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giovedì 21 novembre 2019

CAREGIVER FAMILIARE e Leggi Regionali.


Scena Preistorica Con I Dinosauri Illustrazione di Stock ...
In attesa della legge dello Stato - come sapete  i lavori alla 11a commissione permanente al Senato sono fermi, ben 8 DDL sono stati depositati, prima che cadesse il Governo ad agosto.
L'ultimo in ordine di tempo presentato, è stato indicato come il "prescelto", tipo Neo di Matrix, perchè a firmarlo sono senatori di ogni schieramento. E questo testo è il frutto del lavoro di gruppo ottenuto sulla piattaforma Rousseau, cioè: tutti potevano contribuire, bastava registrarsi sulla piattaforma.
Ora questo è il testo, rendetevene conto da soli.
E, se volete, mandateci le vostre impressioni.
Da agosto in qua da qualsiasi parte interessata - cioè i caregiver - si è levata ogni tipo di critica.
Lo ripetiamo anche qui: non si può fare una legge BUONA e VALIDA che ha come destinatari una certa categoria,  senza far parte di quella categoria.
Si rischia di scivolare nel ridicolo e nell'offensivo. 
E non si capisce come un testo sia già quello che verrà approvato, se ancora non è stato esaminato.
Intanto che ci facciamo queste domande, cui forse non avremo mai risposta, ci siamo chiesti cosa stia succedendo a livello regionale, cioè come le regioni si pongano di fronte alla questione.
Come sappiamo L'Emilia Romagna è stata la prima regione (2014) ad approvare una legge dedicata, qui è consultabile il testo.
Ma anche la Regione Campania,  nel 2017 ha approvato una legge.
Di qualche giorno addietro è la notizia che anche la Regione Lombardia si sta muovendo in questo senso.
Da Lombardiasociale.it si legge:

E’ stata ora promossa una nuova legge regionale di iniziativa popolare sui caregiver, su iniziativa di Acli Lombardia e con una adesione ampia di soggetti: Anci, Forum del Terzo Settore, i tre sindacati confederali dei pensionati e una serie di soggetti del mondo associativo quali Auser, Arci, Anteas ed altri.
  • Promuovere lo sviluppo di una rete che non sia la semplice sommatoria di singole prestazioni isolate che lasciano le famiglie sole, in balìa delle loro risorse e dei contesti in cui sono collocate, in cui quindi sia centrale e realmente agita la presa in carico pubblica e l’accompagnamento alla progettazione dei percorsi.
  • Valorizzare ciò che già esiste, aiutando a ricomporre le varie parti di un mosaico di prestazioni e aiuti complesso e, a oggi, di fatto inaccessibile per i più.
  • Sviluppare una moderna rete di aiuti, che arrivi anche là dove mancano figure di caregiver familiari, nella consapevolezza che il numero di persone con disabilità e anziani non autosufficienti soli crescerà negli anni.
E’ in corso la raccolta delle firme (ne servono almeno 5.000 entro marzo 2020). L’iniziativa potrà aprire, dopo il livello nazionale, anche per la Lombardia una nuova stagione di sostegni nei confronti di una figura che sarà sempre più cruciale negli anni a venire. Evitando ogni forma di “delega” nei confronti di questa figura, ma anzi valorizzandola e collegandola nell’ambito di una rinnovate rete di servizi alla persona.
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E le altre regioni italiane?
Non vi sembra che manchi qualcosa? E cioè un ente/sportello  che informi, su tutto questo, l'utenza? 
'E assurdo che una associazione piccolissima come la nostra si sobbarchi di fotografare e quindi studiare/monitorare la situazione.
Speriamo che sia chiaro a tutti che la legge che deve essere approvata  debba semplicemente riconoscere la categoria dei caregiver familiari come LAVORATORI. Non ce ne facciamo nulla della pietà di nessuno che ci reputa dei volontari pieni d'amore. A noi spetta uno stipendio, le ferie, la malattia, le sostituzioni..... tutto il resto è aria fritta.
Il caregiving è un LAVORO usurante e totalmente assorbente perchè l'oggetto del nostro lavoro è una persona che non è autonoma in nulla e noi dobbiamo fare tutto in sua vece, oltre che ad assolvere i compiti di cura, a badare alla casa e agli altri figli, magari al nostro lavoro se ne conserviamo uno e alla nostra vita se avanzano 5 minuti .
Non si tratta di badare ad una forma vivente di tipo vegetativo (il famoso geranio da annaffiare di imprudentiana memoria) ma si tratta di una Persona, che ha ogni diritto di uscire di casa e fruire di ogni luogo/attività, indipendentemente dalla sua condizione.
E quindi ora guadatevi questo video, la signora bionda a destra è la senatrice Simona Nocerino, prima firmatario del DDL di agosto. L'altro signore è un giornalista.
Ciò che sciocca è che sembrano i presentatori di Bim Bum Bam, target bambini che devono giocare.
Per tutto il resto scriveteci.
Seguite la nostra pagina, condividete e supportate la nostra campagna e continuate a leggerci.
#unaleggebuonapertutti 

martedì 9 giugno 2009

VIETATO AI MINORI!

Capita di frequente di leggere, nei forum o nei siti dedicati, richieste di chiarimento, sfoghi, resoconti di rocamboleschi episodi da parte di genitori; la frase ricorrente è "Mi hanno detto che sotto i tre anni il servizio non c'è, non se ne ha diritto".
FALSO!
Chi ve lo dice compie un abuso, discrimina i vostri figli e non adempie al suo lavoro (per il quale invece percepisce uno stipendio).
Così succede che la certificazione dell'invalidità (e tutto quello che ne consegue in termini di benefici e agevolazioni) viene ritardata oltre i tre anni, idem per il pass, il trasporto scolastico (in questo caso al nido), fornitura di pannolini e
altri ausili, assistenza domiciliare.... In casi aberranti e purtroppo non infrequenti,la certificazione scatta quando il bambino/a deve essere iscritto alla scuola elementare.
Circa uno dei tanti diritti negati per "minorennità" leggetevi questa lettera.

Sempre sul tema dell'odierno post, riporto il concetto, giustissimo, ma quasi sempre disatteso nel nostro Paese, esposto da una mamma in un forum:

"Vogliamo chiedere tutte insieme, e non dico per noi, che ormai la frittata e stata non solo cotta, ma anche mangiata.....ma per le nuove famiglie che si trovano, per la prima volta, un bimbo appena nato o subito dopo, con problemi di disabilità .....di imporre ai reparti in ospedale alle dimissioni di informare dove rivolgersi e delle indennità spettanti e delle associazioni e dell'umee territoriali .......che informino per legge subito il comune di residenza e attuino subito il Piano Individuale tra Asl e Comune ???????
La legge dice se il genitore vuole fa richiesta al comune di questo piano da fare con l'Asl, ma se una famiglia non sa dell'esistenza di 'sta cosa, come fa a fare domanda? Credetemi mi accorgo solo ora che per mio figlio era
indispensabile!
Il piano dovrebbe contenere come integrare il bambino a livello sociale, riabilitativo, sportivo ... avvalendosi magari anche degli aiuti di volontari e associazioni non profit.
Insomma, attuare un progetto globale dove, addirittuta, gli assistenti sociali avrebbero avuto l'incarico di verificare se noi genitori fossimo stati in grado di gestire questa nuova inaspettata situazione...la disabilita del bimbo....
Sono stata dalle assistenti sociali sia del mio paese e sia della città, ma non mi han detto un granchè.
L'unico e stato il pediatra, quando cmq a tre anni già avevo sistemato tante strade con voi del forum.........invece pensate che bello se, alle prime dimissioni, che attestino disabilità minori o maggiori, che sian legate poi alla nascita, al parto, a malattie genetiche e non ....un medico o un psicologo ti indicasse già un percorso o, a limite, ti dicessero: "ci vorrà tempo, forse, per una diagnosi piu precisa, ma per ora il bimbo è disabile e quindi hai il diritto e anche il dovere di rivolgerti al tuo Comune e chiedere un progetto individuale".
Già lì, poi, gli assistenti e assessori ai servizi sociali dovrebbero collegarsi con l'Asl e iniziare a stilare questo piano di trattamento personalizzato...".

Tutto quello che un genitore come noi deve sapere circa i diritti dei nostri figli sta qui.
Salvare il documento sul pc o stamparselo per averlo a portata di mano non è poi una brutta idea. Soprattutto quando si devono scrivere quelle noiose ma doverose A.R.

Infine: episodi che non vorremmo più sentire e che non dovrebbero accadere, grazie a papà Cristiano per la segnalazione.

Sottoscrivete e diffondete la lettera sul sostegno a scuola; grazie a i tantissimi che ci hanno scritto e l'hanno pubblicata nei loro siti.