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giovedì 12 aprile 2012

Amministratore di sostegno: seminario per familiari


Per la prima volta in Trentino 14 organizzazioni no profit insieme progettano un seminario per capire e approfondire la figura dell’ Amministratore di Sostegno.

L’Associazione Comitato per l’Amministratore di Sostegno in Trentino in collaborazione con 13 enti soci che si occupano di disabilità in Trentino promuoverà il seminario:
“Amministrazione di sostegno, per e con la persona con disabilità”. Per conoscere, capire e comprendere. Quali Realtà e prospettive?".

L’evento si svolgerà sabato 14 aprile alle ore 15.00 presso la Sala convegni della Casa Editrice Erickson in Via del Pioppeto 24, fraz. Gardolo (TN).  La partecipazione è gratuita.

Il seminario è rivolto a famigliari di persone con disabilità e intende accrescere la conoscenza della figura dell’Amministratore di Sostegno soffermandosi sulle problematiche più delicate legate anche al futuro. L’evento ospiterà la Dott.ssa Daniela Polo (Autrice del libro “Cosa sapere sull’ADS, realtà e prospettive per famiglie e operatori” edizione Erickson) di recente referente per il Progetto Amministratore di Sostegno della Lombardia e da anni impegnata nel supporto di famiglie con disabilità.

L’esigenza di un seminario deriva dalla necessità di riflettere insieme sulla figura dell’Amministratore di Sostegno: questo istituto è stato introdotto nel nostro ordinamento dalla legge nazionale 6/2004, seguita dalla legge provinciale n.4/11, generando grande innovazione in tema di tutela delle persone fragili, non più limitata agli schemi – spesso obsoleti – dell’interdizione e dell’inabilitazione. Dal 2004 le persone prive in tutto o in parte di autonomia possono essere assistite da un Amministratore di Sostegno, con la minore limitazione possibile della propria capacità di agire.

Trento, 12 aprile 2012

Per maggiori informazioni: 3338790383,

martedì 9 agosto 2011

Giornate per genitori


di Bazen
Quella di quest’anno è stata per noi la prima partcipazione alle “Giornate per le persone con problemi di udito” organizzate da vent’anni a Trento da Salvatore Lagati. Le Giornate sono un palcoscenico sulla sordità prezioso sia per i diretti interessati dalla sordità, che hanno modo di verificare lo stato dell’arte dell’aspetto medico/tecnico, sia per le loro famiglie, per le quali le Giornate rappresentano una “full-immersion” assai utile quando si è digiuni dell’argomento, magari dopo aver appreso della sordità del proprio bambino; possono essere viste un’ancora di salvezza per riportare in un ambito di praticità e buon senso quel che è o potrebbe sembrare una situazione difficile da superare. Ma le Giornate sono rivolte anche a chi, come noi, vivendo la sordità del proprio figlio da più tempo, cerca di fare il punto della situazione con una sorta di bilancio lungo il tortuoso percorso della crescita. Da notare che il prezioso lavoro di Salvatore Lagati non si esaurisce con la sordità ma è molto più vasto; è possibile averne idea qui.
Villa S. Ignazio, il luogo prescelto, è accogliente, semplice e funzionale, ideale per confrontarsi sulle reciproche esperienze compiute e da sostenere, oltre che per favorire sereni scambi di idee, pareri e consigli sulle proprie o altrui problematiche. Durante gli incontri, mentre i più grandi seguono le relazioni, bambini e ragazzi partecipano alle attività organizzate dagli scout, ai quali va un plauso per la genuina intraprendenza, capacità e pazienza nell’intrattenere sapientemente questi piccoli/grandi terremoti.
Grazie alla presenza di un’equipe di un ospedale nazionale di riferimento (che cambia di anno in anno) il livello degli incontri è estremamente professionale: argomenti sulla vita di tutti i giorni si legano naturalmente con quelli medici, che, moderati da Salvatore Lagati, vengono trattati con un taglio divulgativo, rendendoli comprensibili a tutti. D’altro canto la professionalità dei medici e dei terapisti presenti alle Giornate determina l’esito delle stesse: saper affrontare i temi della sordità per tre giorni consecutivi con i partecipanti, che il più delle volte non sono studiosi o esperti dell’argomento, non è certamente semplice; tutt’altro. L’equipe dell’Ospedale di Merano, guidata dai dottori Christian Streitberger e Nadia Gerbini, è stata a mio avviso esemplare: hanno affrontato i diversi aspetti della sordità, dalla diagnosi precoce quale strumento per mitigare gli effetti che una scoperta tardiva provoca sui bambini, alla protesizzazione e agli impianti cocleari, addentrandosi in aspetti chirurgici minuziosi ma da sottolineare per aiutarci a comprendere quei fondamentali progressi grazie ai quali, ad esempio, pochi millimetri segnano il discrimine tra il conservare o perdere il residuo uditivo nell’impianto cocleare. Si è parlato anche degli aspetti psicologici e neuropsichiatrici nei bambini audiolesi, del rapporto tra genetica e sordità e della riabilitazione logopedica. In ultimo una intensa e partecipata relazione di Irene Buzzi sulle strategie scolastiche per la gestione della sordità e, più in generale, della disabilità, partendo dalle prime esperienze di integrazione fino all’analisi delle risorse che noi genitori possiamo sfruttare affinché i diritti dei nostri figli a scuola siano rispettati: sostegno, assistenti alla comunicazione, GLH, ecc.
Per chi non conosce la tematica degli ausili acustici, consiglio, da Wikipedia:
- impianto cocleare.
Alle giornate quest’anno hanno partecipano 23 famiglie con figli di svariate età, sordi ma anche con altre patologie oltre la sordità. In questo periodo nel quale le disabilità sono viste come un limone da spremere (nonostante ci sia poco succo, e quello che rimane è ben poca cosa) trovo importante che sia emerso l’assoluto bisogno di colmare i vuoti lasciati dalle istituzioni pubbliche, spazi che che noi “utenti” e genitori professionisti nella quotidianità, cerchiamo di colmare con la nostra tenacia. Non è un caso che al termine delle Giornate vi sia lo spazio per le esperienze dirette, nelle quali quest’anno è stata presentata l’emozionante iniziativa di Massimo quale cofondatore della Associazione ELDA (www.asselda.it, nella cui homepage raccomando di guardare la bellissima animazione) e il libro illustrato di Nadia, Alessandro e dei loro pargoli sul tema della sordità e dell’impianto cocleare, che si può apprezzare qui: www.rumorincampagna.com.
Desidero soffermarmi su un altro tema sul quale si è discusso nei “momenti liberi”, di particolare attualità per tutti i genitori, ovvero dove e da chi essere supportati nella gestione della sordità. In apparenza di semplice soluzione, il problema diventa delicato dato che sono molteplici gli aspetti che interessano una protesizzazione o un impianto cocleare; li riassumo, in sintesi, nei tre momenti essenziali: quello iniziale di accertamento del grado di sordità e conseguente protesizzazione e/o operazione per l’IC; il secondo di gestione degli ausili protesici, intendendo la loro regolazione/mappatura; infine la terza fase della sostituzione dell’ausilio, con nuove e differenti protesi o dell’eventuale reimpianto. La regolazione/mappatura di protesi e impianti è di importanza capitale per poter adattare l’ausilio alla persona sfruttandone completamente le potenzialità; alle Giornate sono stati raccontati alcuni esempi emblematici che conducono alla logica considerazione di quanto sia fondamentale l’operato dell’audiologo: egli effettua le regolazioni, affina la potenzialità tecnica dell’ausilio secondo le esigenze della persona tramite software complessi mappando l’ausilio con una sorta di accordatura che va via via raffinandosi con lo sviluppo del bambino e/o della sua capacità di sfruttare l’ausilio stesso. È quindi evidente che egli debba essere abile nelle competenze informatiche oltre che altamente preparato e aggiornato sugli sviluppi tecnologici che in questo campo sono assai veloci. Una carenza in apparenza minimale, nella realtà dei sordi si traduce in una rilevante inabilità nel percepire correttamente determinate frequenze quindi suoni, parole e significati. Si può pertanto affermare che la gestione della sordità deve essere affidata ad una equipe la cui professionalità è tanto più efficace quanto le rispettive competenze consentono di chiudere il cerchio iniziato con la diagnosi della sordità e terminato con la perfetta regolazione nel tempo degli ausili. A questo punto una domanda sorge spontanea, ovvero quale sa il luogo dove trovare tutte le competenze necessarie a raggiungere tale scopo. Gli ospedali pubblici dovrebbero dar risposta al quesito; così è stato ed è ancora in alcuni centri di eccellenza. Ma quali sono gli ospedali dove poter ottenere il servizio di eccellenza per i nostri pargoli, soprattutto per quanto concerne gli impianti cocleari? Questo punto presenta, aimè, delle note negative: nel confrontarsi fra genitori di tutt’Italia, abbiamo avuto la conferma che in questo ultimo periodo è in atto la ridefinizione di alcuni primariati o di ruoli dei chirurghi di riferimento; al contempo nascono in molti ospedali nuove sezioni dedicate agli impianti cocleari. Senza considerare aprioristicamente negativa la volontà di un medico di voler cambiare la propria “residenza” professionale (tutti sono liberi di fare le proprie scelte professionali), tuttavia rimane spesso negativa la situazione nei centri orfani della guida che, nel bene e nel male, fino a quel momento aveva determinato la loro eccellente qualità. Forse stiamo assistendo al passaggio da una prima fase di ricerca e diffusione degli impianti cocleari ad una nuova di assestamento delle individualità di spicco nei centri loro più vicini, oltre che geograficamente, anche come filosofia di approccio al tema. La realtà che noi genitori abbiamo constatato nel frequentare da diverso tempo i medesimi ospedali è che, ignari di queste dinamiche, talvolta ci siamo trovati, inermi, in situazioni spiacevoli, con delle prassi differenti senza alcun beneficio in termini di qualità, spaesati dalle nuove modalità di gestione ospedaliera. Chi fa centinaia se non migliaia di chilometri non apprezza il vedersi costretto a rifare la trafila per una visita specialistica dovendo rintonare più volte di li a poco tempo e senza essere avvertiti della novità. Basterebbe poco, come sempre; e come sempre, chi ne fa le spese siamo noi e, soprattutto, i nostri figli. Cosa fare, dunque? Si può decidere di rincorrere il luminare nel suo nuovo ospedale con l’incognita del resto dell’equipe (dato che la “vecchia” resta ovviamente legata al luogo originario); oppure percorrere la via di restare nel centro che fino a quel momento aveva ben operato, con la speranza che il nuovo arrivato abbia competenze analoghe al suo predecessore. Oppure cambiare, seguire una nuova strada scegliendo di volta in volta le realtà che in quel momento offrono le migliori garanzie di gestione della sordità del proprio figlio. Qualunque sia la scelta, bisognerà comunque affrontare diverse incognite in una situazione di per se stessa non certo priva di forti tensioni emotive.
Pur essendo queste delle tematiche delicate che gravano sulla psicologia di ognuno di noi, quel che rimane delle Giornate è la serenità con la quale si riescono ad sostenere; parlarne consente di capire quanto questa realtà sia affrontabile, governabile entro i binari della quotidianità, senza perdersi nell’angoscia del non saper dove si andrà a parare. È stata una bella esperienza ed è stato proficuo poterla condividerla con amici nuovi e già conosciuti, con un pensiero a quelli che per differenti ragioni non hanno potuto esserci. Grazie amici, grazie ai vostri bambini e ragazzi; la mia gratitudine infine a Salvatore e sua moglie, che adesso fanno parte dei miei maestri di vita. Grazie Salvatore, all’anno prossimo.

mercoledì 15 dicembre 2010

Auguri a chi non vede

Oggi pomeriggio ho letto questo bellissimo pezzo scritto da Franco Bomprezzi.
Lo ringrazio molto perchè, con il suo scrivere, mi ha rasserenato e dato lo sprint per cambiare l'umore proprio "grigio" che mi sta sulla spalla come la carogna che saliva a Fede (ricordate il personaggio di Luca Bizzarri ai tempi di Ciro? Ecco.)
Volevo scrivere, il 13 dicembre, un pezzo da dedicare alle persone cieche perchè, come sapete in quel giorno, in alcune città del nostro Paese si festeggia questa santa... era un pretesto, a dire il vero, per parlare appunto della cecità e dintorni, poiché mio figlio è, anche, cieco. E poi volevo anche ricordare la mia mitica nonna materna che, oltre a chiamarsi Lucia ha fatto per 20 anni la guida ciechi.
Volevo parlare anche di come la tradizione nella città in cui risiedo è stata trasformata in festa, molto attesa dai bambini – iniziò tutto anticamente, c'era in città un'epidemia che colpiva gli occhi e allora la cittadinaza penso di fare una processione per chiedere appunto alla Santa, che è la protettrice della vista (anche), di fare il miracolo. C'era freddo e i bambini non erano molto entusiasti di mettersi a camminare e allora i genitori per convincerli dissero loro che se l'avessero fatto la santa poi avrebbe portato loro dei regali.
Ricordo la mia trepidazione, bambina, per cui andavo a letto presto, dopo aver aiutato la mamma a preparare il latte e la farina di mais per l'asinello (Santa Lucia cavalca un asinello) e mi sforzavo di addormentarmi subito perchè se, per sbaglio (o per maliziosa curiosità), vedevi o sentivi qualcosa, invece dei regali Santa Lucia ti lasciava solo il carbone.
E poi la mattina correvi in cucina dove il tavolo era interamente coperto di dolci e balocchi.
Poi mi è venuto il magone.
Per quanto gli abbia parlato e spiegato, mio figlio non può capire questa cosa e d'altro canto non esistono regali – giocattoli, balocchi etc – che puoi fargli trovare sul tavolo della cucina.... cioè dovrebbero esserci persone che sanno che esistono bambini come mio figlio – e come molti altri figli – che per giocare hanno bisogno di balocchi studiati appositamente e quindi li progettano, li realizzano e li immettno sul mercato come qualsiasi altro genere "di consumo" che noi genitori troviamo nei negozi.
Ne avevo parlato qui, ancora nel 2008. Quel post poi divenne la lettera del mese sul mensile Focus nel febbraio 2009. Ma ancora oggi, dicembre 2010, un genitore come me non ha nessun negozio dove andare per far felice il suo bimbo.
Anyway.... grazie a Bomprezzi, tutto quello che ha detto è terribilmente vero, anche se riguarda solo gli adulti e i "soli" ciechi.... c'è tutto un mondo che riguarda i bambini e i bambini che hanno fatto l'en plein (disabili sensoriali, disabili motori, disabili intellettivi).
Teniamo botta e, per quel che possiamo, adoperiamoci per cambiare le cose, anche se impercettibilmente e solo magari nella piccola realtà quotidiana, a furia di "dai" qualcosa deve migliorare.
Auguri a chi non vede, appunto ;)
E grazie alle due "sante lussie" che hanno portato dei doni al mio bimbo.

mercoledì 17 novembre 2010

SCUOLA, due iniziative da supportare!


Proprio nel giorno in cui, in occasione della Giornata internazionale del diritto allo studio, nel nostro Paese ci sono state le manifestazione degli studenti (c'è chi dice in 100 città, chi in 70....) contro le velleità sartoriali della nostra ministra - che risponde, come un un disco inceppato, "vecchi slogan" - mi arrivano due richieste.

A proposito del fare rete e di quella fantastica cosa che si chiama "virtual community", che permette di essere in collegamento indipendentemente dalla latitudine, è bello quando ti scrivono persone con le quali sei magari in contatto da anni e ti fanno certe richieste.

Da Osservatorio sulla legalità Onlus, nella persona del presidente Rita Guma ci arriva questo:

Ritengo possa interessarLe sapere che l'Osservatorio sulla legalita' e sui
diritti Onlus ha varato una petizione-esposto alla Corte dei Conti contro la
riduzione del sostegno ai ragazzi disabili gravi.

Questa iniziativa fa seguito all'altro appello che raccolse decine di
migliaia di firme - fra cui la Sua - due anni fa, ottenendo l'inserimento ai
lavori del parlamento. La Corte costituzionale provvide poi a sanare le
illegittimita' denunciate da quella petizione.

Nonostante cio', l'Amministrazione prosegue nei tagli al sostegno e il
problema si aggrava di anno in anno.
Percio' desideriamo far giungere alla Corte dei Conti da parte di migliaia
di contribuenti la richiesta di indagare e far pagare personalmente ai
responsabili il danno prodotto.

Speriamo ritenga di firmare e far firmare la petizione, che, insieme alle
istruzioni per la sottoscrizione, si trova al seguente link
http://www.osservatoriosullalegalita.org/10/appello_hc/002appello.htm

Qui
http://www.osservatoriosullalegalita.org/10/appello_hc/001letteraperta.htm i
chiarimenti sulla situazione.

Grazie,

Rita Guma
presidente Osservatorio
http://www.aaalegalitadiritti.it/

Dall'associazione Tutti a scuola, nella persona del presidente Antonio Nocchetti, arriva invece questo:

Cari amici vi allego un testo che dovreste, se lo ritenete adeguato, inviare all'indirizzo della trasmissione di Fazio e Saviano . Io l'ho già fatto con la speranza che venga letto come gli autori del programma invitano a fare ai telespettatori.
Ovviamente se ne condividete forma e contenuti inviatelo al maggior numero di contatti possibili, grazie Antonio Nocchetti ass. tutti a scuola onlus

Vado via dall'Italia perché da più parti si sente dire che le classi differenziali per i bambini disabili possono essere una soluzione;
Resto in Italia perché siamo stati il primo paese in occidente ad abolire le classi differenziali per i disabili;
Vado via dall'Italia perché il mio bambino disabile trascorre molto tempo fuori dalla classe perchè “disturba”;
Resto in Italia perché sono convinto che il mio bambino disabile sia una straordinaria risorsa per gli altri miei figli e per i suoi compagni;
Vado via dall'Italia perché gli insegnanti di sostegno sono sempre di meno ;
Resto in Italia perché esistono gli insegnanti di sostegno;
Vado via dall'Italia perché io e mia moglie invecchiando non sappiamo nostro figlio che fine farà;
Resto in Italia perché solo in un paese come il nostro sono presenti leggi come la 104 e la 328 ;
Vado via dall'Italia perché in televisione si parla dei disabili solo quando un padre disperato uccide il proprio figlio malato;
Resto in Italia perché spero che “vieni via con me” racconti le nostre storie.

Ecco, si tratta solo di spedire due e-mail, apparentemente...... ah per vado via/resto qui:
http://vvcm.blog.rai.it/2010/10/28/vado-via-percheresto-qui-perche/

domenica 10 ottobre 2010

Jonny Depp anche da noi!!!!!!

Curiosa la notizia che l'attore americano, al momento a Londra impegnato nelle riprese della quarta puntata de "I pirati dei Caraibi", si sia presentato in una scuola della capitale londinese, in soccorso di una bimba di 9 anni: gli ha scritto una lettera in cui chiedeva di " aiutare lei e i suoi piccoli compagni pirati ad ammutinarsi contro gli insegnanti". Così Mr Depp è arrivato alla scuola in abito di scena – la bimba aveva indirizzato la sua lettera a Jack Sparrow, e " una volta entrato nella classe, tra le grida di gioia dei bambini, l’attore ha chiesto alla piccola Beatrice di farsi avanti, e dopo averla abbracciata le ha detto che sarebbe stato meglio non ammutinarsi, perchè c’era troppa polizia che lo controllava.
(fonte; questo invece il video nella scuola, che è stato cliccato più di un milione di volte...)

Ora, anche noi vogliamo un Johnny Depp che corra in nostro aiuto!
Reclamo il diritto di ammutinamento nei confronti di questa "scuola" il cui unico messaggio del suo rappresentante istituzionale è "vado avanti lo stesso"..... anche in una strada piena di curve.
Ma chi te l'ha data la patente?????????!!!!!!
Venerdì' 8 u.s. a Roma e, in contemporanea, in moltissime città italiane – chi riporta 50 chi 120 – è andata in scena l'ennesima (ma la prima della stagione!) manifestazione di protesta da parte di alunni, genitori, insegnanti, ricercatori, universitari, precari.
C'era anche la scuola "a parte", cioè tutti quelli che rappresentano il mondo della disabilità a scuola, che appunto è tenuta da parte, ma, come al solito, di questo non si è parlato. Non si è letto, nemmeno nei canali dedicati, di mobilitazione da parte delle federazioni nazionali.
Nei giorni scorsi c'è stata una gran bagarre, non solo virtuale, sulle esternazioni di un professore di musica – abbiamo letto di tutto. Addirittura costui è stato invitato al confronto in un notissimo contenitore televisivo. Ho visto solo l'ultimo scorcio di servizio. Era stato invitato anche l'assessore di Chieri, ve lo ricordate? Bene, quest'ultimo, nonostante il putiferio scoppiato sul territorio è ancora al suo posto, non si è presentato in TV e probabilmente vedrà spesso il suo avvocato (pare si aspetti un risarcimento a 6 zeri dopo aver sporto denuncia contro il giornale e quanti , dice, l'hanno calunniato), forse assumerà un bodyguard, visto ciò che gli augurano le persone sui gruppi fb a lui dedicati.
L'altro genio di turno, invece, chissà come è riuscito ad attirare molta più attenzione mediatica e prospettive poco piacevoli come il licenziamento in tronco, l'ispezione da parte del Ministero, addirittura un'ospitata in un talk show....
Poi "puff" scoppia la bolla di sapone e la notizia dominante diventa subito un'altra.

C'è pure chi scrive "Adesso che è passata la tempesta possiamo parlare di cose serie?"
Ah.
Perchè, l'esclusione degli alunni disabili dalla scuola non è una cosa seria?
L'affermazione che bisogna ritornare ai tempi di Sparta ed eliminare subito i bambini difettosi non è una cosa seria?

Successivamente abbiamo anche letto questo eccelso articolo in cui uno, che probabilmente fino a 5 minuti prima si occupava di tutt'altro, si trova l'incombenza di scrivere sull'argomento non sapendo nemmanco come si pronuncia, magari.
Articolo che ha suscitato qualche risatina, ma nulla più.... il nostro "paese", dopo una battaglia annosa, ha riconosciuto la dislessia e i disturbi come discalculia, disgrafia etc come patologie e quindi da seguire opportunamente a scuola, e questo genio di turno cosa fa? Ma chissenefrega! Non è una cosa seria, son ben altri i problemi del Paese!
Eppure ci sono fior fior di esempi illustri, l'ultimo in ordine cronologico è lui, che da ragazzini hanno passato le pene dell'inferno perchè, dislessici, a scuola venivano scambiati per pigri e lazzeroni con contorno di epiteti "simpatici", quegli epiteti che alimentano l'autostima, sì sì!

Insomma, pensiamoci: esiste un "jack sparrow" anche per noi, in questi tempi in cui se hai il testimonial vip ti ascoltano, altrimenti ciccia?
Chi potrebbe dare uno scossone forte all'opinione pubblica e al pensiero collettivo nel senso di iniziare a pensare che i disabili non sono una voce di bilancio ma persone? Da quando nascono in poi?
Credo che questo video riassuma in modo eccellente il senso di questo mio post.
IMPORTANTE: il link a "questo video" dovrebbe riportare a quello intitolato "nessuno aiuta mio figlio" che è sempre sullo stesso sito; non so per quale motivo non riesco a linkarlo, ma purtroppo appare quello sulle proteste del corteo di Milano; in ogni caso la storia di questa mamma è qui.

sabato 9 ottobre 2010

I TUOI PASSI VERSO L'ALTRO



(segnalato da TIMEOUT):

Parte il 23° corso di formazione per volontari aperto anche a chiunque sia interessato, dal titolo


Con e per la persona con disabilità e la sua famiglia

L'incontro di presentazione si tiene oggi

sabato 9 ottobre 2010 ore 20.30
Teatro di Ravina Sala “Claudio Demattè”
via Belvedere, 4 – Ravina (TN)

Così descrive l'evento Alberto Zandonati, della cooperativa LArete che organizza tutto l'evento: "Per valorizzare questo traguardo (cioè 23 edizioni del corso - 1300 persone coinvolte, ndO) abbiamo cercato di “inventare” una serata un po' diversa con l'obiettivo di coinvolgere, far riflettere ed emozionare i presenti attraverso racconti, immagini e musica.
Si tratta, credo, di un evento di rilievo; non solo per il fatto che sono passati 23 anni dalla prima edizione, ma anche e soprattutto per il significato che riveste in termini di sensibilizzazione e di radicamento sociale che in questo periodo sono stati realizzati. Nei 22 corsi di formazione precedenti, infatti, sono state coinvolte oltre 1300 persone.


PROGRAMMA DEL CORSO
La famiglia

MARTEDI 12 OTTOBRE
"Famiglia e progetto di vita"
Relatore: Dario Ianes

MARTEDI 19 OTTOBRE
“La famiglia della persona con disabilità tra problemi e risorse del territorio”
Relatore: Patrizia Berlanda

MARTEDI 26 OTTOBRE
“I famigliari raccontano” – testimonianze
Relatori: Alcuni famigliari di persone con disabilità


La persona con disabilità

MARTEDI’ 9 NOVEMBRE
“Comportamenti problema?”
Caratteristiche comportamentali relative alle diverse patologie
Relatore: Luigi Sangalli

MARTEDI’ 16 NOVEMBRE
“Diverse abilità”
Il complesso mondo delle patologie
Relatore: Luisa Calliari

MARTEDI’ 23 NOVEMBRE
“La relazione con la persona con disabilità”
Riflessioni e strumenti d’intervento
Relatore: Dario Ianes

MARTEDI’ 30 NOVEMBRE
Esperienze di vita” - testimonianze
Momento di incontro/confronto con i corsisti
Relatori: alcune persone con disabilità

Il volontariato

MARTEDI’ 7 DICEMBRE
“Aspetti pratici: il saper fare”
Dalla movimentazione agli aspetti sanitari
Relatore: Alberta Grigolli

MARTEDI’ 14 DICEMBRE
“Etica e quotidianità: il saper essere“
Riflessioni e suggestioni sul Volontariato
Relatore: Alberto Conci + alcuni volontari

MARTEDI’ 21 DICEMBRE
“Dalla formazione alla quotidianità”
Incontro confronto sul percorso formativo e sui “nuovi passi”
Relatori: Eleonora Damaggio e Mauro Tommasini

Per qualsiasi informazione:
Cooperativa Sociale La Rete
Via Taramelli, 8
38122 Trento
Tel: 0461/987269
Fax: 0461/235986
www.cooplarete.org

giovedì 22 ottobre 2009

Un veliero carico di......


Complimenti al progetto di questi genitori che hanno costituito una compagnia teatrale con un presupposto fantastico: il mestiere di attore come inserimento lavorativo concreto. Ecco come si presentano:

Il Veliero Onlus nasce a Monza nel 2003 per volontà di un gruppo di genitori di ragazzi diversamente abili, con l'intento di organizzare e promuovere la costituzione di un laboratorio teatrale permanente e di una compagnia itinerante che operino nel campo della disabilità. La compagnia propone l'utilizzo del linguaggio e dell'espressione teatrale come mezzo educativo, formativo e terapeutico affiancato ad una vita sociale: la possibile considerazione dell'attività teatrale e della circuitazione degli spettacoli come campo di inserimento lavorativo a tutti gli effetti. L'attività, sostenuta da soci e volontari è condotta da un attore professionista/regista (Enrico Roveris), due educatori (Annalisa Nava e Ilaria Mauri) ed una psicologa (dott.ssa Daniela Longoni).

Vale la pena di visitare il sito e vedere gli attori, la gallery dei momenti di scena/prove e consultare il calendario degli spettacoli.

Questo veliero giunge propizio e rasserenante in un momento di burrasche e pioggie, portando il sole.

Ecco qui anche gli incontri proposti da questa Onlus, dedicati ai genitori:


Genitori e figli sulla stessa barca: tre incontri con esperti per sostenere le famiglie con ragazzi disabili “La famiglia è una fonte di energie inesauribili ma devono essere potenziate, canalizzate e promosse…” (F. Folgheraiter, 1991). Il Progetto “Sulla stessa barca”, presentato dall’Associazione monzese “Il Veliero Onlus” e finanziato dalla Fondazione Monza e Brianza, nasce per permettere ad un gruppo di famiglie, con figli diversamente abili, di individuare dentro di sé le capacità, le energie e le risorse per diventare protagonisti attivi, consapevoli e dinamici in grado di far fronte alle difficoltà quotidiane. Sono previsti ben 3 incontri che accompagneranno i genitori nell’acquisizione dell’autonomia organizzativa e gestionale per ottenere il molteplice obiettivo di:- confrontarsi con degli esperti per apprendere velocemente a potenziare autonomamente le proprie capacità di risolvere i problemi e di gestire le proprie emozioni e lo stress;- aggregarsi;- e perché no, avere occasioni di svago e sollievo dalla quotidianità.

PROGRAMMA DEGLI INCONTRI:

Venerdì 6 novembre:“Utilizzo della voce nella comunicazione empatica” condotto da Lorenzo Pierobon - musicoterapeuta. Argomenti trattati:• Respirazione diaframmatica, respirazione profonda • Movimento del corpo, movimento nella voce• Gestione degli stati di stress• Come utilizzare al meglio la voce nella vita quotidiana e nella relazione• Rimozione di atteggiamenti posturali/vocali erratiEsercizi per il rilassamento

Venerdì 20 novembre:"La comunicazione efficace all'interno del nucleo familiare"condotto dalla Dr.ssa Veronica Vismara – PNL trainer e ipnoterapeutaArgomenti trattati:• Presupposti fondamentali della comunicazione: osservare, relazionarsi, condurre• Il linguaggio non verbale• Comunicare efficacemente nei diversi contesti: la congruenza• Ancoraggi e stati interni positivi• L’ uso della metafora• Esercizi in gruppo

Giovedì 3 dicembre:"La Pet Therapy"condotto da Dott.ssa Tiziana Gori medico veterinario zooantropologocon Patrizia Calcagno educatrice cinofila, Birillo e Snoopy dell’associazione A.T. ANIMALI TERAPEUTICI ONLUS.

Tutti gli incontri avranno inizio alle ore 21 e si terranno pressola Sala Ovale dell’Oratorio di San Carlo in via Volturno 38 a Monza.

INGRESSO LIBEROINFO: tel. 335 63 59 337 - info@ilveliero-onlus.org
(la foto è tratta dal sito della Onlus il Veliero)

domenica 12 aprile 2009

PASSARE OLTRE

Leggendo qua e là scopro che Pasqua ha un etimo incerto e ci sono più scuole di pensiero al riguardo; tra i vari significati che si attribuiscono a questa parola, ne ho scelto uno che contiene in sé una speranza, una promessa, che parla del fatto che possiamo paragonare la vita ad un viaggio – siamo sempre in movimento, magari non sempre in avanti.
A volte siamo costretti a fermarci.

L'importante poi è ripartire. Facendo tesoro di ogni esperienza, soprattutto quelle negative dalle quali dobbiamo trarre qualcosa di positivo, rielaborando, come si dice.

Vi giro queste parole di augurio per l'occasione, che mi sono molto piaciute.


A quanti di voi credono nella Pasqua di Resurrezione e altrettanto a chi non crede,
a quanti tra voi credono nella sincera amicizia,
a quanti di voi apprezzano il valore delle piccole cose,
a tutti quelli che nel loro cuore coltivano sogni di speranza,
a tutti ma proprio tutti voi

Buona Pasqua


Per quanto riguarda lo spazio “Bacheca” vi rimando a questo sito, è un'associazione che si occupa di fare seminari, incontri e corsi per i genitori, in tutt'Italia. Mettono a disposizione anche un
Manuale di strategie di Auto Aiuto per Genitori di Bambini con una Disabilità.