrebbero dovuto scegliere uno stesso numero di uomini e donne e assegnare due premi.
Le donne devono fare qualunque cosa due volte meglio degli uomini per essere giudicate brave la meta'. Per fortuna non e' tanto difficile. Disse Charlotte Whitton, la signora della foto, che fu anche un politico canadese.
Segnalo perciò questa bella storia di donna, tosta ;)