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sabato 7 settembre 2024

Dove sono i GT prossimamente



17 settembre, martedìStati Generali della Disabilità, Università Bicocca, Milano - dalle 9.00 alle 13.00. Intervento del vicepresidente Giovanni Barin sull'inclusione scolastica. Bisogna registrarsi, per seguire online, qui

Il programma:

Ore 9 Accoglienza e registrazione dei partecipanti con caffè di benvenuto

Ore 9.30 Introduce e modera Roberta Garbo (Unimib), a seguire l'intervento di Alessandro Manfredi, presidente di LEDHA-Lega per i diritti delle persone con disabilità

Saluti istituzionali

  • Alessandra Locatelli, ministro per le  disabilità
  • Elena Lucchini, assessore alla Famiglia, solidarietà sociale, disabilità e pari opportunità di Regione Lombardia
  • Lamberto Bertolè, assessore al Welfare del Comune di Milano
  • Angelo Achilli, presidente Fand Lombardia
  • Emilio Rota, presidente Anffas Lombardia
  • Sebastian Turla, Uildm

Relazioni

  • Luisella Bosisio Fazzi, "La discriminazione delle donne con disabilità"
  • Giovanni Barin, "Inclusione scolastica"
  • Umberto Zandrini, "Inclusione lavorativa"
  • Enrico Mantegazza, "La vita indipendente"

Tavola rotonda sulla vita indipendente e l’inclusione sociale

Modera Francesca Fusina, vicepresidente LEDHA con interventi di Fabio Pirastu, Matteo Schianchi, Felice Romeo, Lucia Mantegazza, Claudia Moneta. Conclusioni a cura di Vincenzo Falabella, presidente FISH.

A seguire sarà offerto un aperitivo.
È previsto il servizio di sottotitolazione.
Sono stati richiesti i crediti CROAS per gli assistenti sociali.

22 settembre, domenica: Festa del Volontariato, in Piazza a Lodi dalle 10.00 -18.00 attività, giochi, concerto. I GT presenti, ad uno stand, venite a trovarci!

2 ottobre, mercoledì: sportello per le famiglie al centro culturale Punto inclusione, a Cologno Monzese, Corso Roma 165, dalle 17.30 alle 19.00 per info: punto165cm@gmail.com

6 ottobre, domenica: Mille Mila Bici dalle 9.30, Viale Gadio-Piazza Castello, Milano. Con la partecipazione delle associazioni della Consulta per l'accessibilità e la mobilità.

Se ancora non avete fatto la dichiarazione dei redditi e non sapete a chi destinare il 5x1000 potete pensare a noi, inserendo il codice: 93224580238

Per qualsiasi info richiesta proposte interviste: wp 3392118094 - genitoritosti@yahoo.it

Foto: i Queen a Wembley, 1986, salutano l'auditorio.

giovedì 17 marzo 2022

CORRO DA TE - ma fammi vedere come cammini.


Lunedì sera ero in missione GT, per l'anteprima del film “Corro da te” proiettata al Cinema The Space Odeon in centrissimo a Milano, a due passi dal Duomo. 

Questo film è stato girato nel 2020, ma per tutto quanto ha causato il Covid, è stato presentato solo adesso e oggi 17 marzo, uscirà in 500 sale italiane.

Riccardo Milani, il regista - che ha diretto tra l'altro anche il fantastico “Benvenuto presidente” o i due favolosi "Come un gatto in tangenziale", nel fare la presentazione, ha detto una cosa che, all’inizio non ho capito, ma poi, nel corso del film era evidente: "Per rappresentare l’Italia nei miei film uso la parte peggiore".

In effetti nell’originale francese di cui questa pregevole pellicola è un remake, non c’era tutta quella cattiveria nel protagonista, anzi lui era più un pasticcione involontario che un bugiardo pianificatore. 

Noi italiani ci distinguiamo sempre, nel bene e nel male, e quando si tratta di disabilità siamo appunto cattivi, discriminanti, abusanti, abilisti, falsi, prepotenti, ignoranti.

Il protagonista, interpretato da un Pierfrancesco Favino che non necessita di nessuna presentazione, è la quintessenza del gravemente normodotato, ricco imprenditore spocchioso, emulo di Don Giovanni alla vaccinara.

La sua partner è una dolce, angelicata ma assolutamente realista e solida Miriam Leone - sulla sedia a rotelle.

Il cast, a cornice dei due protagonisti, è tutto bravissimo – Vanessa Scalera che canta al karaoke mi mancava, il venetissimo Andrea Pennacchi in abito talare anche – menzione a Piera degli Esposti, non solo perché è stata la sua ultima interpretazione ma proprio perché il suo personaggio nel film è mitologico.

Non sono qui per fare una recensione cinematografica, perché non mi compete, posso dirvi che il film è ben fatto, si ride, godevole soundtrack, ottima fotografia.

Il motivo per cui ne sto scrivendo è perché speriamo sia la volta buona che serva anche a cambiare la cultura corrente nel nostro Paese, dando finalmente un forte segnale – così come successe per “Quasi amici”, altra bellissima pellicola francese.

Quello che non potete sapere di questo film è che ci sono state delle associazioni che hanno fatto consulenza al cast per affrontare al meglio la tematica e risultare credibili e veritieri e non produrre invece la solita concentrazione di pessime figure, come spesso accade, del tipo di quelle che abbiamo visto a San Remo oppure alla semifinale di GF Vip, dove Signorini ha intervistato Manuel Bortuzzo suscitando la legittima reazione del  Comitato Nazionale Antidiscriminatorio per Persone con Disabilità

Per i cosiddetti normo, forse, questo film  sarà una bella "sberla" specie per certi luoghi comuni, per noi che invece bazzichiamo il mondo della disabilità applaudiamo forte.

E ringraziamo di tutto questo Peba Onlus: grazie a tutti i soci che hanno contribuito a diffondere la giusta cultura sulla disabilità, che significa anche sdrammatizzare e ironizzare: sono stati talmente bravi che in alcune occasioni abbiamo riso solo noi di GT e il nostro vicino, il cantante lirico Federico Martello (che è in sedia a rotelle).

Per me, che ho un figlio tetraplegico, per cui indirettamente sperimento tutte le situazioni che emergono nel film, è stata una specie di "rivincita" di tutte quelle troppe volte che ci siamo dovuti sorbire il comportamento abilista delle persone.

Questa anteprima è stata importante anche perché in sala erano presenti membri delle istituzioni locali, del Comune e della Regione, associazioni da tutta Italia e aziende che, sicuramente, grazie alla settima arte, hanno imparato molto sull'inclusione sociale. 

Un grazie al personale del cinema, organizzazione perfetta e grazie ad Andrea Ferretti, il presidente di Peba ONLUS che ci ha offerto questa esperienza importante e per me nuova.

Se da stasera fino a domenica non sapete cosa fare andate a vedervi questo film e soprattutto testate anche l'accessibilità dei cinema. 

Ci siamo capiti. 

mercoledì 18 agosto 2021

MILANO, 2021: l'accessibilità è?

Lo scorso giugno mi arriva un video, realizzato dai Disabili Pirata (ne vedete alcuni in foto) alle prese con la NON accessibilità della metro di Milano.

Una cosa piuttosto scandalosa, dato anche che Milano è l'unica città italiana ad aver vinto l'accessibility Award che è un premio a livello Europeo, nel 2016.

Quasi contemporaneamente mi arriva un articolo a firma Gianfranco Falcone pubblicato sul blog de L'Espresso di Repubblica che ci illustra come sia un'impresa titanica spostarsi con i mezzi pubblici a Milano, se sei un rotellato.

Il mio sdegno è tale che immediatamente scrivo a tre assessori del Comune di Milano che si chiamano GRanelli, Guaineri e Maran e per conoscenza invio tutto anche al sindaco in carica Giuseppe Sala.

Non ricevendo risposta scrivo anche ad una consigliera della Regione Lombardia che si occupa proprio di barriere la quale mi risponde subito, mi ringrazia per le segnalazioni e scrive un comunicato di sollecito per il Comune di Milano, da cui si evince che ha approvato il PEBA nel 2018. Ma poi?

Successivamente continuo a non ricevere nessuna risposta.

Provo a fare dei post direttamente sul profilo FB dell'assessore Maran che è molto prolifico in quanto a eventi, progetti etc attività che fanno sembrare Milano un cantiere in continua evoluzione, sempre all'avanguardia e in modo sostenibile. Manco mezzo dei mie garbati post è minimamente degnato di attenzione.

Alla fine, dopo un mese di silenzio, decido di telefonare direttamente in Comune a Milano. Dall'ufficio dell'assessore Maran nessuno risponde, squilla a vuoto in piena mattina. Invece all'ufficio dell'assesore Granelli ho un feedback davvero professionale. Infine mi tocca una prova olimpica con la segreteria dell'assessore Guaineri. Credo che immaginiate che, in 15 anni di attivismo, anche solo come genitore, abbia ormai collezionato ogni tipo di risposta, però mi mancava la segretaria che ribadiva con vigore che le deleghe pertinenti all'assessore in  questione (Turismo, Sport e Qualità della vita) non c'entravano assolutamente - infatti le persone con disabilità sono una specie diversa da quella normodotata, non praticano sport, non fanno i turisti e figuriamoci se hanno una qualità della vita.

Il mio telefonare però origina una reazione  che si concretizza in una telefonata, nella mattinata stessa, alla sottoscritta da parte della portavoce del gabinetto del Sindaco Sala, cui poi segue una mia altra email a tutti, in cui chiarisco i punti che paiono essere molto oscuri e ostici - come per esempio la latitanza assoluta della persona che per il Comune di Milano è preposta alle questioni riguardanti le persone con disabilità; sollecito infine un incontro tra gruppi, associazioni, comitati che si occupano di abbattere le barriere e il Comune di Milano, perchè il punto focale è che, nel 2021, è inammissibile che una città come Milano, la cosiddetta capitale finanziaria del Paese, non sia accessibile.

VI lascio il video realizzato a luglio dell'esperimento sociale dei Disabili Pirata così vi rendete conto di cosa significhi girare a Milano, in centro a Milano, sulla sedia a rotelle. Questo invece è un articolo in cui viene intervistato il presidente di PEBA Onlus, Andrea Ferretti.

Quindi consultate questo bel sito e traetene le vostre conclusioni.

Ricordiamoci tutti che il 4 ottobre è la giornata nazionale per l'abbattimento delle barriere architettoniche e nello stesso giorno a Milano, e in altri comuni del nostro Paese, si vota.

To be continued.


lunedì 13 luglio 2020

Quando le barriere sono politiche



Nell'attività di preparazione della nostra campagna sui concerti accessibili si sono infittite le frequentazioni con Andrej Chaykin di Disabili Pirata, con il gruppo "Abbatti le Barriere" ed inevitabilmente con quanto concerne le attività di Cascina Torchiera a Milano.
Andiamo con ordine: Andrej l'ho conosciuto su Facebook nel gennaio dello scorso anno, probabilmente perchè nelle mie ricerche sull'accessibilità e i progetti di recupero in senso di rigenerazione urbana, che stavo facendo all'epoca per il progetto "Ceolara4all", mi portarono inevitabilmente ad imbattermi in questo ragazzo, molto intraprendente, attivista per i diritti dei carrozzati in relazione all'abbattimento delle barriere.
Lui fa parte di un'associazione che gestisce un edificio storico, a suo tempo abbandonato (parliamo di quasi 30 anni fa) nella periferia di Milano.
Quello che mi aveva colpito è che grazie a lui ed altri attivisti, l'edificio è stato reso accessibile, c'è persino il bagno accessibile e il bancone del bar, che è qualcosa CHE SEMPRE DIMENTICANO TUTTI I LUOGHI PUBBLICI, PER FARE UN ESEMPIO. 
Pensate: abbiamo leggi sopraffine in materia, ma nessuno le rispetta, tanto che ogni giorno ci scontriamo in barriere di ogni tipo nei luoghi pubblici. 
Invece questi ragazzi, in maniera autonoma e senza chiedere nessuno dei contributi pubblici che pure esistono, hanno sbarrierato tutto il luogo, anche l'orto!
Per me questa dei centri sociali è una cultura ignota, ma il principio di rigenerare un edificio vuoto (destinato al degrado e fonte di degrado per un quartiere) e metterlo a disposizione di una comunità per fare attività di ogni tipo, addirittura una biblioteca di fantascienza (pare che ci siano testi introvabili per i cultori del genere), oppure eventi a sfondo benefico od offrire la cena tutti i lunedì a base appunto dei prodotti dell'orto, insomma, è nell'ordine degli interventi che dovrebbe fare una amministrazione pubblica!
Pensateci: in periferia c'è una Kultur Haus.
La stessa Kultur Haus che ho invano per anni proposto ed illustrato all'amministrazione del mio Comune per recuperare una cascina, appunto, in degrado e, attraverso la rigenerazione urbana trasformarla in un luogo senza barriere, dove fare ogni tipo di attività utile alla vita del quartiere, il tutto gestito da un'associazione capofila.
Pare che questi progetti non piacciamo, però, agli esponenti di una certa politica.
Nel caso di Milano abbiamo avuto, sabato mattina 11 luglio 2020, questa manifestazione di intolleranza, violenza ed ignoranza da parte della sezione giovani della Lega di Milano.  
Per motivi essenzialmente politici, in ossequio allo standard aggressivo imposto dal segretario di questo partito che ogni giorno dal suo profilo facebook espone un bersaglio da massacrare (persino il vignettista Antonio Cabras sì proprio colui che ha disegnato la cover del nostro volantino è stato usato come bersaglio per gli hater che affollano il suo profilo ), si sono presentati con  cartelli striscione e megafono a fare una specie di comizio elettorale.
In questo video tutti possono visionare o ascoltare in quale modo si riferiscono ai ragazzi della cascina Torchiera - purtoppo non ci sono i sottotitoli.
Li chiamano più volte delinquenti, associano l'immagine della discarica e dell'immondizia alle persone e al luogo.
Ciò che basisce ulteriormente è che tra gli arringatori c'è persino l'assessore regionale per la disabilità!
E altra cosa che rende la misura etica e culturale di tutte queste persone è l'imbrazzante equivoco in cui sono cadute, per cui, quasi spaventate, hanno affermato (anche scrivendolo sui propri profili facebook) che i ragazzi di Cascina Torchiera li volevano gambizzare e prendere a sassate.  Certo, dei ragazzi sulla sedia a rotelle!
Questi "giovani leghisti" si saranno resi conto della macroscopica gaffe?
Ma ci hanno parlato con i residenti? Davvero questo luogo è un pericolo da sventare? 
Oppure è una ricchezza da sostenere ed incentivare? Cosa ci vorrebbe fare il Comune di Milano al posto di una Kultur Haus? Appartamenti di lusso? Negozi? Uffici?  Non sarebbe invece il caso di promuovere la cittadinanza attiva e partecipativa nella gestione di un luogo in periferia dove di solito il Comune fatica ad arrivare?
Io credo che se la volontà c'è, tutto si fae si può fare.
Cascina Torchiera potrebbe essere un modello di accessibilità anche culturale da esportare un po' ovunque nel Comune di Milano.
In mezzo ci sono tanti livelli: l'inclusione delle persone con disabilità, le diseguaglianze, il diritto ad avere una casa, il presidio del territorio, il contenimento della povertà educativa, la tutela delle minoranze e delle categorie cosiddette fragili, il diritto all'aggregazione sociale.
Da veronese e quindi abitante di una piccola città di provincia, ancora molto indietro sul versante del rispetto dei diritti umani, ho sempre pensato che Milano, uh la capitale economica e polo culturale del nostro Paese, fosse avanti millenni!
Tra poco  i ragazzi di cascina Torchiera saranno sotto alle finestre di palazzo Marino, a portare uno dei loro lunedì, per far vedere che non sono pericolosi terrorsti dediti ad attività illecite e a scapito  dell'indifesa cittadinanza.
L'augurio che faccio è che a partire dal sindaco Sala e a finire dall'assessore di pertinenza si arrivi ad un  accordo per cui Cascina Torchiera possa continuare includendo sempre più abitanti e non.

sabato 27 giugno 2020

Bello il centro estivo... ma l'educatrice chi la paga?


Dopo mesi di lockdown e totale abbandono (a parte la scuola), con tutti i servizi sospesi e il peso della disabilità di nostra figlia lasciato totalmente sulle nostre spalle, finalmente una buona notizia: il nostro Comune si è organizzato per far partire un centro estivo territoriale! I bambini, divisi in piccoli gruppi, sfrutteranno le risorse diffuse sul territorio per provare a ritrovare un po' di normalità e di socialità. Iniziativa lodevole e coraggiosa considerato che si tratta di un piccolo Comune della provincia di Bergamo, una delle zone più colpite dal Covid-19. Martedì, alla serata di presentazione chiedo se sia accessibile e pensato anche per bambini con disabilità: certo, mi rispondono, dovrà esserci un educatore professionale per ciascuno di loro e sarà predisposto un progetto specifico al fine di modulare e adattare le attività affinché siano accessibili, sempre garantendo la massima attenzione alla sicurezza. Perfetto! Chiamo allora la responsabile della cooperativa che si occupa dell'organizzazione per sincerarmi della fattibilità soprattutto in merito ai protocolli di sicurezza: mia figlia ha disabilità cognitiva, non porta la mascherina, non tiene le distanze, … La signora, molto gentile, mi rassicura, anzi, si dice più preoccupata per la parte burocratica che per l'organizzazione delle attività. Io, ingenuamente, le dico che no, la burocrazia non mi spaventa dopo nove anni da caregiver, e poi l'amministrazione comunale si è mostrata sempre così attenta alle politiche sociali... E invece... Giovedì l'assistente sociale mi scrive che in quanto beneficiari della misura B1 di Regione Lombardia, quest'anno l'educatrice per il CRET sarà a nostro carico! Piccola parentesi per chi non risiede in Lombardia: ai sensi della delibera regionale 2862/2020, la misura B1 prevede per un caso come il nostro, con bimba con disabilità gravissima che frequenta la scuola, l'erogazione di un bonus mensile di 600€ per compensare l'assistenza fornita dal caregiver e/o da personale di assistenza impiegato con regolare contratto, innalzato a 900€ nei mesi di luglio e agosto a compensazione del maggior onere assistenziale per il caregiver familiare dovuto al periodo di chiusura della scuola. Il buono può essere integrato da un voucher mensile fino ad un valore massimo di 600€ per i minori, da utilizzare per interventi di sollievo per la famiglia, assistenza al domicilio, centri estivi, ecc... (per favore non pensate che siano tanti soldi... sono senza dubbio meglio di niente, ma tanti proprio no!) Sarebbe corretto chiedere di utilizzare il voucher della misura B1, che però anche qualora ci venisse erogato per l'importo massimo di 600€ non coprirebbe il monte ore totale (abbiamo chiesto di iscrivere nostra figlia per quattro ore al giorno per tre settimane), e coprire le ore rimanenti mediante le risorse del Comune, come d'altra parte fatto lo scorso anno senza porre nessuna difficoltà. Ovvio pensare che il diverso orientamento sia dovuto a ragioni economiche, ma possibile che si debba risparmiare sempre su di noi?! L'educatore professionale, che costa circa 21€/h, è necessario per rendere accessibile il CRET ad un bambino con disabilità: ci troveremmo così nella situazione in cui mentre alle altre famiglie viene chiesto di pagare solo l'iscrizione, a noi viene chiesto di pagare sia l'iscrizione che l'accessibilità. Non ci sto! Siccome i tempi sono molto stretti in quanto l'applicazione dei protocolli anti-covid richiedono un'organizzazione molto stringente, chiedo subito consiglio ad Alessandra Corradi, presidente dell'associazione Genitori Tosti in Tutti i Posti onlus, che ringrazio tantissimo per la competenza e per essere sempre disponibile nel momento del bisogno. Mi scrive: “Cosa dice il regolamento del CRET? Chiedi i riferimenti normativi!” Le rispondo che per i riferimenti normativi chiedo subito, mentre riguardo al regolamento del CRET hanno detto che sarà inviato con l'accettazione della preiscrizione.. Alessandra mi fa notare che però esiste una legge sulla trasparenza degli atti amministrativi che andrebbe applicata.. Parole magiche, cito la legge sulla trasparenza al Comune e dopo pochissimo il regolamento appare sul sito! Nel frattempo, mentre aspetto i riferimenti normativi dall'assistente sociale, inizio a chiedere delucidazioni all'assessore che segue l'organizzazione del CRET, che mi rimanda all'assessore ai Servizi Sociali. Devo dire che sono state entrambe molto gentili e veloci nelle risposte, nonostante fossimo ormai arrivati al fine settimana. Mi viene precisato che la responsabilità di queste decisioni è in capo all'assistente sociale ai sensi dell'art.1 della Legge 84/93 e mi viene indicato come riferimento normativo il DGR 2862/2020 di Regione Lombardia (quello relativo alle misure B1 e B2), del quale mi riportano il paragrafo che descrive le finalità del voucher, senza fare però riferimento al voucher e lasciando quindi intendere che questa fosse la finalità di tutta la misura B1. Che abbiano sbagliato a interpretare la normativa? Non mi sorprenderebbe, per cui provo a spiegargliela io... Lunedì, termine ultimo per la presentazione della domanda di iscrizione, arriva finalmente la risposta dell'assistente sociale nella quale si limita a ribadire quanto già scritto, sottolineando come a suo avviso sia corretto utilizzare anche il buono della misura B1 in quanto iscrivendo la bimba al CRET non la dovrei gestire io. E certo: peccato che il CRET copra 4 ore su 24!! Grrr!! Quanto avrei voluto risponderle a tono, ma sarebbe stato inutile perdersi in sterili discussioni. Mi sono quindi limitata a scrivere (a tutti) che avrei chiesto una consulenza legale per verificare l'applicabilità della legge 67.2006 e a chiedere una proroga per la presentazione della domanda di iscrizione. Altra parentesi: la Legge 67.2006 è relativa alle misure per la tutela giudiziaria delle persone con disabilità vittime di discriminazioni. In particolare all'art. 2 comma 2 dice che “si ha discriminazione diretta quando, per motivi connessi alla disabilità, una persona è trattata meno favorevolmente di quanto sia, sia stata o sarebbe trattata una persona non disabile in situazione analoga”. Contestualmente ho scritto al Centro Anti discriminazione Franco Bomprezzi della Ledha, cui va un grandissimo ringraziamento per la velocità di risposta e la disponibilità. Si sono resi disponibili ad inviare una lettera al Comune entro la settimana, ma fortunatamente non ce n'è stato bisogno: è bastato informare il Comune che sarebbero stati contattati dal Centro Anti discriminazione della Ledha per spingere l'amministrazione a cambiare rotta superando la posizione dell'assistente sociale e facendosi carico della copertura delle ore extra voucher! Vittoria! I diritti di nostra figlia sono stati rispettati! Essere Genitori Tosti costa tante risorse fisiche e mentali (quando non economiche) che preferiremmo indubbiamente spendere per i nostri figli (o più in generale per i nostri cari). Purtroppo però non ci sono alternative se vogliamo garantire loro la migliore qualità di vita possibile: bisogna rimboccarsi le maniche, mettersi d'impegno, informarsi e almeno provare, nel nostro piccolo, a fare un passo avanti verso un mondo più giusto.


(testimonainza di una associata Genitori Tosti; in foto Frodo Baggins e Samvise Gamgee)