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sabato 31 agosto 2013

LO SPORT 'E BUONO CON TUTTI

 
di mresciani
Cronaca semi-seria di una manifestazione sportiva bellissima
 
" Lo sport è buono con tutti”, questo è lo slogan che ieri 30 agosto 2013 ha visto protagonisti i ragazzi di Genitori Tosti Sardegna…ma non solo.
Invitati  da A.S.C. Comitato Regionale Sardegna (Attività Sportive Confederate), i nostri ragazzi “speciali”, insieme a ACSRD Costa Degli Angeli  e ASD Comitato CAAM Cagliari, hanno dato luogo allo svolgimento della manifestazione sportiva.
Manifestazione aperta a TUTTI.
Abbiamo avuto il saluto gradito di apertura dei giochi da parte del nostro Sindaco di Quartu S.Elena (giocavamo in casa) Mauro Contini.
Alle 17.00 tutti in campo per la formazione delle squadre che vedevano protagonisti suddivisi in parti uguali: uomini, donne, bimbi e specialissimi ragazzi/e.
Gli sport erano molteplici: calcetto, volley, biliardino, ping pong, tiro alla corda, tiro libero al canestro e lancio delle freccette.
La manifestazione sportiva che ha lo scopo di integrare i nostri ragazzi attraverso il gioco, devo dire che è riuscita benissimo.
Tutti si sono divertiti. Le regole dei giochi sono state rispettate (???!!!).
Anche Sara che ha i tutori nelle gambe ha fatto un bellissimo gol, infatti ha segnato un calcio di rigore.
Luca nel campo di pallavolo faceva un ottimo muro con il suo metro e ottanta abbondante.
Desirèe ha dato il meglio di se stessa….come tutti gli altri.
Alcuni tentativi di “sopraffazione” ci sono invece stati nel tiro alla corda. I miei 45 kg. da una parte contro i quasi 100 kg. di Albino alla parte opposta, ha fatto trascinare la mia squadra dei “Mamuthones” tipo fuscello al vento in tutto il campo sportivo.
Logicamente l’energumeno poi è stato punito, buttato per terra e sommerso dalla nostra squadra in segno di evidente disapprovazione.
Io sono stata un “po’” latitante negli altri sport….In effetti nella mia lunga vita lo sport non è stato un grande compagno, perché faccio parte di quella generazione i cui genitori, a torto, non pensavano fosse “utile”.
Tante risate hanno riecheggiato nei vari spazi sportivi dove tutti o “quasi” erano impegnati.
Alle 20.30 i verdetti dei vari “arbitri” davano i risultati: tutte le squadre erano in parità.
Qualche voce “fuori dal coro” gridava all’inciucio. Abbiamo nascosto la “pecora nera” dietro lo striscione, in modo che nessuno lo sentisse in lontananza.
Per decisione comunque dei “giudici” si doveva procedere alle premiazioni e doveva esserci una scaletta di squadre vincitrici.
Due mani innocenti di bimbi hanno estratto i nomi delle squadre da abbinare ai premi.
Fiera di essere arrivata “ultima” cioè quinta…con la squadra dei Mamuthones.
Poi sono state premiate le altre squadre “Le Coccinelle” ecc.
Primi chi sono stati estratti?
“I Genitori Tosti”, “ovvio”  …..bello perché c’era la mia figliola.
Insomma premi per tutti…..con un ringraziamento particolare alla nostra Associazione.
Divertente il tutto…..e la ciliegina sulla torta?
A tavola ….dove i nostri atleti hanno riposato le stanche membra e tra un boccone e l’altro le lingue si sciolgono, le risate fanno da protagoniste spassose per la conclusione di una serata veramente vissuta da TUTTI.
Volevo ringraziare Paolo Allegrini….infatti è lui che ci ha invitato a questa FESTA.
Concludo come si dice qui in Sardegna: “Andi fai attrasa”.

sabato 21 maggio 2011

Storia di un cavallino


di mresciani:
Ecco cosa è successo:
ci siamo trovati, dopo qualche anno dall'acquisto di Poison, con un pony che logicamente comincia ad essere troppo piccolo per una ragazzina di 16 anni.
Ci siamo affezionati a Poison, ormai è parte integrante della nostra famiglia.Mamma che problema, questo cavallino frizzante è un mixer di monelleria ed emblema di libertà, le sue corse sfrenate sono la sua ricerca del vento e dell'aria che lo rendono "un cavallo volante".
Mia figlia ha bisogno di un cavallo più grande e tranquillo per via della sua disabilità, abbiamo acquistato Gioghitta una bellissima cavalla che ha queste qualità.
Con il cuore vorremo tenere  i due cavalli ma è impossibile economicamente per le nostre risorse un passo simile.
Perciò stavamo cercando una sistemazione per il nostro pony.
Un posto dove lui trovi degli spazi adatti e dove sia anche amato. Due ingredienti indispensabili perchè noi possiamo separarci da lui.
Dopo varie valutazioni abbiamo pensato di regalare Poison ad una Comunità di recupero di tossicodipendenti della nostra zona.
Pensando  così di poter fare bene e  portare Poison in un posto dove possa godere in piena libertà della natura che lo circonda.
La spinta che ci ha fatto decidere è stata il pensare che la sua presenza possa giovare a delle persone che in questo momento si trovano in una certa situazione. Sono in un limbo non ancora definito  di questa società, stanno lottando per venire fuori dal baratro nel quale si sono trovati.
Conoscendo dei volontari che operano in questo settore, abbiamo trasferito Poison dal maneggio ad una delle sedi di questa Comunità.
Per quanto i miei orizzonti siano abbastanza aperti non ero mai entrata in una comunità di recupero.
Qui mi si è aperto un mondo che pensavo molto diverso. Nella mia mente avevo tutto un altro giudizio di quello che è una comunità, pensavo sinceramente ad una semi-prigione.
Arrivati a destinazione con il trasportatore ed il cavallo ci siamo trovati io e mio marito  ad essere accolti da un gruppo di giovani ragazzi che trepidanti e festosi hanno accolto il nostro Poison.
Ecco davanti ai nostri occhi: grandissimi spazi e tantissimi prati verdi dove il nostro cavallino potrà mangiare beato l'erba.
Uno dei responsabili ci ha fatto visitare tutta la struttura. Grandi spazi- sale- serre dove si coltivano le varie verdure  ecc, capannoni con laboratori.
Ho visto una bella struttura accogliente.
Hanno riempito il cofano della nostra vettura con le verdure che loro curano e ci hanno dato le uova appena raccolte. Ci sono pure le galline nel grande appezzamento di terreno, caprette, asinelli, che bello c'è un piccolo zoo.
Insomma Poison non vivrà in solitudine. Io questo volevo, desideravo che il nostro cavallino stesse bene e che allo stesso tempo la nostra donazione portasse un sorriso a questi ragazzi che stanno affrontando una lotta abbastanza dura.
Loro, come la mia ragazza sono gli anelli deboli della società anche se vivono due situazioni diverse. Sono tutte due in una situazione per cui necessitano da parte di persone competenti di un grande aiuto. Ma l'aiuto sarebbe nullo se il tutto non fosse completato  anche da un grande amore da parte degli addetti al loro reinserimento nella società.
Le notizie che mi vengono riportate ora sono di un Poison che felice si rotola nei prati e corre a velocità impressionante, il fatto che si rotoli è sinonomo di grande tranquillità e sicurezza di stare in un ambiente dove è amato e curato.
Come ho visto la struttura mi si è venuta un'idea di cosa vorrei per mia figlia per il futuro.
Una struttura così dove in un ambiente protetta lei possa stare insieme ad altre persone, una struttura per il "dopo di noi".
Per ora ci siamo noi che in tutto e per tutto la proteggiamo, ma poi?
Per poter dar luogo ad un progetto simile, c'è la necessità di avere tanti soldi, perciò dobbiamo impegnarci a lavorare per il "dopo di noi", le idee sono tantissime, speriamo di poterne realizzare almeno una parte.
Questo è l'impegno che ci deve tenere vispe/i per il futuro dei nostri ragazzi.
Il bicchiere che mio marito vede mezzo pieno, spero di vederlo così anche io.
Domani andiamo a visitare il nostro Poison.....dobbiamo comprargli le zollette di zucchero...il nostro cavallino è un grande golosone:

domenica 8 maggio 2011

Auguri a tutte le mamme e, sempre, avanti tutta!


di mresciani:
E pensare che stamattina andava tutto storto.

Ci dovevamo trovare davanti alla palestra alle 6.45 per partire tutti in gruppo a Tortolì per i campionati regionali di Karate, ma alla preparazione dei bagagli ieri sera mancavano i guanti per il kumite (combattimento)....Cominciamo bene......ho pensato tra di me, ma un paio di guanti misura S si possono recuperare.

Comunque sveglia alle 5 ....e si cominciano le danze.......arriviamo puntualissimi a Tortolì alle 8.45 e subito di corsa agli spogliatoi.

Aiutoooooooooo.........manca la cintura marron..........seconda brutta notizia......

Se uno è fermo può comunque prestare la sua cintura marron a mia figlia.....si può...si può!!!

Il marito che non fa altro che fare il cameramen durante le gare .........e si esaurisce la batteria della telecamera.........terza brutta notizia...ma tra me e me penso che un'altra volta ci eravamo trovati nella stessa situazione (niente batteria macchina) e mia figlia vinse le gare venne premiata dal sindaco di Cagliari........ma non abbiamo nessuna traccia di questa premiazione causa incidente esaurimento batteria.

Ho pensato in silenzio........vuoi vedere che non avremo prova di telecamera neanche questa volta e magari vince? Ma sììììì abbiamo comunque almeno tre macchine fotografiche di scorta....(non ci facciamo trovare impreparati in questo campo ah ah ah!!!)

Comunque alla fine.......sìììììì è arrivata terza al kumite per la sua cintura marron 1 kiu per quanto riguarda la sua età ai campionati regionali di karate.

Oggi è pure la festa della mamma e quale miglior regalo potevo ricevere?

Più bello non si può......, per i problemi suoi questi sono risultati veramente sorprendenti, gareggiare con i "normodotati" e riuscire a classificarsi bene.

Una enorme soddisfazione, questa sarà la benzina che mi farà andare avanti nel percorso... faticoso......
Stanotte Martina dormirà abbracciata al medaglione di bronzo, se lo è proprio meritato, la mia stellina.

Ripeto sempre: AVANTI TUTTA!!!!!!!

lunedì 28 marzo 2011

Lo sport per i nostri figli

di mresciani:

Mi sarebbe piaciuto fare un bel pezzo sullo sport ma non so se ci riuscirò.

Lo sport che viene in aiuto delle persone disabili; a tal proposito sabato mattina ho partecipato al convegno: "noi ...lo stesso sport" .

Personalmente penso che lo sport aiuti tantissimo, io stessa l'ho sperimentato con la mia figliola da tantissimi anni. Attraverso questo strumento partono i canali che aiutano il cervello a trovare tantissime strade, strade che aiutano per l'attenzione, la concentrazione, sia per comunicare con gli altri e dunque per integrarsi, strade che portano i nostri figlioli a comprendere il rispetto verso le altre persone attraverso il gioco, cresce l'autostima e raggiungendo quest'ultima si accorciano le distanze con gli altri e si fa integrazione.

E già abbiamo fatto un grandissimo passo avanti...... Poi confrontarsi con gli altri, porta a migliorarsi, a correggersi.

Lo sport fa parte della grande palestra che è la vita di tutti noi, disabili e normodotati, sbagliando e perdendo si riesce a capire che non sempre tutto va bene.

Se per noi conta, pensiamo a quanto sia importante per i nostri figli raggiungere e capire certe cose.

Ho seguito attentamente tutto il convegno, che mi è piaciuto e devo confessare non conoscevo tutta la storia della disabilità legata allo sport: quando mosse i primi timidi passi a partire dagli anni 60.

Ma prima ai disabili non era permesso fare niente? Lo trovo assurdo! Qualcosa che mi sarebbe piaciuto in questo convegno è mancato: mezz'ora dedicata al pubblico che, magari, aveva domande da porre. Io una domanda l'avrei voluta fare ed è questa: tanti sport sono arrivati al traguardo per la partecipazione dei giochi paralimpici...c'è judo e non c'è il karate......le due arti marziali per eccellenza non vanno di pari passo in competizioni a questo livello? Certo che la mia è una domanda interessata, siamo arrivati al livello di 1° kiu cintura marrone e l'anno prossimo siamo in dirittura d'arrivo per la cintura nera.......ma la mia ragazza frequenta una palestra dove è lei l'unica disabile........i suoi esami ugualissimi a tutti gli altri ragazzi, stesso percorso, stesso tutto....nessun trattamento particolare.

Dopo .........per lei cosa c'è?

E' riuscita persino nel 2009 a classificarsi terza perciò medaglia di bronzo nei combattimenti per quanto riguarda la sua categoria.....combattendo (lei svantaggiata per il suo problema) con i normodotati. Avendo problemi cognitivi, per lei basta una piccolissima disattenzione, durante le gare per essere fuori.

E' il nostro orgoglio per quanto riguarda il karate.......e meriterebbe di più....... e non è "cuore di mamma" che lo dice, ma i fatti lo confermano.

Tanto che, quando viene il maestro giapponese per gli stage, in palestra (Maestro Miura 9° dan) MAI lui si è accorto che lei è disabile. Troppo forte!

mercoledì 13 ottobre 2010

Giornata Nazionale dello Sport Paralimpico


Succede domani; così leggiamo sul sito del CIP:
E' Cecilia Camellini, l'atleta paralimpica del nuoto argento nei 50 e 100 sl ai Giochi Paralimpici di Pechino 2008 e Campionessa del Mondo nei 100 dorso e 100 sl, l'atleta simbolo della V Edizione della Giornata Nazionale dello Sport Paralimpico, in programma il prossimo 14 ottobre in 13 città italiane ed organizzata dal Comitato Italiano Paralimpico, con il supporto di Enel Cuore Onlus. Scopo della kermesse è quello di promuovere la pratica sportiva tra le persone disabili, coinvolgendo migliaia di studenti delle scuole italiane, associazioni di categoria e le società sportive delle federazioni paralimpiche sul territorio. L'evento sarà una vera e propria festa dello sport inteso come strumento per l'integrazione delle persone disabili nella società, chiavistello ideale per spalancare ogni porta, fattore di uguaglianza e diritto inalienabile delle persone, siano esse disabili o meno. Per comprendere il valore dell'iniziativa, è importante sottolineare che, nelle precedenti edizioni, sono state coinvolte decine di migliaia di studenti delle scuole italiane che, con i loro insegnanti e le loro famiglie, hanno compreso, sul campo, come lo sport praticato dalle persone disabili possa diventare fattore di aggregazione e di divertimento. Quest'anno la manifestazione si svolgerà a Genova, Torino, Varese, Vicenza, Reggio Emilia, Firenze, Spoleto, Roma, Avellino, Campobasso, Lecce, Messina e Cagliari, con oltre 30mila studenti coinvolti.

A Roma, dove la Giornata si terrà allo Stadio delle Terme di Caracalla, sarà presente Maria Grazia Cucinotta, madrina dell'edizione 2010 e presentatrice sarà Tania Zamparo, volto del Tg sportivo di SKY. Ospite, la cantante Alexia, che proporrà il suo brano "Grande Coraggio", colonna sonora della manifestazione in tutte le città italiane. L'evento sarà ripreso dalle telecamere di Sky Sport24, che trasmetterà l'evento in diretta a partire dalle 9 e fino alle 13 sul canale 200, e proporrà immagini in differita all'interno della rubrica di Fabrizio Macchi, in onda sempre su Sky Sport24 alle ore 22 del 14 ottobre stesso (in replica venerdì alle 10).
Sul nostro forum abbiamo da poco creato una sezione dedicata allo sport, venite a raccontare le vostre esperienze.

giovedì 2 settembre 2010

A tutto sport!


di mresciani:

Noi genitori di bambini con bisogni speciali siamo sempre attenti a tutto ciò che può aiutarli nel loro inserimento in questa società.
Come genitore non ho avuto la guida e qualcuno che mi tracciasse una strada da seguire.
Sono andata avanti senza direttive ed ho puntato molto sullo sport e questo è stato molto importante per la crescita di mia figlia.
Avendo una malformazione cerebrale rara, dove si hanno problemi di connessione tra i due emisferi, si è cercato di trovare quanti più stimoli possibili per aiutare il suo cervello a trovare strade alternative per imparare.
A sette anni l'ho iscritta a scuola di karate. Uno dei vari sport che segue mia figlia e di questo sport voglio parlare.
All'inizio in palestra era completamente isolata, non parlava con nessuno, poi frequentando i genitori degli altri bimbi noi grandi abbiamo fatto amicizia e, anche i bimbi si sono frequentati fuori dalla palestra. A distanza di 8 anni devo dire che mia figlia ha fatto passi da gigante nell'integrazione, tanto da dover faticare per portarla fuori dagli spogliatoi, dove ride e scherza con le altre atlete.
Per quanto riguarda lo sport ci ha dato grandissime soddisfazioni perchè ora è una cintura marrone 1° kiù e devo aggiungere che niente le è stato regalato, tutto è stato frutto del suo lavoro, continuo e costante in palestra.
L'anno 2009 ai campionati regionali si è classificata al terzo posto kumite per quanto riguarda la sua categoria. Stiamo parlando di un terzo posto fra normo-dotati, badate bene.
Mia figlia ha acquisito una padronanza ed un coordinamento fra braccia-gambe e cervello non indifferente per chi come lei ha una ipo-agenesia del corpo calloso.
I vari kata sono complessi e sono frutto di un grossissimo lavoro per un normo-dotato figuriamoci per chi ha un problema così importante. Quando ha iniziato a fare kumite (cioè i combattimenti) quasi scappava, ora bisogna cercare di farle dosare le sue troppe audaci energie.
Mi piace che questo lavoro mia figlia l'abbia fatto in una normale palestra: niente corsi speciali, sta insieme a tutti gli altri.
Certo, capisco anche che mia figlia è una disabile con un ritardo cognitivo e che non ha nessun problema motorio, dunque ha potuto frequentare questo tipo di sport.....
E' un grande risultato e ne sono fiera, peccato che quest'anno non si sia potuta cimentare nelle gare regionale a causa del blocco della sua classe a Barcellona per la famosa eruzione del vulcano islandese.
Sarà per la prossima volta: non disperiamo mai!!!!!!!!!!!
Quando aveva iniziato avevo un sogno per lei, crearle una felice posizione nel mondo dello sport e su questo fronte non ci siamo sbagliati!!

NdOrsa: a proposito di sport segnalo che da qualche giorno è attiva una nuova sezione sul forum dedicata proprio allo sport; siete tutti invitati a postare, perchè lo sport "possibile" è molto diffuso, più di quanto si creda o se ne senta dire; per esempio vorrei iscrivere mio figlio ad un corso di nuoto, ma un corso di nuoto non un ciclo di idroterapia!!!!!!

martedì 27 luglio 2010

Diplomati lupi di mare


di mresciani:

Le barche mi hanno sempre affascinata, tutte, vivendo a due passi dal mare le vedo continuamente e fanno parte della mia vita, ma le mie preferite sono le barche a vela, mi è sempre piaciuta l'idea del vento che le trasporta a seconda della posizione delle vele.
Se ci pensiamo è semplicemente fantastico, come saettano nel mare a seconda delle varie condizioni atmosferiche.
Da circa cinque estati la mia ragazza frequenta dei corsi di vela, prima su quelle barchette piccole chiamate optimist ora su una barca più impegnative con tre vele.
Ogni mattina al Centro Velico devono montare le tre vele: il fuoristrada fa scendere nello scivolo a mare la barca e via! Nel nostro fantastico mare.
Ore in mare a far danzare la barca nell'azzurro, mentre il vento schiaffeggia dolcemente il viso, così mi racconta mia figlia.
"Mamma è bellissimo guidare la barca, sento un senso di libertà e sono felice".
Sono sensazioni che la ragazza non sa spiegare, ma basta vedere il suo sorriso raggiante, quando va a lezione di vela, per farmi capire che stiamo contribuendo ad arricchire il suo bagaglio di esperienze. Esperienze che rimarranno in qualche sgabuzzino (così lo chiamo io) del suo cervello e, come altre volte, dopo tanto tempo, verranno fuori.
Questo ormai l'ho appurato ed aspetto sempre fiduciosa che succeda, per questo non mollo la presa ed insisto sempre per darle nuovi stimoli.
Serve a lei, per la sua vita e serve a noi genitori per capire che non dobbiamo arrenderci MAI!
Il 23 luglio è finito il corso di vela che frequenta insieme al suo amico Enrico.
Mi si è accesa la lampadina di Archimede ed ho pensato che era arrivato il momento giusto per mettere in moto la macchina creativa ed organizzativa, logicamente con la complicità dell'istruttore.
Basta poco per far felice due ragazzi speciali che tanto si impegnano in tutto ciò che viene proposto nonostante le loro difficoltà.
La regia ha pensato di premiarli, "diplomandoli" lupi di mare!
Coppa pomposa, arricchita dalle strisce della nostra bandiera nazionale, targhetta con denominazione e nome dei ragazzi.Una sciccheria, direbbe qualcuno.
Premiazione a sorpresa organizzata per le 12.30, con noi genitori a fotografare l'evento.
Discorso dell'istruttore, con consegna dell'attestato di partecipazione e coppa.... ed esplosione della loro felicità!
Erano troppo felici mentre sollevavano al cielo la coppa e venivano immortalati dalle nostre macchine fotografiche.
Qualche lacrimuccia cì è scappata....Ci vuole pochissimo per far felici le persone.
Grazie Ivan.
Enrico e Martina ora hanno finalmente la loro PRIMA coppa!

venerdì 11 giugno 2010

Che vita da cavalli!

di mresciani:

9 giugno 2010
Soffiava forte il vento al maneggio questo pomeriggio ma, almeno serviva a mitigare il grande caldo.
Mi sono scelta una postazione al fresco per poter assistere alla lezione di mia figlia e del suo Poison. Sono otto anni che frequenta il maneggio, praticamente era un soldo di cacio quando ha cominciato, scegliendo il maneggio dove esisteva un pony piccolissimo: Rubyns detto Rubino.
Anni di gioco con il pony: accudirlo, pulirlo e coccolarlo, queste sono le regole da seguire! Sono cresciuti insieme lei e Rubino.
Poi le gambe di Martina sono cresciute, ma non le zampe del pony ed lei è dovuta andare a malincuore su un cavallo grande.
Per un bimbo speciale il cavallo è un'ottima scelta. (Non sto parlando di ippoterapia).
Il bimbo si sente IMPORTANTE quando l'accudisce. Tutto è sotto forma di gioco e guai se così non fosse.
I nostri figli speciali, per cercare stimoli, sono sottoposti a tantissimi "lavori" che poi sono dei veri e propri percorsi di apprendimento.
Lenti, per i bimbi come Marty-Marty.
In anni di frequentazione del maneggio (Marty è la sola "speciale") ho visto gli altri bambini fare passi da gigante.
Ma questo non è successo a lei , il suo problema cerebrale le rende difficoltosa la coordinazione, cosa che la costringe a lavorare il doppio degli altri.
Meditavo stasera: ma quanto è tenace, sebbene non abbia ancora acquisito certi meccanismi e finchè il suo cervello non li memorizzerà e sequenzierà....
Per gratificare tutto il suo impegno, quasi un anno e mezzo fa le abbiamo regalato il suo pelosone ed infingardo Poison. Tra loro è stato amore a prima vista, forse perchè sono due caratterini prepotenti....accipicchia!!
Ora Marty sa che andare al maneggio vuol dire prendersi cura di Poison e non solo salire su un cavallo sellato pronto per la lezione.
Pian pianino ha capito che il cavallo non è un giocattolo, ma una creatura meravigliosa, mordigliona e pesante!!!
Certo che Martina nel maneggio è supportata dall'ambiente caloroso che esiste da sempre. Gli altri bambini l'aiutano sempre volentieri ad allacciare il sottopancia, mettere la testiera a quel ribelle infingardo ed a convincere il cavallo a farsi prendere quando è nel paddoch.
L'istruttrice ferma e seria sul lavoro ed insieme all'altro istruttore sono due grandi professionisti e campioni di equitazione, ma campioni soprattutto di pazienza. Grazie Laura e Fabrizio.
Certo, quando vedo gli altri ragazzini saltare gli ostacoli, sento un grande senso di sconforto pensando a quanto difficile sia per mia figlia.
Ma noi abbiamo tutta la vita davanti per imparare, non demordiamo.
A proposito: l'istruttrice di mia figlia ha anche scritto e illustrato un bellissimo libro destinato ai bambini (ma che consiglio pure agli adulti!) in cui la simpatica voce narrante è IL PULEDRO NICOLO', che spiega la vita dei cavalli al maneggio; in copertina è disegnato pure Poison (è il cavallino nero con ciuffo ribelle affacciato alla staccionata).

domenica 21 marzo 2010

Al volo 2

Sempre durante la mia assenza, c'è stato un avvenimento molto degno di nota: le paralimpiadi a Vancuver! Da dove ero io le ho viste in TV e sono rimasta affascinata nel vedere questi atleti, magari ipovedenti o ciechi scendere, affrontando lo slalom, oppure sparare con la carabina nel biathlon! Mi domandavo se in Italia avessero dato risalto all'avvenimento, leggendo questo post sembra di sì – ma com'è stata l'audience?
Cmq abbiamo portato a casa 5 medaglie!!!!!!
Qui il sito ufficiale del comitato paralimpico italiano e, nella foto, la squadra di curling:
da sx Emanuele Spelorzi (Ass. Sport di Più), Lucrezia Celentano (Disabili Valdostani), Gabriele Dalla Piccola (Disabili Valdostani), Egidio Marchese (Disabili Valdostani) e Andrea Tabanelli (Disabili Valdostani).
Aggiornamento di lunedì 22: abbiamo vinto 7 medaglie, di cui una d'oro!!! Sul Corriere hanno dedicato un'articolo.....

sabato 7 novembre 2009

Liberiamo gli uccellini dalle gabbie!


Se qualcuno teme un post animalista o qualche allusione ai recenti fatti di cronaca politica, si tranquillizzi e legga, poi capirà il perchè di questo titolo.
Nella vita di tutti i genitori come noi una delle frasi più ricorrenti che ci sentiamo dire è "Non si può", ovviamente riferito ai nostri figli.
Anche a questo bambino i medici avevano detto "Non puoi":
"Nacque con diversi difetti congeniti: un leggero strabismo, la spina dorsale deformata, il bacino slogato e la gamba sinistra più corta rispetto all'altra di sei centimetri. Inoltre il ginocchio destro curvava verso l'interno mentre il sinistro verso l'esterno, nonostante un intervento chirurgico correttivo. Per via di tale malformazione - secondo altre fonti dovuta alla poliomielite - i medici lo dichiararono invalido e gli sconsigliarono di praticare il calcio.

Curiosamente, alcuni ritengono che il difetto fisico ne abbia in realtà agevolato la carriera sportiva, in quanto rendeva i suoi movimenti imprevedibili ed impediva così Manoel Francisco dos Santosagli avversari di capire quale direzione stesse prendendo.

Fu soprannominato Garrincha, dal nome brasiliano dello scricciolo, perché la disparità degli arti inferiori gli conferiva un'andatura simile a quella di un uccellino che saltella. Secondo altre versioni, il nomignolo gli fu attribuito dalla sorella poiché piccolo rispetto ai coetanei o, ancora, perché da bambino era solito cacciare quel tipo di uccelli. Altri soprannomi includevano Mané, diminuitivo di Manoel, "L'angelo dalle gambe storte", Il Chaplin del calcio e Alegria do Povo, in italiano "Gioia del Popolo". In particolare, Mané sarebbe da intendere come "mezzo stupido", come spiegato da Pelé nella sua autobiografia."

Questo bambino che si chiama Manoel Francisco dos Santos (1933-1983) è tutt'ora nella classifica mondiale dei migliori calciatori del XX secolo all'8° posto, nonchè è ritenuto il miglior calciatore brasiliano dopo Pelè.

Vi rimando qui da dove ho tratto le note virgolettate.

Era tanto che volevo parlare di sport, del fatto che i nostri bimbi fanno terapie invece che sport e invece c'è tutta una serie di sport che si potrebbero fare..... segnalo, per esempio, questa squadra, segnalo che esiste un programma Rai dedicato, che esistono tantissimi sportivi d'eccellenza ai quali magari è stato detto "non si può".

E veniamo agli uccellini da liberare: all'indomani dell'ennesima vittoria al Signor Garrincha è stato chiesto se aveva un desiderio e lui rispose che avrebbe voluto che tutti i brasiliani che avevano un uccellino (cioè un bambino come era stato lui) aprissero le gabbia.

Dedicato a tutti quelli che se ne fregano dei "non si può" e dimostrano che invece si può eccome.

Grazie a papà tosto Max che mi ha raccontato la storia di questo calciatore.
Aggiornamento delle quasi 17.00: a proposito, c'è anche la danza, tiè!