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mercoledì 2 marzo 2022

Si fa presto a dire attivista - L'impresa di Dario


Quando ho iniziato questa mia avventura, ormai più di tre lustri fa, nel mondo della disabilità, non avrei mai pensato che tutto quello che avrei fatto come presidente di associazione si conteneva per intero nel vocabolo "attivista".

Del resto la parola deriva dal sostantivo "attività" cioè "L'esplicazione delle proprie capacità fisiche, intellettuali e pratiche, operosità".

E le attività che tu puoi fare sono
molteplici: raccolta firme, appelli pubblici, campagne informative, flash mob, picchetti, lettere aperte, concorsi a tema, convegni, conferenze, eventi, una mostra, tenere un blog, scrivere un libro e persino attivare una raccolta fondi per finanziare un progetto ad hoc o commercializzare un prodotto o coinvolgere testimonial famosi.

Non ricordo esattamente come ho conosciuto Dario Dongo, ma fu quasi due anni fa.

Dario è un avvocato genovese che vive a Roma, qualche anno fa ebbe un incidente e da allora le sue gambe sono la sua sedia a rotelle.

Che poi è il suo strumento principale di attivista.

Ha fondato, insieme con altri colleghi avvocati, un'associazione, Egalitè che, leggiamo direttamente dalla pagina della mission sul sito web, "aspira a raccogliere la partecipazione di tutti coloro che intendano agire per il bene comune. Riferendo tale concetto all’etica e ai criteri su cui si basano le convenzioni internazionali per i diritti fondamentali dell’uomo e dell’ecosistema. Con peculiare attenzione ai diritti delle comunità più vulnerabili – bambini e anziani, donne e lgbt, disabili e malati – nonché agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (Sustainable Development Goals, SDGs), in Agenda ONU 2030.".

Tra le innumerevoli cose che ha fatto ha dato vita al Disability Pride in Senegal. 

Per chi non lo sapesse il Disability Pride è un evento nato nel 2003 a Chicago per "cambiare quello che la gente pensa e come definisce la disabilità; per porre fine al sentimento di vergogna che provano le persone disabili; per aumentare l'autostima di queste persone perchè la disabilità è qualcosa di naturale ed umano." linberamente traduco dal sito americano. Da Chicago poi altri in America hanno preso l'esempio e nel corso di questi due decenni abbiamo eventi gemelli un po' in tutto il mondo, specie in città molto periferiche dove l'orgoglio disabile è più concentrato e genuino. 

Inoltre Dario ha attivato uno splendido progetto sulla "Sedia Intelligente", cui è stato dedicato un apposito sito web www.egalitech.it

Infine, una grande azione di successo: la denuncia all’Antitrust, per ottenere il riconoscimento dei diritti dei destinatari di ausili prescritti dalle ASL alla loro sostituzione e riparazione, sulla base del Codice del Consumo - chi fosse interessato  può consultare questo link.

Probabilmente Dario l'avrete visto in uno dei suoi video-denuncia che circolano sui social: di denunce, Dario con Egalitè, ne ha sporte e depositate una quantità impressionante.

Per chi è bipede perfettamente deambulante, le barriere non esistono e non ne ha nemmeno la percezione, perché tutta la nostra società è basata sull'abilismo e del resto nessuna delle leggi che riguardano l'abbattimento delle barriere architettoniche (e parliamo solo di barriere fisiche, che non sono le uniche) viene applicata o rispettata, in Italia.

Tutto il nostro Paese è sistematicamente fuori legge, violando totalmente qualsiasi norma in materia, un'intera categoria di cittadini è discriminata in ogni ambito della vita e quindi dei diritti connessi.

Quindi gli attivisti, quelli veri, cercano di "sensibilizzare" come si dice, fanno azioni pubbliche, cercando di uscire sui giornali o di comparire nei programmi televisivi, oltre che aprire un canale con le istituzioni.

Questo che vi invito a vedere è uno dei video di Dario, girato a Genova.

https://www.facebook.com/100000344154302/videos/422903079543640

Per me che, appunto, posso vantare oltre 15 anni di pratica diretta in discriminazioni, abusi e cattiverie varie, pensavo di aver visto abbastanza: è stato un pugno nello stomaco.

Non so se, chi ha l'uso delle gambe, si sia mai seduto, volendo sperimentare, su una sedia a rotelle e l'abbia usata per spostarsi, con la forza delle braccia.

Ecco, bisogna provarle certe cose per capire.

In questa occasione ho cercato di supportare Dario scrivendo al Sindaco di Genova, all'assessore dedicato, all'azienda locale dei trasporti, alla direzione dell'areoporto e alla consulta regionale per la disabilità

Ha risposto solo il portavoce di quest'ultima, asserendo che la città gode di una totale accessibilità.

Tutti gli altri hanno fatto finta di niente, tacendo.

Provare ad avviare almeno un dialogo sulle barriere architettoniche con i comuni italiani e i loro amministratori, e magari rendersi disponibili gratuitamente ed in maniera volontaristica, per attuare finalmente i PEBA come vuole la legge (uscita negli anni 80 del secolo scorso) è un'impresa impossibile.

Soprattutto perché pochissimi sanno quello di cui stai parlando.

La strada per la rivendicazione dei diritti delle persone disabili = lotta all'abilismo, in Italia, è molto lunga e appena agli albori. 

Vi consiglio, perciò, una lettura: ogni volta, tutti, dopo che l'hanno fatta, mi dicono "mi hai aperto un mondo". 

Iniziate da qui se volete cambiare, davvero, la realtà. 

E guardate con altri occhi e altro cuore quello che vi sta attorno.

sabato 29 maggio 2021

Diritto alle vacanze

In molti avrete letto la vicenda della signora che voleva trascorrere una vacanza ad Ischia ed aveva prenotato l'albergo, versando la caparra di ordinanza per confermare la prenotazione.

Poi, in seguito ad un grave motivo personale, è stata costretta a cambiare il periodo della sua vacanza e quando chiama l'albergo per procedere, fa una bruttissima scoperta: l'albergo non ha bagni accessibili quindi la signora non potrebbe nemmeno soggiornarvi, in quanto è sulla sedia a rotelle.

Una bella discriminazione, considerato anche che i luoghi pubblici per legge dovrebbero essere accessibili e al momento di effettuare la prenotazione la struttura è tenuta a garantire l'accessibilità.

Invece qui, chi ha preso la prenotazione proprio non si è curato di specificare l'inaccessibilità del bagno. 

Morale: l'albergatore non intende restituire la caparra.

Non sono avvocato ma credo che chi lavora nel settore dei servizi debba fare di tutto per renderne uno il più eccellente possibile ai suoi clienti. Prenotare una stanza in albergo per una vacanza è contratto tra due parti e come sappiamo i contratti soggiacciono a leggi precise e nel momento in cui una delle due parti non onora al suo impegno scattano le penali e tutto quanto previsto. In bocca al lupo perciò alla signora che per venire a capo della questione si è rivolta ad un politico che ha fatto un post su Fb, portando l'opinione pubblica a conoscenza del fatto.

L'aspetto che ci interessa, in tutta questa storia, riguarda il diritto delle persone con disabilità: tutti,  in quanto persone sono soggetti di diritti. Le persone con disabilità poi possono contare su altre leggi ad hoc che rinforzano questa soggettività.

Esortiamo chiunque, sempre, a non accettare passivamente le ingiustizie e le discriminazioni ma a reagire e a richiedere il giusto; esistono associazioni che si occupano concretamente della tutela legale come Ledha , Luca Coscioni, Egalitè oppure procuratevi il libro di Marco Campanini e iniziate ad informarvi sui vostri diritti, che fa sempre bene.

In seconda battuta: possibile che ancora nel 2021 in Italia esistano strutture ricettive, luoghi, monumenti e mezzi di trasporto ancora non accessibili?

Non è questa una gigantesca DISCRIMINAZIONE nei confronti di tutta una nutrita categoria di persone e loro familiari? 

Le cose si cambiano perchè si mettono in campo delle azioni che coinvolgono un certo numero di persone che vanno ad incidere sulle POLITICHE del Paese.

Perciò eccovi due iniziative, molto interessanti, per cambiare le cose:

1) segnala una spiaggia accessibile: in Italia abbiamo una percentuale infinitamente piccola di stabilimenti balneari accessibili - ricordiamo che la passerella centrale che si interrompe a dieci metri dalla riva o una sedia Job non configura uno stabilimento come accessibile, ci sono tutta una serie di requisiti da rispettare e applicare perchè una spiaggia sia accessibile. Quindi Village 4 all in collaborazione con Legambiente, Turisti per caso - Slowtour e Mondo Balneare ha lanciato una call destinata a turisti ed imprenditori per la segnalazione degli stabilimenti accessibili. A questo link tutti i particolari. 

2) firmate la petizione per avere i concerti - ma anche gli spettacoli teatrali, le sagre, gli eventi sportivi etc ACCESSIBILI: https://www.change.org/p/concerti-ed-eventi-dal-vivo-accessibili-in-tutta-italia

Se poi avete tempo e voglia al ritorno dalle vostre vacanze, raccontateci come è andata sempre all'indirizzo genitoritosti@yahoo.it

Nel frattempo buone vacanze a tutti quelli che le faranno.