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domenica 5 novembre 2023

Al lupo, al lupo!

 


Negli ultimi giorni si sono affastellati articoli che riportano il taglio (addirittura sul filo di lana aumentato fino a 400 milioni) ai danni degli interventi per le politiche sulla disabilità.

Prima di trarre conclusioni su dichiarazioni di terzi, sarebbe consigliabile partire dal dato certo e incontrovertibile del documento, cioè su quanto scritto nella bozza della manovra finanziaria datato 30 ottobre 2023 e così approdato in parlamento per una prima lettura.

Immagino che, dopo la lettura, i vari parlamentari appronteranno le loro osservazioni e quindi ci sarà tutta una fase di approvazione di ciascun articolo della legge finanziaria, con dibattito e, si spera, accesa battaglia su certi punti fulcrali della manovra, come appunto i provvedimenti che vanno a interessare le fasce più deboli della popolazione.

Al momento la manovra prevede questo, per il mondo che ci riguarda, leggiamo insieme, in grassetto i miei commenti:


Capo III Disabilità

ART. 40.

(Fondo Unico per l’inclusione delle persone con disabilità)

1. Al fine di assicurare un’efficiente programmazione delle politiche per l'inclusione,

l'accessibilità e il sostegno a favore delle persone con disabilità, a decorrere dal 1°

gennaio 2024 è istituito nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle

finanze, per il successivo trasferimento al bilancio autonomo della Presidenza del

Consiglio dei ministri, il Fondo unico per l’inclusione delle persone con disabilità

con una dotazione di euro 231.807.485 euro annui a decorrere dall’anno 2024.


Quindi abbiamo un fondo ex novo di 231.807.485 euro per ogni anno.


2. A decorrere dal 1° gennaio 2024:


a)l’articolo 34, commi 1, 2 e 2-bis del decreto legge 22 marzo 2021, n. 41, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 maggio 2021, n. 69,

b) l’articolo 1, commi 179 e 180 della legge 30 dicembre 2021, n. 234,

c)l’articolo 1, comma 254, legge 27 dicembre 2017, n. 205,

d)l’articolo 1, comma 456, della legge 30 dicembre 2018, n. 145,

sono abrogati.


Ho suddiviso io con lettere per far capire meglio quanti articoli di quali leggi sono stati abrograti.

a) La legge 69/2021 modifica un decreto legge al cui articolo 34 troviamo l’istituzione del famoso fondoper l'inclusione delle persone con disabilita'», con una dotazione di 100 milioni di euro per l'anno 2021, il cui stanziamento e' trasferito al bilancio autonomo della Presidenza del Consiglio dei ministri. “ Cui sono stati aggiunti 20 e 35 milioni per gli anni successivi.

b) la legge 234/2021 riguarda i fondi stanziati per gli asacom e nello specifico “con una dotazione di 100 milioni di euro a decorrere dall'anno 2022. “.

c) questo è il famoso comma della finanziaria 2018 dove si stanziavano 20 milioni all’anno per un triennio = 60 milioni, per la legge sul riconoscimento del caregiver familire che poi non fu approvata nella legislatura. Questi 60 milioni poi furono incrementati fino ad arrivare a 75. E, se vi ricordate bene, poi la ministro Bonetti non si sa come né perché – nessuno lo hai spiegato – li dirottò alle Regioni tramutandoli magicamente in  68 milioni, che sono stati distribuiti come sappiamo e con quali elefantiaci tempi.. Quindi la dotazione finanziaria del primo triennio, per la legge sui caregiver è stata spolpata. Successivamente, nella finanziaria 2021 (L. 178/2020) al comma 134 leggiamo: “E' istituito nello stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali un fondo, con una dotazione di 30 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021, 2022 e 2023, destinato alla copertura finanziaria di interventi legislativi finalizzati al riconoscimento del valore sociale ed economico dell'attivita' di cura non professionale svolta dal caregiver familiare, come definito dal comma 255 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2017, n. 205.”.

La domanda sorge spontanea: e questi 90 milioni, giacenti chissà dove, che fine fanno? A questo vorrei rispondesse non solo la ministro Locatelli ma anche chiunque in parlamento, a partire dai segretari dei partiti o loro portavoce. 'E ora di smetterla di trattare l’argomento come qualcosa di serie Z, qualcosa in funzione delle persone con disabilità e qualcosa di inferiore al badantato!

d) In barba alla direttiva europea (!) si cancella il fondo istituito per la LIS, l’interpretariato e quanto pertiene alla tecnologia connessa alla LIS.

Quindi: tolti i famosi 75 milioni del comma 254 che, come abbiamo spiegato non esistono più, a quanto ammonta in totale lo smantellamento degli altri fondi ? E sono stati presi quanti e quali soldi destinati alle politiche per la disabilità per finanziare altre voci di bilancio? E queste manovre sono tutte legali, cioè è normale che per gli interventi finanziari un Governo faccia così?


Proseguiamo nella lettura dell’art.40 :


3. Le risorse di cui al comma 1 sono destinate a finanziare iniziative collegate a una

delle seguenti finalità:

a) potenziamento dei servizi di assistenza all'autonomia e alla comunicazione per

gli alunni con disabilità della scuola dell’infanzia, della scuola primaria e della

scuola secondaria di primo e secondo grado;

b) promozione e realizzazione di infrastrutture, anche digitali, per le politiche di

inclusione delle persone con disabilità, anche destinate ad attività ludico-sportive;

c) inclusione lavorativa e sportiva;

d) turismo accessibile;

e) iniziative dedicate alle persone con disturbi del neuro-sviluppo e dello spettro

autistico;

f) interventi finalizzati al riconoscimento del valore sociale ed economico dell'attività

di cura non professionale del caregiver familiare;

g) promozione della piena ed effettiva inclusione sociale delle persone sorde e con

ipoacusia, anche attraverso la realizzazione di progetti sperimentali per la

diffusione di servizi di interpretariato in lingua dei segni italiana (LIS) e

videointerpretariato a distanza nonché per favorire l'uso di tecnologie innovative

finalizzate all'abbattimento delle barriere alla comunicazione;

h) iniziative e progetti di rilevanza nazionale per la promozione dell’accessibilità e

inclusione delle persone con disabilità;

4. L'utilizzo del fondo, per le finalità di cui alle lettere da a) a h), del comma 3 di cui

al presente articolo è disposto con uno o più decreti dell’Autorità politica delegata

in materia di disabilità adottati di concerto con il Ministro dell'economia e delle

finanze e con gli altri Ministri per le parti di rispettiva competenza. I decreti di cui

al primo periodo, sono adottati, sentita la Conferenza unificata di cui all’articolo 8,

del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281 per le finalità di cui alle lettere b), c),

d), e), f) g), h), e per le finalità di cui alla lettera a), acquisita l’intesa in sede di

Conferenza unificata.


5. A decorrere dall’anno 2025, gli enti territoriali beneficiari delle risorse di cui al

comma 1 sono sottoposti a monitoraggio e rendicontazione ai fini della definizione

degli obiettivi di servizio.


6. Il Fondo di cui all’articolo 1, comma 178, della legge 30 dicembre 2021, n. 234,

è incrementato di 85 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2026.


Da semplice cittadina e non da specialista in bilanci statali o politologa o che, le domande che mi faccio sono: se è vero che c’erano 350 milioni e li hanno usati per altro poichè non sono stati utilizzati – ma, in base alle dichiarazioni della ministro per la disabilità Alessandra Locatelli, non sono stati utilizzati perché avrebbero dovuto esserci i decreti attuativi alla legge delega sulla disabilità, ma verranno restituiti nel 2025, perché chi ne aveva potere e competenza non si è adoperato per fare uscire i decreti attuativi in tempo e così poter distribuire ai beneficiari quei 350 milioni? Qui smacca il silenzio di entrambe le federazioni FISH e FAND, com’è che non hanno detto nulla? O mi sono persa qualcosa?

Poi: viene cancellato il fondo suddetto e ne viene creato un altro? 231etc milioni sono sempre 231 etc milioni, il fatto è che, comunque sono sempre troppo pochi i fondi stanziati per qualsiasi manovra che riguardi il mondo della disabilità.

Se poi andiamo a vedere nel dettaglio, questi milioni stanziati sono da dirottare alle Regioni per:

1) pagare gli ASACOM dalla scuola dell’infanzia alle superiori in tutta Italia;

2) infrastrutture, anche digitali, per l’inclusione anche ludico sportiva (sportelli in presenza e siti intenet che pubblicizzano lo sport e/o la cultura?);

3) inclusione lavorativa e sportiva;

4) turismo accessibile;

5) iniziative per persone nello spettro autistico;

6) interventi per il caregiver familiare (cosa vorrebbe dire il “riconoscimento del valore economico del lavoro di cura”? Ci danno una medaglia?);

7) inclusione persone sorde/ipoacusiche e progetti sperimentali per la LIS;

8) accessibilità ed inclusione delle persone con disabilità;

Francamente un minestrone.

Trovo, nelle 260 pagine del documento, assenze significative: misure per l'inclusione scolastica =docenti di sostegno, tecnologia assistiva, formazione del personale etc , l'accesso alle cure e alla riabilitazione e poi l'accessibilità -  nessun fondo per opere di sbarrieramento nel Paese che è stato appena denunciato per non aver applicato la direttiva europea in merito??

Facciamo un conto a spanne: dividiamo questi 231 milioni per 20 che sono le Regioni: vien 11.550 milioni a Regione.

Per finanziare che cosa?

Allora l’informazione che, attraverso i comunicati e i media, deve passare è  “Ci sono troppo pochi o meno del solito fondi destinati al mondo della disabilità!”. Oppure: “Al lupo al lupo, ci hanno rubato i fondi!”?

Chi è che deve vigilare ed intervenire se non vengono rispettate le leggi nazionali e addirittura, persino, le direttive europee?

Chi è che ci rappresenta ai vari tavoli, agli osservatori e in tutti quei posti dove vengono prese le decisioni?

E i politici? Quali sono i politici e i partiti che davvero si battono per i diritti delle persone con disabilità?

E bisogna sempre creare allarme agli sgoccioli? Durante il resto dell’anno che si fa?

Sarebbe interessante avere queste risposte. Che sarebbero un ottimo punto di partenza.

Infine, credo sia giusto puntualizzare che la legge sul caregiver familiare non deve riguardare le persone con disabilità, ma le persone che assistono, i familiari assistenti cioè una categoria a sé, e quindi la pertinenza deve essere del Ministero del lavoro perché si tratta di riconoscere persone che lavorano senza nessun diritto riconosciuto e in sfregio alla Costituzione, in primis. Che poi il 90% di queste persone siano donne in un Paese in cui la disparità di genere è ancora abissale pare non interessare nessuno.

Staremo a veder gli sviluppi perché la finanziaria ancora deve essere approvata.


mercoledì 7 dicembre 2022

Esiste una strategia della cura, in Europa, ma il nostro (nuovo) Governo non lo sa.

Per fare un po' di corretta informazione, riportiamo questo esauriente articolo, uscito lo scorso 3 novembre in seno all'organismo europeo che si occupa di vita indipendente.

Da un anno ormai, al parlamento Europeo, stanno lavorando sul tema della cura, quindi del ruolo dei caregiver familiari e  dei destinatari della cura siano essi minori, con disabilità, anziani. 

Tutto ciò che esiste come normativa, direttive, linee guida e quant'altro, a livello europeo, e che ogni Stato membro deve adottare, spesso è ignorato dal nostro Paese.

Non per niente ancora in Italia non abbiamo una legge per i caregiver né tutta quella serie di interventi e servizi di sollievo per questa figura. La legge sulla non autosufficienza si prospetta difficoltosa. (Ne abbiamo parlato qui). Consideriamo, anche, che la direttiva sulla conciliazione tempo di lavoro/tempo di cura è stata adottata solo a marzo di questo anno, con molto ritardo rispetto all'uscita (2019). Va specificato, però, che l'Europa non considera per nulla i caregiver che non lavorano cioè non hanno un lavoro stipendiato perché hanno dovuto rinunciarvi  a causa del carico imposto dall'assistenza al proprio caro che, nei casi più gravi, necessita una presenza h24. Ricordiamo che in Italia questa tipologia di caregiver è di circa un milione di persone. Questa "mancanza" europea è dovuta al fatto che all'estero, diversamente da noi, esistono servizi ed interventi per cui una persona può continuare a conservare il posto di lavoro anche con un carico di cura h24. 

Nell'attesa di sapere come e se  si muoverà il nostro Governo, leggiamoci con attenzione quanto segue, le parti evidenziate in giallo sono nostre:

La strategia europea della cura si occupa di disabilità?

di Florian Sanden (*)

Il 7 settembre la Commissione Europea ha pubblicato la tanto attesa European Care Strategy, che cerca di affrontare i bisogni di sostegno di vari gruppi come gli anziani ei disabili. La strategia è stata annunciata come un passo nella giusta direzione dalle organizzazioni non governative e dall'Unione europea dei servizi pubblici .

Sfortunatamente, la maggior parte degli elogi, così come la strategia stessa, hanno ignorato gli sviluppi chiave nei diritti dei disabili negli ultimi anni, a partire dall'adozione della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità (UNCRPD) nel 2006. Tutti gli Stati membri dell'Unione Europea hanno firmato la convenzione, così come l'UE collettivamente nel 2007. La strategia europea per l'assistenza ha segnalato l'intenzione di rispettare la convenzione, ma i paragrafi successivi, e in particolare la bozza di una raccomandazione del Consiglio dell'UE sull'assistenza a lungo termine, non sono stati all'altezza sfida.

Modello medico

Prima di tutto, trattare la disabilità come un sotto tema della cura difficilmente rispetta l'UNCRPD. Mettere qualcuno sotto tutela implica inevitabilmente che non ci sia più speranza per la sua piena partecipazione alla società. La lettera e lo spirito della convenzione confermano invece il diritto inalienabile delle persone disabili a partecipare a tutti gli ambiti della vita su base di uguaglianza con gli altri. Ciò significa che le persone disabili hanno lo stesso diritto al lavoro, all'istruzione, al tempo libero e alla famiglia eba tutte le altre cose che le persone fanno. Le persone disabili hanno quindi diritto a una vita indipendente . Alcuni richiedono supporto per raggiungere questo obiettivo, a cui hanno diritto. Il sostegno che riceve una persona disabile deve comunque avere sempre l'obiettivo di consentire una piena partecipazione sociale. Mettere qualcuno in cura implica metterlo sotto l'autorità di un medico. Questa è un'incarnazione del modello medico della disabilità , che è categoricamente respinto dall'UNCRPD.

Il progetto di raccomandazione del consiglio, uno dei due atti legislativi proposti dalla strategia, fa riferimento a "strutture residenziali tradizionali" e approcci "incentrati sulla persona" al sostegno della disabilità. Offrire queste scelte come opzioni uguali è inaccettabile dal punto di vista della convenzione.

L'organismo delle Nazioni Unite che sostiene la sua attuazione, il Comitato sui diritti delle persone con disabilità (CRPD), ha pubblicato una serie di documenti sull'interpretazione dei vari articoli. Il suo commento generale (numero 5) sulla vita indipendente afferma chiaramente che l'articolo 19 della convenzione obbliga gli Stati parte a chiudere tutti i tipi di strutture residenziali per disabili. Ai sensi dell'UNCRPD, le strutture residenziali, chiamate anche istituzioni, non sono un'opzione per il sostegno alla disabilità.

Istituzioni più piccole

Sfortunatamente, nessuno Stato parte sta attuando questa parte della convenzione in modo serio, il che si riflette nelle stime del numero di persone disabili che vivono in istituti negli Stati membri dell'UE, che sono rimaste invariate tra il 2007 e il 2019 . Dal punto di vista del movimento per la vita indipendente, molti Stati membri stanno piuttosto costruendo istituzioni più piccole , spesso indicate in termini eufemistici.

Parlando di "contesti di assistenza innovativi, come alloggi condivisi in cui le persone con esigenze di assistenza a lungo termine condividono il sostegno domestico ei servizi di assistenza", la strategia europea per l'assistenza sostiene questo sviluppo. Per chiarire equivoci nell'interpretazione della convenzione, il 9 settembre la CRPD ha pubblicato le nuove linee guida sulla deistituzionalizzazione, che elencano la condivisione obbligatoria dell'assistenza con altri come criterio numero uno per identificare un'istituzione.

L'UNCRPD impegna inoltre gli Stati parti a coinvolgere le persone con disabilità e le loro organizzazioni rappresentative nel processo decisionale relativo a tutte le iniziative politiche pertinenti. Significativamente, il progetto di raccomandazione del consiglio non elenca le organizzazioni di persone con disabilità tra le parti interessate consultate. Né la disabilità è elencata come un argomento che è stato discusso. Questo capovolge il principio centrale del movimento di autodifesa dei disabili: niente su di noi senza di noi.

Non è solo il diritto internazionale a imporre la fine delle istituzioni. Il 27 settembre attivisti disabili hanno marciato a Bruxelles, affermando di essere stufi di essere traghettati in strutture sotto l'autorità di fornitori di servizi, separati dalla comunità.

Impegno chiaro

Per capovolgere la Strategia Europea per l'Assistenza, la raccomandazione del Consiglio sull'assistenza a lungo termine necessita prima di tutto di riconoscere il sostegno alla disabilità come un tema distinto dall'assistenza. In secondo luogo, occorre un chiaro impegno per la deistituzionalizzazione. L'UE non deve spendere altre risorse per mantenere le istituzioni, comprese le micro-istituzioni come le case famiglia.

Le uniche scelte consentite di sostegno alla disabilità sono servizi come l'assistenza personale o il sostegno tra pari. Un assistente personale è una persona che fornisce supporto individuale a una persona disabile in tutte le aree della vita, secondo necessità, per tutto il tempo al giorno necessario. I servizi di assistenza domiciliare sono consentiti come forma di sostegno alla disabilità se seguono un modello di datore di lavoro diretto in cui la persona disabile sceglie e/o assume i propri assistenti.

La strategia di assistenza non è contestualizzata dalla Strategia europea sui diritti delle persone con disabilità, il quadro politico dell'UE in questo campo. Deve essere codificato nella raccomandazione sull'assistenza a lungo termine che, in caso di conflitto, le politiche adottate all'interno di tale quadro abbiano la precedenza o si rischi di confusione legislativa.

Spetta ai governi degli Stati membri impostare la strategia di assistenza su un percorso verso la deistituzionalizzazione, l'assistenza personale e il sostegno tra pari. La rete europea sulla vita indipendente ha preparato emendamenti dettagliati e invita gli Stati membri ad attuare i cambiamenti necessari in sede di consiglio.

(*) coordinatore politico presso la rete europea sulla vita indipendente. Politologo di formazione, è un attivista per i diritti dei disabili, la cooperazione transnazionale e la giustizia sociale.




giovedì 21 luglio 2022

L'esercito silenzioso è approdato a Milano


Martedì 19 luglio siamo stati alla sede del parlamento europeo a Milano, ulteriore tappa del nostro tour di presentazione del saggio "l'esercito silenzioso: i caregiver familiari italiani".

A fare gli onori di casa l'europarlamentare Eleonora Evi che ha presentato ed illustrato la petizione che abbiamo depositato a Bruxelles (il cui testo trovate a pag.170  nota n.7) spiegando che proprio la presidente della commissione europea Ursula Von Der Leyen ha impostato la sua agenda sul lavoro di cura (oggetto del suo discorso annuale sullo Stato dell'Unione), perciò la nostra petizione riveste un ruolo importante nell'ambito dei lavori del Parlamento europeo. inoltre a settembre la petizione verrà discussa e quindi avremo un ulteriore step da rendicontare. Molto interessante l'intervento della parlamentare Rosa Menga che ha completato il quadro legislativo relativamente alla Camera. Infine è intervento anche Diego Schettino il responsabile nazionale per le politiche sulla disabilità di Europa Verde.

L'evento si può riascoltare e leggere (sì è sottotitolato) a questo link.

Davvero una splendida occasione in cui sono intervenute tante persone sia in presenza che online - teniamo presente che forse il 19 luglio con le temperature sballate del periodo e la rimonta dei contagi da Covid, non era proprio la data ideale.

Grazie alle associazioni intervenute, ai giornalisti ai caregiver agli amici. Siamo persino passati sul TGR Lombadia, edizione del 14.00 del 20 luglio. Menzione alla moderatrice Serena I. Volpi.

Un grazie immenso all'architetto Fabio Modenesi di Ireda che non solo ci ha aiutato sistemando uno scivolo all'ingresso del palazzo che ospita la sede del parlamento europeo a Milano, ma l'ha anche poi donato, in modo che tutti potessero beneficiarne - alla faccia di Milano accessibile: il palazzo in questione è in pieno centro e, ad ogni modo, è un luogo pubblico.

Ricordiamo, per chi fosse interessato:

1) il libro è disponibile solo su Amazon tra l'altro costa anche meno ordinarlo online e vi arriva direttamente a casa. Inoltre ogni ricavato finisce a finanziare azioni per la campagna del riconoscimento del caregiver come lavoratore. 

2) è possibile continuare a sostenere cioè sottoscrivere la petizione al parlamento europeo registrandosi e poi pigiando il tasto verde "sostieni"; la procedura sembra macchinosa ma poi è molto facile e ciascuno di voi che pigia il tasto contribuisce a dare peso alla nostra azione, grazie, clikkate QUI.

3) le prossime date del tour saranno da settembre in poi, sperando che la situazione migliori, non solo dal punto di vista metereologico. Per chi volesse ospitarci nel suo Comune scrivere a genitoritosti@yahoo.it

Se volete essere sempre informati in tempo reale e trovarvi insieme ai colleghi caregiver di tutta Italia cercate il gruppo FB "caregiver familiare =lavoratore" e iscrivetevi.

mercoledì 15 giugno 2022

SOSTENETE LA PETIZIONE di GENITORI TOSTI SUL CAREGIVER IN EUROPA!

 




Come tutti sapete, da fine marzo 2022, il Parlamento Europeo ha ricevuto la nostra petizione (depositata a settembre 2021).

C’è la possibilità di sostenerla cioè di “votarla” e fare così sapere quante persone dall’Italia ritengono importante questa petizione.


Per sostenere la petizione è necessario:


1) registrarsi sul sito del Parlamento Europeo, clikkando su questo link:

https://www.europarl.europa.eu/petitions/it/home



2) attendete la e-mail di conferma;


3) procedete cliccando qui  e poi sul tasto "sostieni petizione":

https://www.europarl.europa.eu/petitions/it/petition/content/0981%252F2021/html/Petizione-n.-0981%252F2021%252C-presentata-da-Giovanni-Barin%252C-cittadino-italiano%252C-a-nome-dell%2527associazione-%2522Genitori-Tosti-in-Tutti-i-Posti%2522-%2528APS%2529%252C-sul-riconoscimento-dei-prestatori-di-assistenza-come-lavoratori-in-Italia?fbclid=IwAR3b--eXfwJTMYRALjUEnY4yIAoQvE1wuXvgeIpQ7cmEiOP7R6sKnA02OJI


E molto più macchinoso a descrivere che a farsi.

Vi chiediamo due minuti di tempo per fare un gesto davvero molto importante.

Grazie a tutti!


Vi ricordo che a settembre l’Europa darà la direttiva sul lavoro di cura e la nostra associazione contribuisce ai lavori a rappresentanza del nostro paese.


Forza perciò: date peso alla petizione sottoscrivendola!



sabato 27 agosto 2016

Convenzione ONU in Italia: come è applicata?


Lo scorso febbraio intercettai un articolo di west info, che rimandava ad un questionario, indetto dalla Commissione Europea, per promuovere una consultazione pubblica in tema di disabilità. 
Invitai caldamente tutti, dalla nostra pagina Facebook, a compilarlo
Riposero in tantissimi a quel post, condividendolo anche.
C'era tempo fino al 18 marzo scorso per partecipare a questa consultazione pubblica.
Era un'occasione imperdibile per comunicare la nostra idea di semplici cittadini e utenti diretti dei servizi offerti dalle politiche nazionali in tema, per far saper davvero a questa commissione la situazione dei servizi, la condizione delle persone con disabilità, la cultura intorno alla disabilità, insomma per dare lo status quo.
Ora questa commissione europea ha stilato le sue conclusioni, basandosi sia sul rapporto ufficiale sia su quelli cosiddetti "ombra" cioè resi da organismi non ufficiali - probabilmente il questionario ricade nella seconda evenienza. 
Da considerare che in moltissimi, non solo il nostro bacino di utenza, grazie al vettore social network, hanno risposto al questionario.
E questo è stato un gran bel segnale, per la Commissione Europea.
Aggiungeteci che il nostro Paese, per quanto riguarda la disabilità, è stato messo sotto la lente d'ingrandimento di Bruxelles grazie all'indefesso e oserei dire eroico lavoro - date le risorse e le condizioni, anche fisiche/di salute degli attori - del Coordinamento Nazionale Famiglie Disabili, che ha portato la questione del riconoscimento della figura del Caregiver all'attenzione dei parlamentari europei. 
Se ve lo foste perso, eppure anche questo preziosissimo documento l'avevo puntualmente postato sulla pagina FB della nostra associazione, quando fu reso disponibile, potete ascoltare e vedere in questo video le reazioni dei parlamentari di TUTTA EUROPA. 
Stavano parlando di noi, noi genitori o familiari che di lavoro ci prendiamo cura del nostro congiunto e nessuno, nel nostro Paese, ci considera. 
E questo video risale a settembre 2015.
Comunque, qualche notizia sulla conclusione dei lavori della commissione la trovate qui, nell'articolo uscito ieri su Vita.it
Sarebbe invece importante leggere l'articolo ufficiale, che sta sul sito europeo ed è in inglese e in tanti non sono in grado di leggerlo - si può usare un traduttore, certo, con tutti i limiti del caso, però, ad ogni modo si trova qui.
In prima battuta, leggendo molto velocemente causa totale assenza di tempo al momento - e me ne scuso -  quello che emerge è che il nostro Paese sta messo maluccio, nonostante gli interlocutori istituzionali dicano che è "tutto bellissimo" a questi che stanno verificando l'applicazione della Convenzione ONU in Italia - quindi mica pizza e fichi.
Il prossimo 2 settembre sarà pubblicato tutto il rapporto della Commissione Europea. 
Teniamo presente che dal prossimo 15 settembre, a Firenze, si terrà la
V Conferenza Nazionale sulla Disabilità, organizzata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e dal Comune di Firenze. Si svolgeranno dei lavori che porteranno all'approvazione di un documento finale che tocca tutti gli ambiti riguardanti le persone con disabilità. 
Se non ho capito male i relatori della commissione europea che stanno verificando se noi, come Paese, stiamo applicando la Convenzione ONU dei diritti dell eprsone con disbailità, e in che termini la applichiamo, hanno declinato l'invito.
Invece noi GT saremo presenti, perchè c'era la possibilità di partecipare e ci siamo iscritti, ancora a luglio. 
Mi auguro che si apra un periodo di grande riflessione, per tutti: sbaglierò, ma siamo in un momento di grandi ed importanti mutamenti, a ogni livello e per cambiare nella giusta direzione è necessario fare, piuttosto che dire o, peggio, "criticare", soprattutto dopo l'immane fatto del terremoto che ci ha costretto a  fermarci e a pensare a quello che davvero è importante.
E anche in questo frangente moltissimi di noi hanno provato tutta la crudezza della condizione sia dei nostri familiari che nostra di caregiver, come è ben spiegato in questo articolo, e questa condizione deriva appunto dalla cultura che c'è e quindi dagli interventi che in alto adottano, perchè influenzati da questa cultura.
La disabilità è in ogni luogo, in ogni settore, sempre, "in tutti i posti", appunto e dipende da un sacco di fattori tra loro collegati . 
Continuare a vivere come se non esistesse o riguardasse una sparuta categoria non è più possibile.
E nemmeno è possibile continuare a sentirsi dire "Convenzione cosa?" come, ahinoi, tuttora accade.
Provare a rimediare a tutto questo si può, non dico che sia facile o breve, ma tentiamo e poi potremo dire, perchè l'applicazione della Convenzione Onu, nel nostro Paese, dipende da tutti.


Diane Kingston,
Diane Kingston,
Diane Kingston,