mercoledì 8 febbraio 2012
EVENTI
venerdì 15 luglio 2011
Hic sunt leones
- il nostro forum: forse è una formula superata in questi tempi di social network. Il forum è statico, lento, probabilmente non graficamente invitante, selettivo. Ma le discussioni rimangono e se contengono informazioni su un dato argomento, collazionate con il contributo di più utenti, prendono la forma di una specie di "database" sempre consultabile e aggiornato.
Infine, a proposito di "leones": la foto che ho scelto per oggi ritrae Ariel, un leone di tre anni colpito da una malattia degenerativa che gli ha paralizzato le zampe. Purtroppo anche i leoncini si ammalano....
mercoledì 19 gennaio 2011
Scuola, progetto ponte

venerdì 12 novembre 2010
VORREI UN PAIO DI SCARPE CON LE SUOLE.

di TIMEOUT:
"Giorni scorsi mi sono recato, come ormai da tanti anni, al solito laboratorio di attrezzature ortopediche, munito di certificazione medica, per prenotare le scarpe ortopediche per mio figlio disabile. Scarponcini invernali adeguati alla stagione che sta arrivando, corredate di suole di gomma tipo carro armato.
L’addetta mi informa che quest’anno mi devo pagare le suole (circa 53 euro) perché le stesse non rientrano nei rimborsi previsti dall’azienda sanitaria. Sono esterrefatto.
Il tutto perché viene spolverata una circolare vecchia di almeno 20 anni in cui si prevede che le suole di questo tipo sono riconosciute come antiscivolo e pertanto non rimborsabili. Ma dico io proprio perché sono per persone disabili sono antiscivolo! Faccio anche notare che le scarpe e suole arrivano così direttamente dalla fabbrica in un pezzo unico di fusione. Non è una suola applicata ad un’altra.
Siamo veramente al paradosso. Le scarpe da sempre sono considerate tali complete di suole.
Purtroppo, con il fatto di tagliare le spese a tutti i costi (sempre ai più deboli?) si perde anche il buon senso, trascendendo facilmente nel ridicolo. Cose che ti avviliscono e ti fanno arrabbiare".
Claudio Chini
domenica 4 luglio 2010
Avete mai provato?
di mresciani:Non penso che riusciremo mai farlo, deve essere qualcosa di esageratamente grande.
Tantissimi anni fa un nostro amico, che viveva con una ragazza diventata cieca a causa del diabete, in occasione di un giorno di assenza di lei, si bendò gli occhi e visse un giorno da "non vedente".
Ci raccontò questa sua esperienza che l'aveva sconvolto.
Se a noi fare una prova di un giorno ci sconvolge, per loro come è?
Poi: deve esserci un abisso tra essere non vedente dalla nascita e diventarlo per varie cause. Il primo ha potuto vedere ed ha conosciuto le forme e le cose, il secondo lavorerà solo sui rumori, le voci, e toccando tutto ciò che lo circonda.
Si attiverà tantissimo con il tatto, saranno i suoi "occhi guida".
Pensiamo ad un bimbo che si affaccia al mondo: i suoi occhi che non vedono rallentano la sua crescita, non capisce il mondo che lo circonda, si culla sentendo la voce guida della sua mamma, del suo papà e delle persone più vicine a lui. Percepirà ogni brusio, ogni modifica della voce degli altri, ogni sussurro, riuscirà a sentire se il suo gatto è vicino a lui anche se non si struscia sul suo corpicino, il suo udito saranno ancora i suoi "occhi guida".
Pensavo: come può conoscere un bimbo non vedente il mondo, con i giochi?
Quali giochi hanno a disposizione i bimbi non vedenti? Palle di gomma profumata dalle varie forme; e poi? E poi? E poi?
I libri illustrati che tanto amano i nostri figli per loro devono essere tattili.
Ho provato a fare una ricerca su questi libri.
I prezzi sono molto alti, perchè fatti a mano e per abbattere i costi si potrebbero fare in serie con la tecnica del termoform.
Tante case editrici potrebbero venire incontro a questa "fetta" di nostri ragazzi che hanno questa necessità, ma le regole del mercato, che altro non sono che le regole del profitto, ignorano e tengono pochissimo in considerazione queste esigenze.
Questi ragazzi potrebbero imparare tanto avendo a disposizione questi libri utilissimi, e il mio pensiero va sempre a quante opportunità loro perdono.
Perchè non ci pensano???
Ci pensano i genitori dei ragazzi, si attivano: forbici, carte varie, pasta, sabbia ed altri materiali e si riesce a costruire una spiaggia.......la fabia di Pinocchio con la quale siamo cresciuti ........creiamola.......
Possiamo fare tutto........sìììììì noi genitori possiamo fare tutto?
Questa società dovrebbe darci una mano ad abbattere certi costi ...si può fare...ci vuole volontà!!
Le case editrici possono aiutare ad essere gli occhi dei nostri ragazzi!
martedì 15 giugno 2010
PISTAAAAAA!
Inizia così il tour presso i concessionari di zona.
Ogni casa costruttrice ha un modello che viene definito commerciale ma in realtà viene adibito al trasporto persone (leggi disabili) e quindi dotato di finestrini nella parte posteriore.
La prima osservazione che mi è venuta da fare, poichè abbiamo affrontato questo tour con il pargolo al seguito, è che su 12, concessionari visitati solo due avevano l'accesso per le carrozzine e solo uno il parcheggio riservato ai disabili proprio di fronte all'entrata, dotata di scivolo.
Solo l'ottavo venditore ha avuto il buon gusto di informarci che, per legge, i veicoli che poi vengono adibiti (tramite modifiche successive) al trasporto di persone sulla carrozza devono avere una certa altezza minima (120 cm); dei veicoli "commerciali" tra cui uno può scegliere, solo 2 hanno questa misura, su tutti gli altri è necessario segare il pianale e crearne uno più basso.
Quest'operazione può costare anche la bazzecola di 5mila euro.
Domanda: ma perchè, chi disegna le macchine, non include anche le persone disabili? Quanto costa alla ditta costruttrice alzare di una manciata di centimentri (meno di dieci!) il tetto del veicolo?
Incredibile ma vero solo una ditta, nel catalogo illustrativo, riserva ben due pagine alla categoria, con tanto di foto di veicolo modificato con pedana.
Nessuno però mette neanche due righe relativamente alle agevolazioni, insomma i disabili come utenti sono sempre non considerati. E non esiste, presso i concessionari (almeno presso quelli che abbiamo visitato noi) un servizio di "supporto/consulenza" per quei clienti che appunto non deambulano, al massimo, per scrupolo del singolo, da qualche parte in un cassetto, c'è un biglietto da visita di un'officina specializzata in modifiche..... A questo proposito: l'unica ditta italiana da noi visitata prevede lo "sconto handicap" più basso in assoluto. Nota di colore: un venditore ci ha fatto addirittura pesare lo sconto che la ditta riserva alle persone titolari di 104, lascio a voi ogni commento – superfluo aggiungere che appena usciti da quel concessionario abbiamo depennato il veicolo in questione dalla rosa dei candidati.
In calce alcuni video di soluzioni dedicate.
venerdì 9 aprile 2010
Le scale salate, nella casa che rende folli (*)

Se non puoi cambiare casa e trovarne una accessibile, con tanto di ascensore magari, l'altra opzione (sempre che lo spazio a disposizione lo consenta) è installare un servoscala.
Quindi procedi a raccogliere tutte le informazioni del caso e scopri che esistono ben due contributi pubblici, che ti aiutano a sostenere parzialmente la spesa, poi hai l'iva solo al 4% e poi puoi detrarre il resto (della somma non coperta dai contributi) dal 730.
Magnifico, ti dici!
Il passo successivo è contattare l'omino di una ditta specializzata che venga a fare un sopralluogo e ti elargisca un preventivo, che tu allegherai alle scartoffie per richiedere i contributi (oltre al modulo della richiesta c'è il certificato del medico curante che attesta la necessità dell'ausilio, il certificato attestante la non deambulanza... uh si può dire?, varie altre amenità e, ovviamente, una marca da bollo).
Dunque: dal sito del tuo Comune di residenza trovi il testo di legge, il modulo, le istruzioni, i recapiti/orari dell'uffico preposto, ma non trovi scritto da nessuna parte che uno dei due contributi non ha momentaneamente scadenza, perchè il fondo non è stato ancora rifinanziato quindi non c'è bisogno di rispettare nessun 31 marzo, puoi andare con calma; inoltre puoi presentare l'altro contributo comunque, anche se è scaduto il 1° marzo, verrà messo in lista per il 2011.
Intanto che rimugini queste informazioni, avute telefonicamente, ti capita di leggere anche questo articolo.
Che fai?
Miracolosamente ti viene in aiuto un conoscente – mai succede che le informazioni ti vengano dalla fonte giusta, cioè chi di lavoro è tenuto a dare le informazioni!
"Ma lo sai – esclama il conoscente - che esiste una macchinetta così e cosà, che ti passa la asl, e tu puoi andare su e giù per le scale come ti pare? Te la puoi portare anche dietro e se vai a trovare qualcuno che ha scale hai risolto ogni problema!"
Fantastico, esclami a tua volta, perchè, nel frattempo hai anche controllato ogni tua finanza e, neanche recitando a memoria tutta l'Iliade in copto, 6000 e rotti euro (necessari per installare il servoscala) non li hai.
Quindi ti informi sulla procedura:
a) telefoni al fisiatra che (non) segue tuo figlio, il quale, come sempre, è in vena di comicità e invece di semplificarti le cose in pratica ti dice "arrangiati";
b) telefoni all'asl, che ti rimanda alla pediatra per la prescrizione e, con quella, ti devi recare (ma ti prendi le ferie dal lavoro per farlo, le ferie perchè i famosi 3 giorni di permesso attraverso la 104 sono già "prenotati" ) in un distaccamento periferico.
Per arrivare a sapere tutto ciò e a procurarti il necessario, ci hai impiegato 4 giorni 4.
Arriviamo a questa mattina: alle otto circa devi essere all'ospedale, perchè tuo figlio deve fare un'ecografia, quindi, poi, ti rechi a questo distaccamento periferico, dove ti trovi una segretaria che si rigira la prescrizione tra le mani come se fosse un rotolo del Mar Morto e sparisce in un altro ufficio, per poi ritornare, e dirti:
- manca un foglio allegato alla prescrizione, foglio che il pediatra deve assolutamente sapere che esiste e quindi allegare;
- quando abbiamo questo foglio possiamo tornare;
- quando avranno tempo usciranno a fare il sopralluogo.
........ ?
Forse mossa a compassione dall'espressione costernata/esasperata delle nostre facce, questa segretaria, magnanimamente, ci fornisce copia in bianco di questo modulo, evidentemente più prezioso del platino: e che ci sarà scritto mai? Dati anagrafici, CF, indirizzo, invalidità, scopo terapeutico.
Scopo terapeutico? Per il montascale?
Ormai abbiamo rinunciato a ragionare con la logica, quando siamo di fronte alle cartacce della burocrazia.
Fai allora un tentativo in extremis, poiché le ferie scadono a mezzogiorno: sgommi all'ambulatorio della pediatra, intanto che il coniuge compila il modulo con tutti i dati, in modo da velocizzare il tutto e poter consegnare queste stramaledette cartacce in mattinata! Sono le 10.35.
Naturalmente la pediatra non c'è. Poiché l'ufficio postale è attaccato ne approfitti per fare quel versamento che sono settimane che devi fare, fortuna che hai solo due persone davanti...
Nell'ora e 25' che ti rimane, tolti i 20 minuti che ti servono per mangiare, cerchi di concentrare il maggior numero di cose e riesci a:
- disdire una prenotazione per un esame diagnostico
- fare tre telefonate, a vuoto, per riprenotarlo, quindi ciccia!
- fissare la visita pre-operatoria, che sono due anni che, per un motivo o un altro, salta....
Oramai è venerdì e non puoi fare altro, riprenderai lunedì.
Ah no, puoi passare, dopo il lavoro intorno alle 17.30, dalla pediatra a farti timbrare il prezioso modulo.
Chissà, quando avranno tempo poi, di fare il sopralluogo... poi quanto tempo ci vorrà perchè arrivi, concretamente questo magico attrezzo che ti permette di far uscire/entrare di casa tuo figlio.
Nel frattempo possiamo sempre mettere i numeri della giornata al superenalotto, non si sa mai.....
(*)Foto: Asterix e Obelix; nel film "Asterix e le 12 fatiche" c'è un episodio che si intitola "La casa che rende folli – lasciapassare A38", da guardare! In maniera contorta ho inserito, nel titolo del post, anche una citazione dantesca.
lunedì 11 gennaio 2010
GRADI DI SEPARAZIONE

Avete mai sentito parlare della teoria dei 6 gradi di separazione?
Io l'ho scoperta leggendo un numero di Focus, non ricordo se di ottobre o novembre 2009.
Poi ho trovato questo articoletto, che dice che, per raggiungere una persona, grazie alle nuove forme di comunicazione esistenti, i passaggi si riducono a tre. Sull'articolo di Focus c'era anche un'altra interessante notiziola e cioè: se tu dici a tre persone una cosa che non sanno e le inviti a fare lo stesso, ciascuno, a tre persone diverse, in, non mi ricordo quanti, tot passaggi, teoricamente, si raggiunge tutta la popolazione mondiale.
A volte constato che i gradi di separazione, per certe quisquilie come i diritti umani sono milioni, altro che 3 e nuove tecnologie!
Cmq, alcune buone notizie:
1)la mamma che ha lanciato l'appello a Fazio per avere il farmaco per sua figlia è stata immediatamente ascoltata;
2)in Sardegna sono tosti e si muovono, sicchè c'è tutta una serie di azioni ed interrogazioni per questa cosa ( meglio dire questo "scandalo"!) dei tagli alla 162;
3)grazie a quanto scritto su un blog, in pochi giorni abbiamo avuto altri 8 firmatari alla nostra petizione;
4)pare che non serva essere un geoingegnere ferrato in fisica quantistica (lol) per inventare un ausilio che aiuta ad alzarsi e camminare.
Le brutte notizie..... sopravvolo, la vita è fatta anche, perfortuna, di momenti in cui il brutto lo chiudi fuori dalla porta!
Vi segnalo, infine, questi articoli sull'agopuntura che, immagino, possano interessare molto a chi si è occupato dell'argomento in relazione ad una certa presunta terapia:
articolo A
Infine: saluto quanti mi scrivono, grazie per quello che scrivete se non vi rispondo subito non è maleducazione, ma, proprio, questi sono giorni densi e "burocratici", sapete che intendo ;)
mercoledì 15 ottobre 2008
Ka mate! Ka mate! Ka Ora! Ka Ora!
facciamo noi.
quando invece una mamma "normale" va al negozio e con una cifra tra i 60 e i 300 euro se la cava, potendo, tra l'altro, scegliere tra un'infinita gamma di modelli/colori/optional.
