giovedì 11 novembre 2010

Il "tenore" di vita e i "bassi" della politica

Leggendo l'ultimo post di mresciani sulla vicenda della 162 in Sardegna (ricordiamo che questi genitori stanno lottando per i diritti dei loro figli dal dicembre del 2009, quasi 12 mesi, un anno!) non ho potuto fare a meno di buttar giù alcune considerazioni.
Intanto: nel resto del nostro Paese come siamo messi con l'applicazione di questa legge? Quanti ne fruiscono e come sono realizzati i progetti?
Dal feedback che mi giunge dalle numerose testimonianze di altri genitori, di tutt'Italia, che raccolgo da tre anni a questa parte, posso dire che questa legge è praticamente sconosciuta.
Andando poi a cercare sul web ci si fa un'idea di come ogni Comune interpreti le leggi NAZIONALI ponendo delle limitazioni arbitrarie: limiti di età, limiti di reddito, restrizioni in base alle patologie.... insomma: un bel minestrone!
Mi domando se, questi politici, che hanno il potere di applicare le leggi o meglio di stanziare i fondi per applicarle, perchè il busillis sta tutto nei soldi al giorno d'oggi, si siano mai chiesti a cosa servano questi progetti per la vita indipendente per i disabili.
Se cambiassero punto d'osservazione e cioè se guardassero a come è il tenore di vita dei genitori che hanno un figlio disabile, forse capirebbero.
Com'è il tenore di vita dei genitori?
Facciamo un esempio: una coppia tra i 40 e 50 anni con due figli suppergiù adolescenti, mettiamo che lavori solo il padre e la madre ha scelto di dedicarsi alla famiglia. Possiamo immaginare tutti com'è questo tenore, e come sia il tran tran giornaliero.
Adesso prendiamo un'altra coppia in tutto e per tutto simile alla prima con l'unica differenza che uno dei figli è disabile grave.
Con l'espressione disabile grave si riunisce una vasta gamma di situazioni, per farci capire diciamo che "grave" consiste nel non essere in grado di compiere le normali azioni che tutti noi sappiamo compiere che non vuol dire solo "sono allettato" o "sono sulla carrozzina" ma anche se cammino e parlo e ci vedo o ci sento benissimo e magari faccio anche sport a livello agonistico o sono un artista del modellismo, putacaso, io "disabile grave" messo in una situazione normalissima come nadare a comprare il latte al negozio sottocasa non so neanche da parte iniziare.
Rendo l'idea?
Vorrei riuscire a spiegare alle persone normali cosa significa accudire un figlio che non si muove o che non ci vede oppure che non trova la spazzola perchè i suoi schemi mentali sono così diversi per cui o gli oggetti sono sempre nella medesima posizione e sono sempre gli stessi o lui non vedrà mai la spazzola anche se ce l'ha davanti al naso.
Vorrei farvi capire cosa vuol dire comunicare con un figlio che non parla o parla in un modo tutto suo.
Oppure cosa vuol dire gestire un figlio autistico.
Vorrei riuscire a spiegare cosa significa uscire con il proprio figlio "diverso", che magari riesce a bere solo stando sdraiato e quindi l'autonomia dell'uscita è molto breve – a volte, fuori, non esistono nemmeno i bagni per normodotati e sappiamo tutti come stanno messi i bagni per disabili in Italia.
Vorrei spiegare cosa significa essere bloccati in casa cioè proprio non poter uscire neanche per andare all'edicola angolo o magari a portare il bimbo al parco per la barriera architettonica di 7 miserrimi gradini e tu sei da mesi in lotta con asl e quant'altri perchè ti senti dire che l'ausilio che richiedi non esiste, costa troppo, non è sicuro e via di queste amenità.
Vorrei che la gente normale si rendesse conto di cosa vuol dire iscrivere tuo figlio a scuola e ogni anno, da anni, devi ricorrere agli avvocati perchè lui abbia qualcosa che è garantito per tutti dalla Costituzione (il diritto allo studio) ma che in realtà è una battaglia per equipararlo allo status di persona e non di alieno da integrare; l'avvocato è l'ultima spiaggia, dopo battaglie a colpi di raccomandate e colloqui etc in cui tu genitore, ormai ti sei fatto una cultura da leguleio – al massimo un genitore di bambino normodotato va a lamentarsi perchè manca la carta igienica, la carta per le fotocopie non certo perchè suo figlio viene discriminato, parcheggiato in corridoio quando non rifiutato e sicuramente non si deve pagare di tasca propria la formazione degli insegnanti.
Non sono sicura di riuscire a descrivere bene tutto quello che tocca ad una famiglia come le nostre, perchè ogni settore della vita comporta un'estrema fatica e un notevole esborso di denaro. Dover decidere se mangiare e pagare le bollette oppure offrire a tuo figlio ulteriori ore di terapia, assistenza, svago oppure portarlo dallo specialista tal dei tali, che riceve solo privatamente, non è un bel passatempo.
Chi non vive sulla propria pelle queste cose, difficilmente riesce ad immaginarsi com'è.
Stiamo parlando di qualche milione di italiani e relative famiglie, la cifra esatta non ve la posso dire perchè non la sa l'Istat e manco il Censis.
Alcuni politici del nostro Paese, però, hanno le idee chiare: la stragrande maggioranza di questi milioni in realtà fa finta e percepisce dei soldi dallo Stato illecitamente. Per cui è scattata la monovra della caccia alle streghe e i fondi, per le leggi che vanno a tutelare le persone disabili, sono stati ulteriormente e pesantemente ridotti se non azzerati.
Leggevo questo articolo di Franco Bomprezzi in cui si chiede "dobbiamo ancora alzare la voce o sarebbe più corretto abbassare il fruscio, il rumore di fondo?".
Se tutti, uniti, parlassimo e continuassimo a farlo non ci sarebbe bisogno di alzare la voce. Né ci sarebbe bisogno di queste umilianti azioni come la protesta dei malati di SLA, indegne di un Paese che vorrebbe definirsi civile.

domenica 7 novembre 2010

L'onda sarda

di mresciani:
Cresce l'onda di protesta.
E' la protesta dei disabili e dei loro familiari per la delibera 34/30 presentata il 18 ottobre u.s. dall'Assessore Regionale alla Sanità della Sardegna.
Una delibera che ha una sola finalità: un taglio netto ai contributi che una legge nazionale, la 162/98, eroga alle famiglie dei disabili per vedere realizzati dei progetti di vita, sia come assistenza che come progetti per l'autonomia, per la cosiddetta "vita indipendente".
Pian pianino si stavano tracciando e raggiungendo del bellissimi obiettivi per persone che, come unica alternativa, avevano il ricovero in un qualche istituto, oppure, progetti per migliorare la scolarizzazione e la socializzazione. Progetti anche per persone che, finito il periodo della scuola dell'obbligo, si vedevano chiuse tutte le porte: con la 162 tante porte invece si sono aperte.
Questa delibera, nei giorni scorsi, è calata come una mannaia su una categoria di persone che già la vita ha abbastanza umiliato sotto tanti punti di vista, sia come aspetto sanitario, sia come aspetto dell'inclusione scolastica/diritto allo studio, negando a tanti, nonostante le leggi esistano, una loro effettiva integrazione che invece si traduce, nella realtà, per la maggior parte dei casi, in un semplice INSERIMENTO.
Il 4 novembre u.s. la Fish Sardegna ha organizzato una manifestazione davanti al Consiglio Regionale per contestare questa delibera, manifestazione alla quale hanno partecipato tante altre associazioni dell'isola e singole persone disabili e non, operatori del settore, medici e tanti altri. Qui il video.
Il segnale è stato chiaro e netto, tanto che una delegazione (c'ero anche io) è stata ricevuta da qualche capo gruppo consiliare: le cose che non vanno nella delibera sono state ampiamente illustrate.
Non vanno bene i criteri proposti per l'attuazione e la cifra che, nonostante si dica sia la stessa dell'anno scorso, è stata ridotta di 25 milioni di euro.
La matematica continua a non essere un'opinione, per noi, e, se l'anno scorso si sono stanziati 116 milioni e quest'anno 91.5: all'appello ne mancano 25.
A noi familiari dei disabili poco deve importare che si siano attinti dei denari da altri capitoli, magari si può vedere anche quest'anno lo stato di salute della Dinamo e regolarsi di conseguenza.

Volendo, i soldi, si trovano.

Alla riunione c'era anche la deputata Amalia Schirru che ha assicurato presenterà un'interpellanza parlamentare per quanto riguarda questo argomento, mentre invece l'opposizione in Regione presenta una mozione a nome dei consiglieri regionali Mario Bruno e Marco Espa.
Il 5 novembre il Comitato dei familiari per l'attuazione della 162 (*) cui io sono orgogliosa di appartenere, si è riunito in Assemblea all'Hotel Mediterraneo alle ore 16, la riunione è stata molto partecipata.
Moltissime le presenze, tanto che la sala purtroppo non ha potuto accogliere tutti, ci sono stati oltre ai familiari dei disabili e disabili, politici, operatori, insegnanti, dirigenti scolastici, tantissimi, oltre ai giornalisti e cameraman.
Sono stati dibattuti tutti i punti della delibera e ci siamo dati un appuntamento per una grande manifestazione, la cui data è ancora da stabilire, perchè ci sono vari impegni dei politici da rispettare, e comunque non dobbiamo andare oltre il 22 novembre, perchè da quella data in poi si deve parlare di bilancio regionale.
Abbiamo tempo sino al 15 dicembre 2010 per apportare modifiche alla delibera.
La nostra decisione è ferma: i soldi sono insufficienti e le norme di attuazione sono assurde e discriminanti per taluni.
La 162 è stata, per la Regione Sardegna, un fiore all'occhiello. Adesso non vorremmo che questo fiore all'occhiello appassisse e sparisse, cancellando anni di buone prassi.
Si deve andare avanti e non indietro: fare i gamberi non è nel nostro spirito, i nostri disabili vanno salvaguardati e rispettati ricordandoci che dietro di loro ad assisterli ci sono anche tante persone che per gli effetti di questa delibera perderanno il posto di lavoro.
Posti di lavoro preziosi per la MINIMA SOPRAVVIVENZA, la cui mancanza, purtroppo, nella nostra Regione, già martoriata da investimenti sbagliati nell'Industria e quant'altro, ha ridotto la nostra terra ad avere un altissimo indice di disoccupazione e INOCUPPAZIONE.
Non si può proprio andare avanti così, siamo arrivati ad un punto di non ritorno.
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(*) l'elenco delle associazioni aderenti al Comitato dei familiari per l'attuazione della L.162 in Sardegna piani personalizzati di sostegno alle persone con disabilità grave:
ABC Associazione Bambini Cerebrolesi Sardegna
Associazione Italiana Sindrome di Williams, Sardegna
Associazione Italiana Sindrome X Fragile, Sardegna
Associazione Sindrome di Crisponi e Malattie Rare, Sardegna
ASARP Associazione Sarda per la Riforma Psichiatrica, Cagliari
Associazione Sindrome di Marfan, Sardegna
Associazione Nazionale del Volontariato per l’Integrazione e Promozione Sociale dei
Disabili, degli Ipovedenti, dei Ciechi, degli Anziani e delle loro Famiglie Sardegna
ASBI Associazione Spina Bifida e idrocefalo Sardegna
Centro Down
Comunità Papa Giovanni XXIII
Diversamente Onlus
Genitori tosti in tutti i posti
UNIAMO Federazione Italiana Malattie Rare, Sardegna
Associazione Dopo di noi, Senorbì
Effathà, Gallura
Is Angelus, Sinnai
Il Girotondo, Terralba
Il Risveglio, Porto Torres
Ogliastra Informa
Un Raggio di Sole per un Sorriso, Decimomannu
Associazione Delfino di San Gavino
Singoli, Famiglie ed Esponenti del movimento della vita indipendente di tutte le province sarde

sabato 6 novembre 2010

Ancora sull'amianto o meglio: Amianto mai più!


Il mese scorso, grazie alla segnalazione di mresciani, abbiamo parlato dell'amianto e del caso delle scuole sarde.
Purtroppo non si tratta solo delle scuole e non solo in Sardegna, è qualcosa che riguarda noi tutti ma, per un meccanismo bizzarro e, inspiegabile, nessuno ci fa caso.
Cito una frase che mi ha colpito tantissimo tratta dal sito dell'associazione "Amianto mai più":
"In Italia dove se ne parla meno che negli altri paesi europei la situazione è gravissima".
Segnalo questo articolo uscito ieri.
Credo sia utile visionare questo video. Dura un po' ma, se davvero volete informarvi e capire, vale la pena guardarlo.
Un paio di info sulla situazione in Sardegna:
- dal blog di Andrea Scano
- la pagina facebook Esposti Amianto

giovedì 4 novembre 2010

Vietato ai minori, anche in Sardegna


Ricordate questo post?
Esistono delle interpretazioni arbitrarie delle leggi, dedicate alle persone con disabilità, che vengono applicate con nonchalanche: ribadiamo, sempre con la consueta fermezza, che da nessuna parte è scritto che ci siano limitazioni legate all'età perchè queste leggi sono ancorate alla certificazione di disabilità e non a parametri anagrafici.
Sentite cosa ci racconta mresciani a proposito della Legge 162 in Sardegna:


Assessore, è da un po' che mi sto chiedendo perchè i bambini da 0 a 3 anni non devono rientrare nella legge L.162/98.

Sapevo, da qualche mese, che PROBABILMENTE AVRESTE COLPITO QUESTA FASCIA DI ETA' PERO' SI DOVEVA ASPETTARE LA DELIBERA PER AVERE CERTEZZE!!
Questa cosa mi sta tormentando nonostante io non abbia figli disabili in quella fascia di età e facendo i dovuti riscontri abbiamo visto che sono all'incirca 240 i casi in Sardegna che rientrano in quella fascia...
Recita la sua delibera n.34/30, per quel che riguarda questo punto:
"il piano va presentato solo nel caso in cui il medico ritenga che per la gravità e particolarità della patologia del bambino siano necessari da parte della famiglia compiti di cura e assistenza superiori rispetto a quelli normalmente prestati ai bambini non disabili della stessa età".

In quella fascia di età ci possono essere bambini con gravi danni da parto, malattie cromosomiche, malattie metaboliche, malattie rare e tanto altro.
Mi sembra superfluo evidenziare, da parte di un medico, che per questi tipi di malattie siano necessarie compiti di cura SUPERIORI.
Non dobbiamo limitarci a cambiare il panno al bimbo malato, se questo Lei intendeva: come lo si cambia al sano lo si cambia al malato!!
Per certi tipi di malattia tipo Down è importantissimo che la terapia si faccia subitissimo, le cure è comprensibile che siano completamente diverse.

A me sembra questo evidenziare nella delibera da parte di un medico la MAGGIOR CURA PER IL DISABILE DA 0 A 3 ANNI una grande offesa nei confronti della famiglia e un fregarsene altamente DI TANTE SENTENZE - vedi Corte di Cassazione sentenza n.1337/2003 e n.4623/2010, oltrechè della Convenzione ONU sui diritti ai disabili e la legge 76/2006 sulla discriminazione nei confronti delle persone disabili.
Mi sembra che fosse stato già evidenziato a gennaio dell'anno in corso questo:
NON ESISTONO DISABILI DI SERIE A E DISABILI DI SERIE B!
La nostra Costituzione sino ad oggi mi sembra che sia abbastanza esplicita e chiara in tutti i suoi punti.
La Costituzione, Assessore, E' SACRA!!!
Assessore, si prenda le SUE RESPONSABILITA' e non dica che noi Associazione e familiari dei disabili abbiamo avvallato questa delibera.
Non c'è niente di più assurdo, perchè noi i bimbi disabili li adoriamo TUTTI anche quelli da 0 A 3 ANNI....
CHE SIA CHIARO!!!