domenica 27 giugno 2010

GIRO DI BOA


di mresciani:
Siamo arrivati al traguardo della licenza media di mia figlia.
Ricordo quando, circa quaranta anni fa, mi trovavo al suo posto, non c'era la tesina ma tanti argomenti differenti, senza un filo conduttore.
Volevo fare un bilancio di questi (primi) 9 anni di scuola.
Quanto è stato diverso con le mie due figlie! La prima non aveva problemi, l'unico problema era farla smettere di studiare. Mai mi sono interessata di aiutarla perchè non c'era motivo.
Quanto, invece, è stato problematico tutto per la seconda figlia, problematico perchè la scuola non ha aiutato il suo percorso di bimba speciale.
Il primo anno mi hanno preso in giro dicendomi che non le spettava il sostegno, ad anno scolastico cominciato: che bugiardi!
E' stato tutto un susseguirsi di prese in giro da parte dei vari dirigenti scolastici che si sono avvicendati nella sua scuola, e comunque le insegnanti zitte, compresa la prima insegnante di sostegno.
Assurdo poi fu, in seconda elementare, non comunicarmi che, dopo venti giorni di scuola, le avevano affiancato un altro bimbo da seguire. Arbitrariamente questo è stato fatto e lei non mi ha detto niente, sono andata tante volte a parlare con lei, silenzio assoluto. Che schifo!
Mia figlia non raccontava mai niente e loro ne hanno approfittato.
In terza ed in quarta elementare l'insegnante di sostegno (un'altra e fortunatamente in gamba) seguiva mia figlia ed un altro bambino nella stessa classe: ci poteva stare, l'orario era completo.
Ad un certo punto vengo informata che i due bambini non vanno di pari passo e la mia non ce la fa a seguire questo ritmo.
Faccio intervenire il legale ed in quinta il sostegno è pieno.
Per "aiutarla" le facciamo ripetere l'anno: in quinta (ripetente) le viene nuovamente dimezzato il sostegno.
Ricontatto il legale: tre mesi di confusione estrema ma con l'intervento del Ministero dell'Istruzione si rimettono le cose a posto.
In prima e seconda media il sostegno è pieno.
Terza media, anno scolastico appena trascorso il sostegno invece viene dimezzato (ma mia figlia non ha nessun certificato che attesti il dimezzamento della sua patologia, però): si ricorre nuovamente al legale e stavolta anche al TAR.
Si vince il ricorso ed il 7 gennaio 2010 et voilà, riecco il sostegno pieno.
Quanto è stato negato a mia figlia con questi atteggiamenti assurdi ed ARBITRARI?
Quanto nervosismo e quanti soldi ho dovuto spendere?
Questa è la scuola che aiuta i nostri figli con problemi?
Ripeto sempre che sulla carta i disabili hanno delle buonissime leggi, ma poi non vengono attuate per benino.
Noi genitori sembriamo e dobbiamo essere degli agguerriti controllori, come ti giri c'è qualcuno che sta pensando di fregarti e di non darti quello che ti spetta.
In questi anni mi sono fatta un'esperienza incredibile: PEI - PDF- GLHI e quant'altro.
A proposito di GLHI: alle elementari siamo state due mamme che abbiamo fortemente voluto la componente genitoriale nelle riunione di GLH, la legge lo prevedeva ma, di fatto, in quella scuola elementare non esisteva, come non esisteva nelle medie e sempre noi mamme abbiamo fatto in modo che fossero inseriti i genitori.
Nel GLHI importantissima è la presenza dei genitori: si discute del sostegno, degli educatori inviati dal Comune, si decide cosa comprare e come spendere i soldi per i progetti che riguardano i ragazzi disabili, libri, software, corsi di aggiornamento, progetti di autonomia, nuoto ecc. Gli insegnanti progettano INSIEME ai genitori un certo percorso ed i genitori che conoscono i loro figli tante volte sanno cosa può essere più utile per loro.
Trovo che la componente genitoriale NON DEBBA ASSOLUTAMENTE MANCARE nella scuola!
Cosa dire dell'aiuto che può dare una figura come la pedagogista che ha seguito e segue mia figlia da circa 5 anni per i compiti. Persona che la segue grazie alla legge 162/98 - certo che le ore sono poche al mese, ma sono utilissime.
Questa legge è nazionale ma pare che siano poche le Regioni che la finanziano per i progetti.
Perchè altre Regioni non hanno seguito lo stesso percorso della Regione Sardegna?
Quest'anno ci hanno privato di una fetta di questi fondi, si è fatta una lotta dura noi associazioni di disabili contro la Regione Sardegna e si è ottenuto un grandissimo risultato.
Non si ottiene niente stando tranquilli senza lottare.
Ogni conquista per i nostri figli è il frutto di un lavoro vero e forte!
Venerdì si sono conclusi gli esami di terza media di mia figlia, con l'orale.
Mia figlia si è licenziata con dieci - nove - otto e sette, che portano poi ad una media dell'8.
Non è frutto di nessun regalo, è il risultato di tanto lavoro fatto da Martina e dietro la ragazza c'è una famiglia che non l'ha mai lasciata sola ma, sempre si è battuta per vederle riconosciuti dei diritti che QUESTA scuola le ha continuamente scippato.
Quella che abbiamo conosciuto non è la scuola dell'integrazione, è ancora la scuola dell'inserimento: sino a quando ai nostri figli non verranno riconosciuti i loro sacrosanti diritti io non potrò stare zitta!
Non ho forse ragione?
Foto: presa dal web, particolare di un edificio scolastico italiano.......

giovedì 24 giugno 2010

Prove di volo



di Timeout:

Per la maggior parte dei genitori è facile e normale pensare i figli oltre la propria esistenza, vederli inseriti nel mondo del lavoro,avere una famiglia propria, una vita con il proprio compagno o compagna, o anche come single - perché no? Comunque diventa naturale immaginare il bambino/a diventato uomo o donna, con la propria autonomia e senza la necessità di avere accanto i genitori.
Per altri genitori invece questa prospettiva non è così semplice, anzi, quel “dopo di noi” può diventare un enorme ostacolo, può essere l’inizio di nuove angosce e nuove ansie: parlo dei genitori di giovani adulti con disabilità, lieve media o grave, che cominciano a domandarsi: “Ma sarà in grado di cavarsela in questo mondo?”.
E’ da questa domanda che nasce, alla Cooperativa La Rete di Trento (genitori, operatori e volontari) un progetto chiamato, non a caso, “Prove di Volo”. Attraverso questo progetto ragazze e ragazzi con disabilità cominciano a sperimentare una vita fuori casa, in autonomia.
Si tratta di un servizio residenziale temporaneo che vuole offrire in primo luogo una duplice risposta ad esigenze concrete: alla persona disabile l’opportunità di vivere un esperienza residenziale, di mettere in atto le proprie potenzialità e magari anche scoprire abilità rimaste nascoste o soffocate dalle troppe attenzioni di mamma e papà; ai genitori la tranquillità di un luogo sicuro e stimolante per il proprio figlio/a ed anche l’occasione di disporre di un periodo di sollievo da dedicare un po’ a se stessi, alla vita di coppia, a quegli interessi accantonati. In secondo luogo questo progetto offre una speranza, la speranza di un futuro percorribile e la possibilità di affrontare il momento del distacco con serenità: è sempre una stretta al cuore vedere i nostri ragazzi lanciarsi fuori dal nido, ma quanta emozione e quanto orgoglio quando li vediamo spiegare le ali e rimanere nell’aria!

Prove di volo” , in sintesi, è un progetto nato circa una decina di anni fa e in attivo da poco più di cinque anni: piccoli gruppi di ragazzi/e vengono ospitati, a turno, in un ampio appartamento situato nel centro di Gardolo, piccola e vivace frazione di Trento. L’ubicazione permette ai ragazzi di integrarsi meglio con la comunità in quanto i principali punti di riferimento (supermercato, edicola, panificio, chiesa, fermata dell’autobus) sono distribuiti nel raggio di poche centinaia di metri e quindi tutti raggiungibili a piedi e senza grossi pericoli di traffico auto. L’abitazione (completamente sbarrierata) è di modello famigliare ovvero ha un soggiorno con terrazza di ampia metratura, una cucina e tre camere doppie con bagno più una camera per l’operatore o volontario che si ferma la notte. Da circa tre anni all’appartamento si è aggiunta un’altra zona più indipendente (soggiorno, cucinetta e una camera doppia con bagno) che ospita, sempre a turno, due ragazzi/e ed è dedicata a quei ragazzi/e che hanno raggiunto quei prerequisiti per poter intraprendere un percorso di semi-autonomia ovvero senza la presenza costante dell’operatore. La ricettività massima è di otto persone (sei nell’appartamento grande e due nel semi-autonomo), ma, per scelta, non viene mai superato il numero massimo di 6 persone (4+2): innanzitutto il piccolo gruppo permette ai ragazzi di sentirsi inseriti in un ambiente “familiare” con maggiore rispetto della privacy e degli spazi di ognuno; in secondo luogo si ha in questo modo la possibilità di far fronte ad eventuali situazioni di emergenza ovvero ospitare temporaneamente ragazzi i cui familiari stanno attraversando un momento problematico o difficile come per esempio una malattia o un ricovero ospedaliero.

I ragazzi possono ripetere l’esperienza del soggiorno più volte durante l’anno, operatori, genitori e figli stendono insieme un calendario ogni anno; inoltre si hanno più tipologie di soggiorno dal week-end ai 12 giorni affinché l’esperienza del distacco sia il più graduale ed equilibrata possibile. Non mancano poi i momenti di verifica e confronto fra genitori, operatori e ragazzi affinché il percorso vada nella giusta direzione e si arrivi all’obiettivo: spiccare il volo.
Foto: nido di rondini con cuccioli vocianti e mamma vigile, preso dal web :)

mercoledì 23 giugno 2010

FANTASCIENZA



di mresciani:
Ormai la realtà ha superato di gran lunga la fantasia...
Ogni giorno siamo bersagliati da idee pazzesche che si rincorrono sui media.
Particolarmente inquietante è stata la sparata della Lega che, per far confluire più soldi (in realtà briciole) alle casse delle Stato si è inventata un condono sui falsi invalidi.
Leggo che i "falsi" invalidi ed i medici delle commissioni che li hanno certificati dovrebbero autodenunciarsi entro 180 giorni dall'entrata in vigore della legge di conversione del decreto. Il furbo che ha ottenuto un assegno di invalidità senza averne diritto, con la sua denuncia, vedrà estinto il reato commesso e l'illecito amministrativo.
Perderà la pensione e lo Stato risparmierà un mare di soldi.
Tutto questo è previsto da un emendamento alla manovra della Lega, firmato da Massimo Garavaglia e Gianvittore Vaccari
La denuncia andrà presentata all'ufficio competente territoriale dell'Inps
Ma quali menti eccelse non dormono la notte per trovare queste genialate che "salveranno" la nostra Nazione?
A questo punto tutti si sentono autorizzati a dire fesserie talmente grosse tanto da finire sui quotidiani.
Sarebbe interessante a questo punto il lancio di un concorso nazionale :
Titolo:
"Idee per salvare la nostra Nazione"
sotto-titolo:
"Sono ammesse solo quelle che colpiscono le categorie più deboli".
Troppo facile pensare ad idee del tipo:
-dimezzare le commissioni mediche per le invalidità;
-diminuire i gettoni di presenza delle suindicate commissioni;
-chiedersi perchè in Italia ci siano nei tribunali 350 mila domande di ricorsi per riconoscere le "invalidità doc";
Si può continuare a sentire proposte come questa della Lega?
Mi sembra che la misura sia colma.
Foto: Alien VS Predator.... lo scudo spaziale non l'ho trovato...... Goldrake, al massimo, ci presta l'alabarda, spaziale....
qui i commenti di FISH e FAND

martedì 22 giugno 2010

MUSICA!



di mresciani:

Ieri è stata è la giornata europea della musica.
La musica accompagna ogni avvenimento della mia vita.
Quando ascolto un brano musicale la mia mente vagheggia nei ricordi. Sempre!!
La musica, come un buon libro è un veicolo che ti trasporta nel mondo delle emozioni, ti culla nei tuoi momenti tristi e ti fa esultare in quelli gioiosi, ti prende per mano e ti veicola in un altro mondo dove gli altri non possono entrare, dove le tue emozioni sono silenziose e fragorose allo stesso tempo, dove la tua fragilità non devi mostrarla a nessuno.
La musica è vita al 100%, ogni nota che si propaga nell'aria è segno di vita, la vita è un turbinio di emozioni, le emozioni sono difficili da spiegare......
Le emozioni ti spingono a fare delle cose sublimi e la musica è la protagonista, colonna sonora della vita di ognuno di noi.
Pensando a quello che la musica mi ha sempre trasmesso ho avuto l'idea di invogliare mia figlia ad imparare a suonare uno strumento e, ricordando il tempo passato e le band musicali che noi genitori da giovanetti ascoltavamo, abbiamo scelto la passione del suo papà: la chitarra. Per quattro anni mia figlia preso lezioni ed era molto contenta, poi, il suo maestro l'ha dovuta lasciare e la bambina non ha più voluto toccare lo strumento nè frequentare un'altra scuola.
Sono passati quattro anni e crescendo anche lei ha sentito l'esigenza di SENTIRE più da vicino la musica, suonandola.
Inserita nella scuola civica della nostra città, il suo papà ha pensato di proporle il pianoforte moderno (almeno ha avuto una ragione di esistere la nostra bellissima pianola).
Mia figlia ha seguito il corso e per la giornata di Monumenti Aperti lo scorso 22 maggio a Quartu, presso l'ex-Convento dei Cappuccini, c'è stata la sua prima esibizione pubblica al pianoforte.
In una sala calorosamente gremita da parenti di tutti gli allievi della scuola musicale, la ragazza prima di lei travolta dall'emozione non si è presentata e dunque a chi il compito di rompere il ghiaccio di tutta la manifestazione ?
Intanto il fotografo ufficiale, il suo papà, fuori a cercare parcheggio, ha solo sentito le note nell'aria, mentre correva ansante su per le scale, io, seconda fotografa (scarsina), mi sono dovuta cimentare ad immortalarla con la responsabilità della buona riuscita di tale compito ingrato (mio marito è un giudice fotografico severissimo!).
Accipicchia se mi emozionavo: non riuscivo a vedere sul display e poi bagnavo gli occhiali,da presbite, non sia mai detto!
Imprigionata nel mio ruolo severo, sono rimasta impassibile, e pensare che avevo a portata di mano gli occhiali - ma quelli da sole.
Le emozioni poi mi hanno trasportato dopo, a casa mia quando gli occhiali da sole non mi servivano più!
Foto: dall'archivio di mresciani.