Visualizzazione post con etichetta mamme leonesse. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta mamme leonesse. Mostra tutti i post

sabato 26 maggio 2012

Quando anche i fumetti aiutano l'integrazione


Vi giro questo bell'articolo che ritempra un po' le energie e gli umori a testimonianza che le belle storie esistono e sono possibili :)
Complimenti alla mamma protagonista e anche al papà, boss del colosso dei fumetti americano, che ha risposto.  
Mi domando se da noi magari alla Bonelli possa accadere qualcosa di simile, sarebbe un fantastico modo di comunicare la disabilità.
Ho scelto Silver Surfer come icona di questo micro post perchè è un personaggio che mi ha sempre tanto affascinato.
Colgo l'occasione anche per segnalarvi questo bellissimo post. Da caricare sul surf insieme a Silver.
Buon week end.

mercoledì 10 agosto 2011

Lorenzo, le stelle e i desideri



Oggi per me è un giorno abbastanza speciale, da sempre, perchè l'unica mia sorella si chiama Lorenza e quindi ogni 10 agosto la festeggiamo, senza dimenticare di passare la serata, dopo il tramonto, a naso all'insù, nella speranza di intercettare qualche stella cadente e poter così esprimere un desiderio.
A onor del vero ho passato molte giornate a naso all'insù, sia in senso stretto che lato, è una peculiarità del mio carattere, perchè quello che vedo a naso perpendicolare al suolo, non mi è mai molto piaciuto e mi duole ammettere che, da quando è nato il mio primogenito, non dico quotidianamente, ma quasi, alzo il naso e guardo lassù.
Fino a qualche anno fa mi piaceva sdraiarmi e osservare il cielo, se di giorno ero affascinata dalle nuvole, il cielo di notte ha tutt'altro fascino. Da piccola una volta dissi a mia nonna - che era un asso del cucire e stavo ore a guardarla, mentre rammendava o usava la sua mitologica Singer degli anni 20:   "Nonna guarda il cielo: sembra un pezzo di tela da dove hanno tolto i punti e sono rimasti i buchini!"
"Quali buchini?"
"Ma le stelle, nonna!"
Rise moltissimo e poi disse "Hai ragione.".
Anni dopo, il dieci agosto, è diventato per me un giorno anche più speciale, dopo che vidi, nottetempo, un film. Zapping notturno, il film era già iniziato ma mi conquistò subito perchè gli attori principali erano tra i miei preferiti. Poi l'ho rivisto altre volte e mi sono procurata il VHS. 
Quello che mi colpì era il sogno del padre: due catene formate dalle graffette metalliche, quelle che servono a tenere insieme i fogli, due catene parallele che scivolavano. Adesso che qualcosa devo, per forza, masticare di DNA e genetica, la simbologia assume un diverso impatto, all'epoca rimasi proprio folgorata: come faceva un papà, digiuno di qualsiasi nozione medica, nonostante passasse le giornate in biblioteca su pesantissimi testi specialistici, a trovare, in sogno, la risposta al suo problema?
Trovare la risposta significava trovare una cura e salvare il suo bambino.
Bè, questo papà c'è riuscito.
E ha salvato non solo suo figlio ma anche tutti i bambini che avevano quella malattia.
Lorenzo, questo è il nome del bambino, è morto il 30 maggio 2008 non per la sua malattia ma a causa di una polmonite. Aveva 30 anni.
Suo padre adesso vive in italia. Chissà se stasera sarà a naso all'insù.
Stasera chiederei, casomai avessi la fortuna di vedere qualche stella cadere, che cambiasse qualcosa.
Cioè che non sia "così difficile"....
Buon onomastico. E buone stelle.

Ho parlato di quest'argomento qui e qui dove c'è la foto di Augusto e Lorenzo Odone. 

domenica 27 marzo 2011

OCEANITA'



di mresciani:

Oggi, 27 marzo, si festeggia in Europa la giornata OCEANICA.
Caspita ...... qual fortuna avere due feste in un anno che riguardano lo stesso argomento:
- il 3 dicembre la giornata della disabilità;
- il 27 marzo la giornata oceanica.

Come? si chiederà qualcuno.........che attinenza ha la disabilità con l'oceanità?
c'è - c'è - c'è attinenza e vi spiego:
noi familiari di disabili italiani stiamo raggiungendo tanto e tale livello di tensione, di adrenalina, di rabbia.........sì anche di rabbia....... tanto che la nostra pazienza sta diventanto appunto OCEANICA!

Perchè non possiamo restare impassibili davanti a chi ti sbeffeggia dicendo per esempio:
- beato te che ti fai tre giorni di festa al mese, pagato dallo Stato;
- beato te che hai i soldi della pensione di tuo figlio.....
Calma, ragazzi, calma......
Io rispondo sempre con un sorriso sulle labbra:
faresti cambio? dandoti io i tre giorni di FESTA di mia figlia e ricevi tu la sua malattia??????

Ci avete OCEANICAMENTE sommerso con le vostre sottili battute ironiche...che fanno ridere solo voi;
ci avete OCEANICAMENTE rotto gli zebedei, con i vostri sorrisini di scherno;
ci avete OCEANICAMENTE seccato con il vostro falso pietismo, pietismo che tra l'altro noi disprezziamo con tutto il cuore.
Noi vogliamo riconoscimento di diritti, il pietismo tenetevelo per le vostre buone azioni sul sociale ma che non deve toccare i nostri figli SACRI.

Ci sentiamo, NOI E I NOSTRI FIGLI DISABILI, ogni giorno OCEANICAMENTE presi come tiro al bersaglio da qualche fessacchiotto politico che non sa nè leggere, nè scrivere ma propone infauste prese di posizione contro qualche falso disabile (per falso invalido intendo ...tipo la Ciotola...falsissima disabile) facendo passare tutta la categoria dei disabili per cialtroni ..fasulli e chi più nè ha più ne metta in senso negativo.

Ecco la mia spiegazione per la festa di domenica 27 marzo 2011 ......in sintesi ci sentiamo OCEANICAMENTE presi per i fondelli ........ed anche di più!!!
Perciò questa festa ci appartiene e la facciamo nostra!!!

A proposito ......in Italia vedo tutti grandemente preoccupati per le spese di energia elettrica....preoccupati per il nucleare che vedo traballare....ma non si devono preoccupare i nostri GRANDI POLITICI .......noi genitori e parenti di disabili vogliamo anche farvi questo grande regalo e darvi la soluzione a questo grande problema.
Ecco la soluzione:
ci state facendo girare le eliche con le vostre cavolate con il disprezzo per i nostri familiari più deboli che, se ci mettiamo tutti insieme, con la forza delle nostre eliche altrochè energia scateniamo: siamo più potenti delle pale eoliche alte 25 metri!!!!
Io per esempio sono alta un metro e 54 cm, ma mi fa fanno un baffo le pale eoliche standard...........se mi girano......sono capace di provocare la bora in Sardegna!!!
E come me sapete quante persone ci sono?????? Tantissime!
Perciò, anche il problema energia alternativa......mi pare risolto o non vi basta neanche questo?????
Ma allora ditelo che in Italia dobbiamo togliervi sempre noi le castagne dal fuoco.

martedì 12 ottobre 2010

I geni - scappati dalla lampada....






di mresciani:


Nel nostro mondo dorato (si fa per dire) ogni giorno GLI ALTRI ne inventano una.... ma una cavolata che dovrebbe annientare i tuoi diritti.
Sembra che gli addetti ai lavori abbiamo un nastro registrato... dalla scuola dell'infanzia, alla primaria, passando per la secondaria di primo grado (e pure di secondo grado): UN MARE DI INESATTEZZE.
Facciamo un esempio: manca il sostegno, tu reclami e ti senti dire che il sostegno si sostituisce dopo i primi 15 giorni di assenza: niente di più sbagliato, si sostituisce SUBITO! Tentano di insistere, ma io estraggo i miei documenti ed allora capitolano, ma senza risparmiarti la frasetta pungente: "Signora lei non se ne fa perdere una".
No, non me ne faccio più perdere una, visto che ora mia figlia è più consapevole e qualche cosa me la racconta, di quello che succede a scuola.
Per tanti anni abbiamo subito di tutto, ma è ora di dire basta: basta!, quando i tuoi diritti vengono calpestati alla grande.
Ormai il concetto l'ho assorbito, il loro compito (quello degli addetti ai lavori) termina, una volta che sono dentro la classe. Quello è l'inserimento, un banco ed una sedia, se poi l'insegnante di sostegno manca per tot giorni e tu genitore non protesti, non fa niente.
Se tuo figlio sta assorto nei suoi pensieri, perchè logicamente ha problemi e non è in grado di copiare dalla lavagna oppure lo fa male, non fa niente.
L'elenco delle cose che vengono negate ai nostri figli è interminabile, ma le cose le abbiamo dette tante volte.
L'assurdo è che la stragrande maggioranza dei genitori si accontenta, tanti fanno capolino negli uffici addetti per trattative private.
Ma il mondo non può andare avanti con la logica della coltivazione del proprio orticello.
Doveri e DIRITTI devono essere per TUTTI i disabili.

lunedì 4 ottobre 2010

Scuola, marasma totale!

Dopo che per mesi abbiamo letto singoli articoli provenienti dai quotidiani di ogni parte d'Italia che, messi assieme, dipingevano un quadro terrificante di ciò che ci avrebbe aspettato all'inizio dell'anno scolastico, dopo che gli articoli raccapriccianti hanno continuato ad uscire e dopo le esternazioni di un assessore all'istruzione seguite a ruota da un insegnante che hanno (finalmente!) sollevato la pubblica indignazione, adesso è tutto un fiorire di articoli ed inchieste e programmi televisivi sull'argomento "disabili a scuola, questi sconosciuti".
Dopo una mattina in cui la sottoscritta ha raccolto le sconsolanti testimonianze dal vivo di alcune mamme, una volta a casa mi connetto e leggo questo.

Quindi in seguito mi arriva questa segnalazione.

Non mi sembra ci sia altro da aggiungere.
Genitori: teniamo duro.

giovedì 30 settembre 2010

Un filobus chiamato desiderio



di mresciani:

Cambia l'orchestra ma la musica è sempre la stessa, anzi, è anche peggio: è più' stonata.
Si passa all'ordine scolastico successivo ma i problemi del sostegno sono insistentemente gli stessi che si sono verificati durante il percorso dalla elementari alle medie di primo grado, ed ora, giunti alle medie di secondo grado, si aggravano.
Assurdo persistere nell'arrogante atteggiamento di questa scuola italiana di tagliare a chi non ROMPE nell'ambito scolastico mentre chi DISTURBA gli autisti del filobus è super-coperto con varie figure, che spaziano dal sostegno all'educatore e chi più ne ha più ne metta.
Chi è vivace viene coperto in tutte le sue ore, non sia mai che irrompa nelle aule e metta a fuoco la scuola ed allora sono guai per tutti. Chi invece sta quatto quatto nel suo banco e non disturba, viene dimenticato da TUTTI, se poi sta assolutamente nel suo oblio, non è un problema di chi sta guidando l'autobus del momento.
Benedetta scuola italiana, benedetta scuola sarda: ma dove vogliamo mandare i nostri figli che potrebbero farcela, se giustamente AIUTATI?

É ora di smetterla, una volta per tutte, di USARE gli educatori scolastici per fare gli insegnanti di sostegno: quello non è il loro ruolo! Ma quando la coperta non basta, vengono utilizzati in tal senso e silenziosamente si fa e soprattutto si accetta di fare.
Per noi genitori impegnarsi nel mondo della disabilità è importante, faticoso ed impegnativo MA il prezzo da pagare per i nostri figli mi sembra che sia esageratamente alto.

Sempre l'ho detto e continuerò a dirlo: io non sono per il "Signorsì" o per il "Comandi" obsoleto, se il cerchio non si chiude, io lo faccio notare.
Se tante cose nella scuola sono state fatte alla carlona mi sembra che sia ora che qualche cosina vada aggiustata. Pare che questo mio atteggiamento dia molto fastidio, sempre ai conducenti di filobus del momento.
Negli anni io e qualche madre intrepida siamo riuscite a far entrare i genitori nei glhi: ALLA RICHIESTA DI INSERIRE I GENITORI in tale gruppo venivamo prese PER MARZIANE dal dirigente scolastico di turno.
Legge alla mano, però, non si sbaglia mai.
Abbiamo portato a casa i nostri risultati, ma è ora di finirla di prenderci per il naso, con fittizi ed inestenti sostegni ALLA CLASSE!
Ma cosa vuol dire?????? Si può dire, essendo un coordinatore per l'integrazione scolastica, cioè il funzionario preposto, che il sostegno è dato alla classe e sono 27 ore? Qualcuno mi traduce questa espressione perchè io sinceramente comincio a non capire più...... Che si ufficializzi il vero numero delle ore di sostegno e chi le fa! E' una pretesa assurda la mia? Non mi pare! Eppure sono stata trattata come se chiedessi la luna!
Speravo, alle superiori, di trovare gente preparata e sensibile che mi risparmiasse tutto il carico di stress, la girandola di telefonate e l'invio delle AR come se mitragliassi, invece da quest'estate mi sento dire cose esoteriche, soprattutto è palese l'assoluta incompetenza in materia! E l'evasività poi! Sapete che ho scoperto solo da pochi giorni quante ore di sostegno ha mia figlia? Non solo la metà di quelle previste e debitamente richieste, ma addirittura tre in meno perchè la sua insegnante è in periodo d'allattamento! Pensate che sia stato nominato un supplente per coprire quelle ore? Ahahah!

Sicchè mia figlia ha 6 ore di sostegno alla settimana.
Invece che 18.
E vi sembra concepibile che la preside, se telefoni, è sempre impegnata e MAI TI RISPONDE?Salvo poi recarti a scuola ed incrociarla negli anditi.
Non se ne può più di questa pseudo-scuola.
I Tribunali Amministrativi Regionali faranno il loro lavoro, e lo fanno molto bene dando sempre ragione a noi genitori, che dobbiamo rinunciare ad altro per poter garantire il giusto apporto scolastico ai nostri figli più deboli.
Noi genitori facciamo i sacrifici, ma altre persone dovrebbero guidare meglio il filobus di turno, tanto più che il biglietto l'ho sempre pagato e pure salato.
NdO
Foto: mresciani alla guida ;)

giovedì 23 settembre 2010

Allenati per la vita!


di mresciani:
ieri ho avuto modo di vedere questo.









(Lo spazio vuoto è la lunga pausa silenziosa che mi ha preso dopo).
Sono rimasta veramente colpita da questo MINISTERO dell'ISTRUZIONE, gestito dal partito dell'Amore, che pubblicizza una certa disciplina che riporta indietro, agli anni venti del secolo scorso .
Un partito che proclama di fondarsi su un valore come l'amore, sentimento che accomuna le persone, mai dovrebbe pensare di insegnare a ragazzi dai 14 ai 20 anni ad usare le armi.
Formare le pattuglie per difendersi contro il bullismo?
Questa è la scuola che vogliono?
Usare le armi.
Questi percorsi "allenati alla vita" dovrebbero dare dei crediti ai nostri figli.
La scuola magari dovrebbe insegnare altri valori.
Quanto sperperio di denaro pubblico, a proposito della crisi e dei tagli: evidentemente, per certe cose, i soldi ci sono sempre.
Una scuola dove mancano gli insegnanti di sostegno dei disabili, dove mancano gli ausili per poter far frequentare le lezioni ai disabili, dove manca financo l'acqua calda per poter lavare il disabile quando si rende necessario. Una scuola dove, chi accompagna il disabile, non ha un parcheggio perchè il dirigente scolastico non ha pensato di crearlo o magari lo occupa lui/lei abusivamente.
Questa è la scuola? anzi: la Scuola?
Una scuola che oggi con la riforma ti fa fare un'ora di informatica a settimana.
Questa è la scuola?
Oggi che tutto gira intorno ai PC, si programma solo un'ora di informatica a settimana.
Questa è la scuola?
Dove sono i pc? Magari, poi, nell'ora risicata di informatica, gli studenti devono pure fare a turno davanti al monitor.....
Il primo giorno di scuola avrebbe fatto bene, il Ministro, a presentarsi nelle scuole vere italiane dove manca tutto, dove i docenti devono inventarsi tutto pur di lavorare.
"ALLENATI PER LA VITA".
Questo slogan lo RUBO e lo uso per noi famiglie di disabili.
Noi, ormai, siamo allenati a questa vita, a questa "scuola", dove i nostri figli sono sopportati e non integrati, sono dei numeri nei registri e PURE SEGNATI CON L'EVIDENZIATORE (così si individua meglio il disabile, caso mai non si vedesse dall'aspetto).
Siamo ALLENATI a dover lottare, ma non nei percorsi militari - TROPPO FACILE!
Siamo allenati a dover DISCUTERE ANIMATAMENTE con il dirigente scolastico di turno, se vogliamo che ai nostri figli siano trattati come studenti.
Siamo ALLENATI a dover essere umiliati, se ti senti dire dagli addetti ai lavori di USARE la tua badante per fare l'assistente alla persona, dentro la scuola, a tuo figlio.
Assistente alla persona, pagata da me, dentro la scuola? Ma non esiste!
La scuola deve provvedere ad individuare le persone che si devono occupare di tuo figlio tramite la ASL!
ALLENATI ALLA VITA!!!
Siamo allenati a tutto, ma non siamo allenati a farci passare per fessi.

NdO: di seguito due link con altrettanti articoli a commento su questi corsi; che sono stati già attivati dallo scorso anno; considerazione così abrupta, tra le altre: da noi ancora non è successo ma ve lo ricordate questo ?
Aggiornamento del 24 settembre:
poichè Timeout l'ha segnalato, metto qui il trailer del film che lei cita, uscito nel 2008, e ispirato ad una storia vera. Grazie della segnalazione!

giovedì 8 luglio 2010

PERCHE’ SONO ENTRATA IN UN GRUPPO A.M.A.?


di Timeout


Quando, un paio di anni fa, mi chiesero se volevo entrare in un gruppo AMA (Auto Mutuo Aiuto) di genitori con figli disabili, rimasi un po’ perplessa, l’unica informazione che il mio cervello trasmetteva riguardo a questi gruppi erano flash di spezzoni di vecchi film americani in cui gruppi di persone, sedendo in cerchio, si alzano a turno e dopo aver raccontato quattro banalità ricevevano l’applauso dagli altri componenti.


Devo aver mugugnato qualcosa di simile ad un “mah-boh-non-so-forse”, ma che fu tradotto dal mio interlocutore come un Sì. “Ci vediamo domani mattina alle 9.30” mi disse, ed aggiunse “Avrai il piacere di conoscere un gruppo AMA storico, che si incontra da oltre vent’anni!” …..gruppo storico?....oltre venti anni? ..la perplessità si stava trasformandosi in panico….cariatidi tenute in naftalina? Pensai malignamente, pur consapevole che anch’io i 20 anni li avevo superati e raddoppiati abbondantemente!
Mi presentai il giorno seguente e ….bastò un incrocio di sguardi, un sorriso, per capire che non c’era bisogno di raccontare chi fossi perché loro già sapevano tutto di me attraverso i miei occhi come io già sapevo tutto di loro: la mia storia era la loro storia, in tempi diversi in luoghi diversi, ma pur sempre la stessa storia fatta di battaglie e umiliazioni.


Belle donne, alcune ora settantenni, ma con un fuoco interiore che dà una luce speciale ai loro occhi e che, a dispetto del tempo, le rende ancora giovani leonesse pronte a scendere in campo contro la discriminazione e a favore di un futuro dignitoso per i nostri figli.


In questi anni hanno protestato, hanno sfidato la società, hanno formato gruppi di pressione per ottenere dalle istituzioni il riconoscimento dei loro diritti, hanno raggiunto risultati eccezionali… e intanto i figli sono cresciuti, ma non si fermano perché, come dicono loro, se non è per i nostri sarà per quelli a venire.


Cariatidi?


Certo sono le cariatidi e come colonne innalzano con dignità il peso e la fatica di essere genitori di ragazzi con disabilità.
Perché sono entrata in gruppo AMA? Perché sono ostinatamente convinta che se si vogliono portare avanti progetti, iniziative o nuovi percorsi la condivisione fra genitori è fondamentale.
Ed è la stessa ragione per cui faccio orgogliosamente parte di Genitori Tosti.

domenica 27 giugno 2010

GIRO DI BOA


di mresciani:
Siamo arrivati al traguardo della licenza media di mia figlia.
Ricordo quando, circa quaranta anni fa, mi trovavo al suo posto, non c'era la tesina ma tanti argomenti differenti, senza un filo conduttore.
Volevo fare un bilancio di questi (primi) 9 anni di scuola.
Quanto è stato diverso con le mie due figlie! La prima non aveva problemi, l'unico problema era farla smettere di studiare. Mai mi sono interessata di aiutarla perchè non c'era motivo.
Quanto, invece, è stato problematico tutto per la seconda figlia, problematico perchè la scuola non ha aiutato il suo percorso di bimba speciale.
Il primo anno mi hanno preso in giro dicendomi che non le spettava il sostegno, ad anno scolastico cominciato: che bugiardi!
E' stato tutto un susseguirsi di prese in giro da parte dei vari dirigenti scolastici che si sono avvicendati nella sua scuola, e comunque le insegnanti zitte, compresa la prima insegnante di sostegno.
Assurdo poi fu, in seconda elementare, non comunicarmi che, dopo venti giorni di scuola, le avevano affiancato un altro bimbo da seguire. Arbitrariamente questo è stato fatto e lei non mi ha detto niente, sono andata tante volte a parlare con lei, silenzio assoluto. Che schifo!
Mia figlia non raccontava mai niente e loro ne hanno approfittato.
In terza ed in quarta elementare l'insegnante di sostegno (un'altra e fortunatamente in gamba) seguiva mia figlia ed un altro bambino nella stessa classe: ci poteva stare, l'orario era completo.
Ad un certo punto vengo informata che i due bambini non vanno di pari passo e la mia non ce la fa a seguire questo ritmo.
Faccio intervenire il legale ed in quinta il sostegno è pieno.
Per "aiutarla" le facciamo ripetere l'anno: in quinta (ripetente) le viene nuovamente dimezzato il sostegno.
Ricontatto il legale: tre mesi di confusione estrema ma con l'intervento del Ministero dell'Istruzione si rimettono le cose a posto.
In prima e seconda media il sostegno è pieno.
Terza media, anno scolastico appena trascorso il sostegno invece viene dimezzato (ma mia figlia non ha nessun certificato che attesti il dimezzamento della sua patologia, però): si ricorre nuovamente al legale e stavolta anche al TAR.
Si vince il ricorso ed il 7 gennaio 2010 et voilà, riecco il sostegno pieno.
Quanto è stato negato a mia figlia con questi atteggiamenti assurdi ed ARBITRARI?
Quanto nervosismo e quanti soldi ho dovuto spendere?
Questa è la scuola che aiuta i nostri figli con problemi?
Ripeto sempre che sulla carta i disabili hanno delle buonissime leggi, ma poi non vengono attuate per benino.
Noi genitori sembriamo e dobbiamo essere degli agguerriti controllori, come ti giri c'è qualcuno che sta pensando di fregarti e di non darti quello che ti spetta.
In questi anni mi sono fatta un'esperienza incredibile: PEI - PDF- GLHI e quant'altro.
A proposito di GLHI: alle elementari siamo state due mamme che abbiamo fortemente voluto la componente genitoriale nelle riunione di GLH, la legge lo prevedeva ma, di fatto, in quella scuola elementare non esisteva, come non esisteva nelle medie e sempre noi mamme abbiamo fatto in modo che fossero inseriti i genitori.
Nel GLHI importantissima è la presenza dei genitori: si discute del sostegno, degli educatori inviati dal Comune, si decide cosa comprare e come spendere i soldi per i progetti che riguardano i ragazzi disabili, libri, software, corsi di aggiornamento, progetti di autonomia, nuoto ecc. Gli insegnanti progettano INSIEME ai genitori un certo percorso ed i genitori che conoscono i loro figli tante volte sanno cosa può essere più utile per loro.
Trovo che la componente genitoriale NON DEBBA ASSOLUTAMENTE MANCARE nella scuola!
Cosa dire dell'aiuto che può dare una figura come la pedagogista che ha seguito e segue mia figlia da circa 5 anni per i compiti. Persona che la segue grazie alla legge 162/98 - certo che le ore sono poche al mese, ma sono utilissime.
Questa legge è nazionale ma pare che siano poche le Regioni che la finanziano per i progetti.
Perchè altre Regioni non hanno seguito lo stesso percorso della Regione Sardegna?
Quest'anno ci hanno privato di una fetta di questi fondi, si è fatta una lotta dura noi associazioni di disabili contro la Regione Sardegna e si è ottenuto un grandissimo risultato.
Non si ottiene niente stando tranquilli senza lottare.
Ogni conquista per i nostri figli è il frutto di un lavoro vero e forte!
Venerdì si sono conclusi gli esami di terza media di mia figlia, con l'orale.
Mia figlia si è licenziata con dieci - nove - otto e sette, che portano poi ad una media dell'8.
Non è frutto di nessun regalo, è il risultato di tanto lavoro fatto da Martina e dietro la ragazza c'è una famiglia che non l'ha mai lasciata sola ma, sempre si è battuta per vederle riconosciuti dei diritti che QUESTA scuola le ha continuamente scippato.
Quella che abbiamo conosciuto non è la scuola dell'integrazione, è ancora la scuola dell'inserimento: sino a quando ai nostri figli non verranno riconosciuti i loro sacrosanti diritti io non potrò stare zitta!
Non ho forse ragione?
Foto: presa dal web, particolare di un edificio scolastico italiano.......

giovedì 21 gennaio 2010

Anche gli orsi ruggiscono....




.... e non si può dire "nel loro piccolo" :D
Ricordate questa vicenda? Chissà com'è finita, intanto ci si può svagare con quest'altra!

..............................................................

Ne aproffitto per segnalare ancora che stasera su Radio Press ci sarà la nostra mammatosta sarda ed è possibile ascoltarla dal pc!!!!! Alle 19.10! Sintonizzatevi!
La foto: è un grizzly ruggente, l'ho presa da questo bellissimo blog

mercoledì 26 agosto 2009

RIFLESSIONI DI UNA MAMMA

Aggiornamento del 31/08: causa svista la sottoscritta si è dimenticata di precisare che la seguente è una testimonianza di un'altra mamma e che nel Paese straniero di cui si parla "se nasci prematuro o se c'è stato un problema al parto, cominciano da subito con la riabilitazione, e che ogni bambino ha diritto, a spese dello Stato, alla riabilitazione intensiva (da 1 a 3 cicli l'anno di riabilitazione per 5 settimane)."
Per uno dei casi curiosi della vita sono approdata, in estate, in un centro di riabilitazione in Repubblica Ceca. Non è la prima esperienza in un centro estero, mio figlio è seguito in prevalenza fuori Italia da quando ho preso atto che chi lo seguiva non solo non aveva le competenze necessarie, ma, cosa più grave, si limitava ad una poco interessata "manutenzione".
Mio figlio era disabile e tale sarebbe rimasto. Inutile sprecarci tempo ed energie. Un paio di sedute la settimana, giusto per prevenire deformazioni osteoarticolari e non avere grane per non aver ottemperato al provvedimento 7/5/1998 della conferenza Stato-Regioni.
Non ero ovviamente d'accordo, pur essendo consapevole che da una paralisi cerebrale non si guarisce. Solo ero, e resto, convinta, che se chi si occupa di riabilitazione è il primo a non credere che il suo lavoro possa modificare in meglio la vita e le competenze del paziente, sia totalmente inutile affidargli il futuro di un bambino.
Non ero obnubilata dalla disperazione, e quindi sono riuscita ad evitare le sirene televisive, i centri pseudo miracolosi e i viaggi della speranza.
Anche se la speranza è sempre stata la prima cosa che ho sempre messo in valigia. Prima c'era un lungo lavoro di selezione, richiesta di referenze, ricerca di altri genitori che avevano provato il centro selezionato e le loro valutazioni. La principale discriminante è che il centro fosse riconosciuto di alta specializzazione e perciò potenzialmente rimborsabile dallo Stato. Lo considero una garanzia il non mettere in mano mio figlio a terapisti improvvisati, metodologie senza alcuna validazione scientifica o potenzialmente pericolose, per il suo equilibrio fisico e psichico.
Così, quest'anno, sono approdata in un ospedale pubblico in Repubblica Ceca. Ero diffidente, confesso. Mi chiedevo se un piccolo Paese, uscito da non molti decenni da un regime totalitario, potesse davvero offrire qualcosa di innovativo dal punto di vista riabilitativo. La realtà incontrata ha stravolto le mie convinzioni e mi ha offerto, oltre alla riabilitazione intensiva, anche una visione diversa sull'handycap.
Al di là dell'esperienza (sono 70 anni che si occupa solo di riabilitazione), ho trovato un ospedale moderno, con attrezzature avveniristiche e un approccio alla disabilità nettamente diverso da quello a cui ero abituata. Diciamocelo, nel sentire comune, il bambno disabile è il bambino che va protetto, aiutato....fino a sostituirsi a lui anche nelle minime cose.
Un bambino destinato (o condannato) a restare bambino tutta la vita. Lì non era così. Ogni bambino (il centro si occupa di ragazzi da 0 a 18 anni) veniva valutato attentamente, e, oltre alla riabilitazione, veniva messo in grado di provvedere a se stesso autonomamente.
L'aiuto c'era ma solo se strettamente necessario.
Ho visto ragazzi con tetraparesi spastica, arrivare in piscina e spogliarsi e mettersi in costume. Solo allora interveniva l'assistente per sollevarli dalla carrozzina e portarli in acqua. L'assistente interveniva nuovamente per farli uscire dall'acqua e riportarli sulla carrozzina, e si rivestivano da soli. Con difficoltà immense sicuramente ma ce la facevano. Perchè qualcuno lo aveva insegnato loro. Un'autonomia fondamentale!
Parlandone col primario, si diceva stupito che un bambino con un'autonomia come mio figlio, avesse sempre al seguito la mamma a mettere calzini, infilare il costume e sfilare magliette. Perché non imparando a cavarsela da solo, sarebbe stato sempre dipendente.
Il loro scopo era di tirare fuori il meglio dai loro bambini, per metterli in grado di vivere la loro vita senza dipendere in tutto per tutto da un'altra persona. Se puoi fare da solo lo fai, perchè è importante anche l'autostima. Poco importa se sarebbe più semplice e veloce fare al posto suo. Un episodio mi è rimasto nel cuore. Un bambino, più o meno dell'età del mio (7 anni).
Con una tetraparesi atetosica e coreica e una sordità. Un bambino deambulante. Lo incontravamo sempre in piscina e la prima volta che l'ho visto, sono rimasta basita a vedere come fosse più autonomo del mio.
Nonostante le difficoltà dell'atetosi, si spogliava, piegava i vestiti e attendeva paziente che l'assistente lo aiutasse a entrare in acqua.
Un pomeriggio l'ho visto in difficoltà.
Si era rivestito ma l'apparecchio acustico gli era finito dietro la schiena. Con la scoordinazione legata alla corea non riusciva a recuperarlo e da mamma chioccia quale sono, istintivamente mi sono avvicinata per aiutarlo. Il terapista mi ha fermata con un'occhiataccia. Doveva trovare da solo la strategia, perchè solo così avrebbe potuto provvedere in caso si fosse trovato nella stessa situazione senza nessuno che potesse aiutarlo. Ci ha impiegato un buon quarto d'ora e alla fine ci è riuscito. Se gli ricapita, ci metterà solo 10 minuti e imparerà nuovamente per mettercene solo 5 la volta successiva. Onestamente, guardando mio figlio, che uscito dalla piscina si faceva mettere i calzini perché "coi piedi umidi non ci riesco", mi sono chiesta se davvero il mio fosse un atteggiamento giusto o se provvedendo in tutto per tutto non contribuisco a renderlo completamente dipendente da un altro essere umano.
E' che io non ci sarò per sempre, e poi... chissà se da grande avrà voglia di portarsi sempre la mamma al seguito perchè nessuno gli ha insegnato l'indipendenza......... E' stata una doccia gelata rendermi conto che in questo centro la persona disabile è considerata una persona.
Con tutte le limitazioni legate alla patologia,certo. Ma una persona da riabilitare per metterla in condizioni di vivere la propria vita con la massima autonomia possibile innanzitutto.
Io, con l'immenso amore che ho per mio figlio, non sono sicura di fare il suo bene prevenendo e intervenendo a ogni difficoltà. Ho sempre pensato di contribuire in questo modo a non farlo sentire diverso. Mi sto chiedendo invece se la disabilità non sia più nella mia testa che nella patologia di mio figlio. Rientrata, ho deciso di cambiare alcune cose. Ti insegno come fare e poi fai da solo. Ovviamente non è contento, perchè fa fatica. E' duro per entrambi: per me perché mi si spezza il cuore sentirlo piagnucolare perché è la terza volta che si mette la maglietta al contrario o non gli entra il calzino e so che mi reputa diventata improvvisamente crudele; per lui, perché la vita è nettamente meno comoda e percepisco la sua fatica.
Però sono certa che arriverà il giorno in cui mi dirà "vai a farti un giro,me la cavo da solo". E sarà un bel giorno!
aggiornamento del 24.01.2010: quest'articolo è linkato qui, scoperto ora, bè grazie :)

mercoledì 27 maggio 2009

CON IL CUORE

Martina è la mamma di Pietro, 9 anni, danneggiato dal vaccino.
Il direttore della sua ULSS ha deciso che, dal prossimo mese, a scuola, gli operatori alla persona saranno presi da cooperative. Mentre gli 80 addetti all'assistenza scolastica (che seguono 150 alunni) saranno destinati all'ospedale.
Si chiama esternalizzazione, dicono che è per risparmiare.
Martina non ci sta e va sul giornale locale:
"Voglio dire al direttore dell'USSL 22 di pensare bene a cosa sta facendo e al male che arreca alle nostre creature: la scelta della cooperativa è la fine di tutto, è la perdita totale di ogni progresso raggiunto, è soprattutto compromissione della serenità e del delicato equilibrio costruito, nel caso mio, tra Pietro e le due assistenti meravigliose che lo seguono in classe. io sono tranquilla, con loro il mio bambino è in buone mani, sanno far fronte ad ogni suo problema, dalla crisi epilettica, agli spostamenti, hanno imparato a capirlo e a interagire, a dargli da mangiare e da bere.
Lei forse non si rende conto di cosa significhi assistere un portatore di handicap. Lei non sa quale grande lavoro c'è dietro all'inserimento a scuola. Lei forse non sa, Dall'Ora, che compito difficile è quello degli assistenti personali che devono entrare in relazione con Pietro e poi aiutarlo a integrarsi con i compagni e le insegnanti: non è un mestiere da affidare al primo che capita, non è come insegnare a qualcuno a fare le pulizie di una stanza.
Per imparare ad assistere Pietro dal punto di vista pratico ci vuole almeno un mese. Per imparare a comunicare con lui direi almeno tre mesi. per entrare in sintonia, diciamo 4 mesi.
Le chiedo di occuparsi di questa faccenda con il cuore e, se ne ha voglia, la invito a venire un'ora a casa a conoscere Pietro o a scuola per vedere di cosa ha bisogno e come lavorano le assistenti. Capirà tante cose".
Nella stessa pagina del quotidiano L'Arena di Verona, c'è pure la lettera aperta degli 80 operatori del SIS (Servizio di Integrazione Scolastica); da sottolineare questo passo della lettera: " Gli operatori sono il filtro, il collante, l'osservatore privilegiato che lavora a stretto contatto con il bambino, che crea un rapporto affettivo con lui, sono il costante stimolo di autonomia, capaci di rilevare con competenza i progressi o le problematiche utili per la riformulazione della programmazione".
Tutto questo appariva il giorno domenica 17 maggio.
Chissà come si è sviluppata la faccenda. Speriamo di avere buone notizie. Ringrazio Gigi per averci segnalato l'articolo.

aggiornamento del 29 maggio:
con gaudio copincollo l'articolo apparso oggi sul quotidiamo locale:
Disabili, freno alla cooperativa ULSS 22. Svolta nella vicenda dell'affidamento ai privati del servizio di integrazione scolastica: c'è tempo un mese per trovare una soluzione Disabili, freno alla cooperativa
Tutti lì, convocati con urgenza dal presidente Umberto Chincarini, per discutere del Sis, il Servizio di integrazione scolastica dei bambini con handicap, che il direttore dell'Ulss 22 Dall'Ora ha appaltato per metà alla cooperativa sociale «Cercate». Tutti lì a Bussolengo per una urgente Conferenza dei sindaci «necessaria per fare chiarezza sulla vicenda», ha spiegato Chincarini, «per capire cosa vogliamo fare e per trovare quindi una risposta che rassicuri le 150 famiglie preoccupate per le ripercussioni che l'appalto dell'assistenza avrà sui loro figli». Tutti lì, mercoledì pomeriggio, 25 sindaci sui 37 totali che compongono la Conferenza della 22, per individuare possibili soluzioni al «caso»: oltre agli amministratori comunali, al direttore generale Dall'Ora e al direttore del sociale Castagnini, c'erano i genitori dei piccoli e gli operatori dell'Ulss che, con l'appalto alla cooperativa, saranno trasferiti a lavorare negli ospedali del territorio.
«Voglio subito precisare», ha aperto l'incontro Chincarini, «che la Conferenza dei sindaci della 22 ha chiuso il bilancio sociale 2009 con 8 milioni e 645mila euro con un incremento, negli ultimi 4 anni, del 25 per cento: questi soldi, versati dai singoli paesi ciascuno in base al numero dei residenti, serviranno all'Ulss per coprire le spese dell'assitenza sociale. Ora, a fronte di tale incremento da parte dei paesi, si è resa comunque necessaria una razionalizzazione dei costi dell'Ulss perchè sono diminuiti i contributi dello Stato e della Regione, a fronte per di più di un aumento del numero di cittadini che abbisognano di assistenza. Con un simile quadro», ha spiegato Chincarini, «la direzione dell'Ulss ha deciso, per riuscire a far quadrare le spese, di esternalizzare, cioè dare a cooperativa, parte del Sis, il servizio di assistenza in classe deigli alunni con handicap. Questo ha messo in agitazione le famiglie perchè temono», ha riassunto il presidente, «che gli operatori di cooperativa non garantiscano qualità e continuità del servizio, prerogative invece necessarie per portare a termine i progetti di integrazione dei figli». Il direttore Dall'ora ha spiegato «i termini della faccenda: i numeri, per quanto freddi, sono quelli e i numeri non permettono di fare alchimie quindi o accettiamo di risolvere il problema dei costi cercando il risparmio con la cooperativa oppure, mantenendo lo stato delle cose, si va inevitabilmente verso la riduzione del servzio, cioè del monte ore di asssitenza in cla«sse». Dopo interventi pesanti come quello di Sommacampagna («sono aumentate le quote dei Comuni ma non c'è stata trasparenza da parte dell'Ulss nella gestione di questo denaro...si trovino dentro al bilancio della 22 le risorse per mantenere il Sis, magari andando a spulciare dentro a voci aumentate di 170mila euro come quelle della direzione»), la proposta di Chincarini ha trovato tutti d'accordo: «l'argomento è delicato», ha detto, «e a questo punto, per cercare di trovare un punto di incontro, propongo di istituire una commissione con rappresentanti dell'azienda sanitaria, dei sindaci e dei genitori per individuare, nel giro di un mese, la soluzione migliore. Per il momento resta quindi tutto com'è: a scuola non arriverà la cooperativa, come previsto dall'appalto, e continueranno a lavorare gli assistenti dell'Ulss». Il «cambio», se ci sarà, partirà con il nuovo anno scolastico.
Camilla Ferro

giovedì 29 gennaio 2009

TRASPORTO SCOLASTICO



Leggo sul nostro forum la kafkiana evoluzione di una vicenda che conoscevo (ma supponevo risolta) e, davvero, non mi capacito: si può essere “in lotta” da mesi perché un diritto SANCITO PER LEGGE venga riconosciuto? Ricordate la storia di Amedeo? Caso analogo, caso in cui emerge come certa gente rubi lo stipendio. Riporto questo, tratto dal portale Superabile (ma basta digitare "Elena Duccillo", questa mamma romana, cui andrebbe fatto un monumento, e usciranno un sacco di risultati). Auguri di un presto epilogo!

Gentilissima dottoressa Biolghini,
mi deve spiegare l'ufficio handicap della provincia di Roma quando mai ha preso in considerazione la domanda di trasporto scolastico per mio figlio, visto che molte sentenze di tribunale ribadiscono l'obbligatorietà del trasporto anche per la scuola superiore.
Sono una insegnante di sostegno da quando avevo 19 anni e mi è capitata quella che nella vita alcuni giorni sono costretta a considerare "una disgrazia" salvando l'unicità di mio figlio che vorrei mettere a paragone con i vostri sani e belli per vedere chi comprende meglio la meravigliosità della vita. Da 15 anni sono la madre di un ragazzo Down che non ha mai smesso di lottare e di crescere "una creatura in grado di generare amore in qualsiasi contesto si trovi".
Molte volte ho trovato un muro di gomma, mi sono rimboccata le maniche, ho pagato avvocati, ho pianto e sofferto ma mai ho permesso che l'indifferenza e la corruzione avessero la meglio. Dal primo ricorso al Tar durato tredici anni che risale alla frequenza dell'asilo-nido di mio figlio, alla causa contro il Miur delle elementari per riavere le ore di sostegno tagliate, ho sempre affrontato a testa alta ogni torto subito, agito da cittadina che paga le tasse e pretende che siano rispettati i suoi diritti, lavorato nella scuola da sempre con coscienza e dedizione a vantaggio di chi ha diritto di ricevere di più perchè dalla vita ha avuto meno. Sono tornata sui libri ogni volta che la mia cultura non era all'altezza della complessità degli eventi e mi sfuggiva la giusta collocazione dei problemi.
Ho creato scompiglio nel Ministero all'epoca dei progetti pilota dell'Invalsi, denunciando pratiche scorrette e discriminatorie solo in parte riviste negli anni e mai del tutto sanate ( vedi prova degli esami di Stato introdotta quest'anno nella secondaria di primo grado: ingiustizia perpetrata ai danni degli alunni le cui prove non sono state acquisite dall'istituzione ma archiviate dalle singole scuole )
Da Gennaio 2008 mi sono informata, ho cercato la strada per far proseguire gli studi nel migliore dei modi a mio figlio.
Le redazioni dei giornali possiedono lettere su lettere in cui apertamente denuncio pratiche discriminatorie ed esperienze che mai avrei voluto fare. Dalla scorsa estate produco documentazione per chiedere alla provincia un diritto non un vezzo: avere aiuto nel trasporto scolastico, visto che la scuola che mio figlio frequenta è abbastanza distante da casa da crearmi seri problemi organizzativi. Si sono alternate da luglio notizie: dapprima di a) di accoglimento della domanda; b) di imminente inizio del servizio e c) di disponibilità a breve del pulmino, e poi successivamente d) di mancanza di una delibera che a breve sarebbe stata approvata; e) di richiesta di informazioni "accessorie" dei richiedenti, peraltro non pertinenti, ma non dico altro, lo dirò in sede giudiziale; f) di impossibilità poichè per dare il servizio a noi avrebbero dovuto toglierlo ad un altro utente già fruitore del servizio e infine g) di seimila domande ricevute delle quali accolte solo tremila.
Adesso, io so sono stanca di promesse e di smentite, ho sperato e creduto durante il "dapprima" che era solo una questione di giorni. Ho capito nel "successivamente" che dovevo trovare una strada amichevole o legale per risolvere il problema Ho dato tempo a mio marito che mi frenava nel rivolgermi prima ai giornali poi alla magistratura fino a che non ho ricevuto nella mia posta personale questa mail ieri sera. La misura è colma.
Nel replicare alla mail ricevuta (...) spero nella pubblicazione come spero nella vostra risposta. Non costringete gli elettori a pubblicare messaggi disperati come il mio. Finchè non chiuderò gli occhi mio figlio deve poter stare a questo mondo con dignità!
Saluti
Elena Duccillo
madre di Paolo
(3 novembre 2008)

qui si può leggere l’intero articolo.
Metto anche questo link , da Handilex. Se avete problemi del genere, scriveteci.