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venerdì 26 giugno 2020

Guai a chi combatte - Evviva i padri combattenti.



Da quando è uscita la notizia della sentenza, cioè da un paio di giorni, è tutto un fiorire di comunicati e articoli e post su FB in cui chiunque, tra poco anche il mio gatto, dichiarerà che la sua battaglia, finalmente, ha avuto esito vittorioso.
Mi riferisco a quella bellissima notizia riguardante la Corte Costituzionale  che con la sentenza del 23 giugno 2020 obbliga lo Stato Italiano a portare l'assegno di invalidità dagli attuali 295 euro all'importo di 516, 46 euro.
Sono lustri che da ogni parte si lamenta lo sconcio di un assegno mensile umiliante, insufficiente per vivere anche se si fosse completamente normodotati.
Pensiamo a tutta una serie di articoli che normalmente si acquistano in farmacia o nelle ortopediche che il SSN non passa, tutte le terapie necessarie, l'assistente per poter essere indipendenti laddove la legge 162 non si nemmeno cosa sia. E poi pensiamo: chi è che mangia con 285 euro al mese? cosa mangia poi? E se deve pagare affitto e bollette?
Quindi nonostante fosse trapelato nell'ambiente già qualcosa, come "a flash in the night" , due giorni fa erompe questa notizia.
Abbiamo rintracciato, perciò, questo papà visto nel servizio del Tg3  che è anche il presidente di un'associazione, che si occupa dei diritti delle persone con disabilità (in pratica un'associazione come Genitori Tosti) e lui ci ha mandato il comunicato che vi giriamo.
Prima però ci sia concessa qualche riflessione: 
- perchè chi sta ai vertici del mondo della disabilità e ha la possibilità di interfacciarsi con le istituzioni perchè non ha mai agito per vie legali (avendone i mezzi e le competenze) per ottenere magari dieci anni fa o 15 anni fa questo risultato? 
- Perchè quando si ottiene un risultato invece di complimentarsi e ringraziare chi l'ha ottenuto, si deve uscire sui giornali attribuendosene i meriti? 
- Ma soprattutto perchè, subito dopo, si scatena la ferocia mezzo tastiera per cui addirittura il risultato ottenuto è quasi una disgrazia? Ho letto una cosa pazzesca per cui questa sentenza sarebbe addirittura una discriminazione. E sapete perchè? Perchè  chi si troverà l'assegno mensile maggiorato è chi ha l'invalidità al 100% e con un isee pari o inferiore ai 7600 euro.
Domanda: chi ha intentato la causa? Un privato, che si è mosso per sua figlia. I giudici giudicheranno il caso in sè o no? Chiamo in aiuto chi per lavoro conosce le leggi che magari possa spiegare meglio.
Quindi: quelli che si sentono esclusi da questa sentenza potrebbero a loro volta scendere in campo e adire le vie legali. Oppure potrebbero farlo le grosse organizzazioni. Mica è vietato!
Dal canto nostro tutta l'ammirazione possibile per chi ha raggiunto questo risultato, da encomio proprio, in un Paese dove davvero manca l'attivismo per le persone con disabilità, sono pochissimi quelli che lottano gli altri stanno a guardare, si lamentano, pontificano e non riescono a sviluppare solidarietà, figuriamoci a fare squadra!.
Associazione UTIM e tutti davvero coinvolti: BRAVI!
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Ancora a proposito della sentenza della Corte Costituzionale del 23 giugno 2020 vogliamo ricordare che il ricorso presentato alla magistratura è stato suggerito e più e più volte sollecitato da Francesco Santanera che si impegna fin dal 1962 nella tutela, nella difesa e nella promozione dei diritti di tutte le persone non in grado di difendersi. Lui ha sempre creduto nella possibilità di arrivare a questo risultato ma aveva bisogno dii convincere qualcuno tra i fruitori della pensione di invalidità per arrivarci. E’ quindi lui che in primo luogo va ringraziato. Poi il tutore di S.B. che gli ha dato ascolto ed ha iniziato il percorso che ha portato alla sentenza del 23 giugno.
Nè si deve dimenticare il ruolo svolto dalla rivista PROSPETTIVE ASSISTENZIALI che ha messo in rilievo, in solitudine, la rivoluzionaria sentenza della Corte d’Appello di Torino che rimetteva gli atti alla Corte Costituzionale perché si pronunciasse circa la costituzionalità delle leggi inerenti all’importo della pensione di invalidità.
Il Consiglio Direttivo dell’UTIM da parte sua ha poi condiviso l’azione proposta dal tutore di S.B. e si è impegnato a sostenerlo anche e non solo economicamente
Un grazie infine anche alla Presidente della Corte costituzonale Marta Cartabia che ha aperto alla possibilità di inviare contributi in merito al pronunciamento atteso, opportunità che è stata raccolta da molte associazioni aderenti al Csa di Torino che sono intervenute a sostegno delle nostre richieste.
Non ci risulta invece che qualche altra associazione o coordinamento di associazioni, ed il rammarico va ovviamente a quelle più conosciute a livello nazionale, abbia mai intrapreso o sostenuto analoghe iniziative.
il Consiglio Direttivo Utim

mercoledì 23 novembre 2011

Rimborso per le cure all'estero, importante vittoria


di mresciani:
Con molto piacere ho letto questo articolo, che parla di Federica Cannas, malata di MCS cioè Sensibilità Chimica Multipla, che ha vinto un'importante battaglia.
Penso che questo crei un precedente giuridico  per tutte le persone che in Italia non hanno visto riconosciuto il diritto di rimborso per le cure all'estero, perchè neppure la malattia è considerata e classificata "rara" come dovrebbe essere.
Per potersi curare questa persona ha dovuto attivare delle collette, che sono presenti sul web.
Ora il Tribunale di Cagliari, come avrete letto nell'articolo dell'11 novembre, ha riconosciuto che la ASL di pertinenza,  debba pagare le spese per le cure, che in questo momento, pare si effettuino solo a Londra.
La testardaggine  ha portato a questo importante risultato ed ora in bocca al lupo a questa ragazza ed alla sua famiglia. Nonchè alle altre persone, in Italia, che stanno combattendo la medesima lotta, come ad esempio questa bambina.

mercoledì 13 aprile 2011

Oltre le barriere... c'è Michi!


di mresciani:
Con orgoglio mi piace fare il post di oggi, che riguarda questa ragazza La conosco da quando è nata, come conosco la mamma Daniela, sempre da quando è nata........una mamma tosta, veramente dei genitori tosti, ed i nonni Gianna e Tonio... grandi nonni tosti pure loro!

Auguri Michi continua a seminare successi.......sei il nostro orgoglio sardo.....tu rappresenti il giusto premio che valorizza tutta la categoria dei nostri figli.... Avanti tutta.....che 7 medaglie sono solo l'inizio di una lunga carriera........... Poi gli esami???.......un'altra bella gara con la vita!! Siamo tutti con te!!!!!!

venerdì 19 novembre 2010

162 Sardegna: secondo (bellissimo) risultato!


Dal blog di Marco Espa:

"Le battaglie servono! Esprimo soddisfazione per i primi passi in avanti che oggi il Consiglio Regionale ha effettuato con l'approvazione dell'ODG in favore delle persone con disabilità grave: aver recuperato i 25 milioni di euro mancanti è un primo grande risultato, aver deciso e impegnato la Giunta, con il si dell'Assessore Liori, a rivedere i criteri iniqui che tagliavano le risorse ai singoli piani dei disabili è quello che abbiamo chiesto nella nostra mozione.
Vigiliamo, ovviamente e attendiamo in Commissione Sanità i nuovi criteri sull'attuazione della legge 162, che devono rimediare al pericolo dei tagli a migliaia di veri, attestati da commissioni mediche, persone con disabilità grave e gravissima.
Se infatti non cambiassero i criteri della delibera del 18/10 scorso l'ottantacinque per cento dei 28351 persone in situazione di gravità, avrebbe perso un consistente punteggio con conseguente diminuzione del finanziamento che offre alle famiglie che al loro interno hanno un figlio od un familiare con disabilità. Se non cambiassero i criteri migliaia di donne, non più sostenute dai finanziamenti ai progetti, ritornerebbero agli arresti domiciliari senza aver commesso alcun reato, perche senza sostegno sopratutto a esse toccherebbero i compiti di cura. Con la legge 162 non è più cosi!
Le stesse famiglie hanno sollecitato attenti controlli per far emergere gli abusivi che immeritatamente sono riuscit ad accedere al progetto personalizzato in base alla L162.
Le stesse famiglie dei veri invalidi chiedono maggior rigore nell'assegnazione della gravità e certificazioni
Sono state proprio le famiglie a sollecitare le istituzioni, gli uffici dell'assessorato che oggi, finalmente, ha dato degli importanti segnali di apertura verso quelli che sono semplicemente dei diritti che da 10 anni i nostri sardi disabili in situazione di gravità hanno avuto, e che è stato per loro un vero e proprio sostegno insostituibile e insurrogabile.
Insomma un primo passo, vigiliamo e continuamo a vigilare ma oggi è stata una bella prima pagina per il Consiglio Regionale.
Il Consiglio deve anche ringraziare, credo, le persone con disabilità e le loro famiglie, con le loro organizzazioni, mamme e papà in prima linea, che si sono mobilitati per i diritti civili e umani, non certo per un po' di buon cuore".

mercoledì 17 novembre 2010

162, Sardegna: primo, importante, risultato

Chi sta seguendo questa vicenda e non è sardo, immagino si sarà reso conto che non si tratta di un semplice iter burocratico, ma è proprio un movimento creato dalle persone, nella fattispecie genitori, che hanno deciso di cambiare le cose; insieme a queste persone stanno lavorando altre persone, che di mestiere fanno la politica, persone per bene che non solo stanno sostenendo questa battaglia, ma che si sono anche documentate e sanno di cosa parlano, contrariamente a quello che accade di solito, tra gli esponenti della politica, quando si tratta di disabilità.
E non ci si arriva (mancando la competenza di base) neanche per buon senso oppure per sensibilità personale: più tu spieghi ed esponi in maniera razionale le questioni e illustri persino le coordinate normative, più questi interlocutori alzano un muro.

'E ora quindi di dedicare spazio, invece, a chi accoglie certe istanze, dando il giusto valore a qualcosa che nel nostro Paese ancora è largamente misconosciuto e cioè i diritti civili. Per riallacciarmi a quanto ho scritto qui, bisogna parlare e continuare a farlo, tutti insieme, perchè siamo stufi che faccia notizia sempre e solo la cattiva prassi.

Dobbiamo perdere l'abitudine che in Italia va tutto male, fa tutto schifo e "non si può fare": persone che si impegnano, lottano e ottengono risultati ce ne sono, mancano i riflettori su di esse e quindi anche la solidarietà sociale.

Di seguito copincollo ciò che è stato approvato ieri sera, nel Comune di Selargius, Comune popoloso e di orientamento centrodestra a testimonianza che, anche in Italia, "si può fare". Grazie a chi l'ha segnalato.
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Ordine del Giorno : No ai tagli dei Progetti personalizzati 162/98

Il Consiglio Comunale di Selargius

PREMESSO che la Giunta Regionale con delibera n. 34/30 del 18.10.2010 ha deciso di modificare i criteri per l’erogazione dei finanziamenti dei piani di sostegno personalizzati di cui alla Legge 162/98, individuando nuovi parametri che permettano di soddisfare i bisogni assistenziali all’interno degli stanziamenti dedicati, euro 91.500.000 contro gli oltre 116 milioni di euro dello scorso anno, con una riduzione di oltre 25 milioni di euro;
I nuovi criteri previsti dalla delibera della G.R. del 18 ottobre scorso evidenziano alcune carenze e creano grandi perplessità, in quanto:
• costringono le persone, per la prima volta, a pagare il certificato medico per la compilazione della scheda salute (un nuovo onere che oscillerà tra i 900 mila e i 2 milioni di euro complessivi, a carico delle persone e delle loro famiglie);
• tolgono il diritto (diviene solo una possibilità) della presentazione del progetto personalizzato ai bambini con disabilità grave da zero a tre anni, sottoponendoli paradossalmente al giudizio del medico, dopo che una commissione medica collegiale ne aveva già certificato lo stato di handicap grave;
• vengono penalizzati i progetti di tutti coloro che, pur in situazione di handicap grave, hanno iniziato percorsi di vita indipendente, con il rischio che senza adeguato supporto possano ritornare ad un mero assistenzialismo come in passato.
• a causa della riduzione dei finanziamenti di 25 milioni di euro, rischiano di perdere il posto di lavoro, seppur part- time, da 2500 a 3000 lavoratori del settore, aggravando i carichi di lavoro dei familiari;

CONSIDERATO che questo modo di procedere produrrà di fatto la riduzione d’ufficio del punteggio attribuibile a migliaia di persone con disabilità residenti nel nostro comune, che vedranno improvvisamente “tagliata” la propria quota di finanziamento, non dovuto certo ad una riduzione della situazione di handicap grave, ma solo perché la Giunta ha ritenuto di modificare i criteri al solo scopo di restare all’interno di un budget prefissato notevolmente inferiore a quello dello scorso anno;
CONSIDERATO che in base ad una previsione fatta dalle associazioni delle persone con disabilità e delle loro famiglie, con l’applicazione dei nuovi criteri previsti dalla delibera regionale sui casi dello scorso anno, circa l’86% dei progetti personalizzati subirebbero un taglio, l’8% resta invariato e solo il 6 % dei progetti aumenterebbero le proprie risorse che pertanto sono a rischio le famiglie con meno ore di assistenza, che potrebbero rivolgersi alle strutture residenziali che costerebbero alle casse pubbliche da 4 a 10 volte in più rispetto ad un progetto personalizzato ai sensi della 162/98 (che come è noto è incompatibile con qualsiasi forma di residenzialità);
RILEVATO che l’attuazione della legge 162/98 in Sardegna è un’esperienza positiva ed innovativa (sicuramente perfettibile), perché prevede la co-progettazione di piani personalizzati di sostegno tra persone con disabilità, le loro famiglie e le istituzioni, e prevede la possibilità della scelta degli operatori professionali da parte dei diretti interessati.
Che la stessa esperienza sarda è ormai diventata una buona pratica di eccellenza nazionale ed internazionale, come dimostrano gli studi e le recenti pubblicazioni.
Il “modello sardo” è stato indicato tra le “Buone Prassi” (ne sono state scelte solo 5 in tutta Italia), nel Rapporto di monitoraggio del Piano d’Azione Nazionale per l’Inclusione Sociale 2003-2005 a cura del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, e che come “buona pratica” di “welfare plurale sociale” è stato oggetto di ricerca da parte dell’Osservatorio Nazionale Ministeriale sulla famiglia, che ha pubblicato il libro, editrice F. Angeli: “BP Buone pratiche e servizi innovativi per la famiglia”.
Inoltre è stato oggetto di seminari e ricerche presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Milano.
Considerata “buona prassi” a Berlino nel giugno 2007, alla 15° Conferenza Europea dei Servizi Sociali, organizzata dall’European Social Network in cooperazione con l’UE;
Il “modello sardo” è stato oggetto di menzione dall'Agenzia del Governo italiano per le Onlus, che ha pubblicato un approfondito studio nella propria rivista “Aretè”, classificandola come prassi di eccellenza (n.2/2009).
CONSIDERATO che
la Regione Sardegna attraverso i finanziamenti erogati per i progetti personalizzati ha contribuito realmente a garantire una migliore qualità della vita alle persone con disabilità e alle loro famiglie;
ha dato risposte adeguate a misura delle persone con disabilità, specie a quelle in situazione di gravità, con il sostegno dato in continuità a percorsi di vita e di vera inclusione sociale, compresi quelli per la “vita indipendente”. Attivando un processo di sussidiarietà che rende i finanziamenti erogati non mera assistenza ma un vero e proprio investimento, in quanto vengono rese disponibili risorse umane ed economiche aggiuntive da parte delle persone con disabilità e delle loro famiglie;
RILEVATO che, la riduzione degli stanziamenti da 116,6 milioni di euro dello scorso anno ai 91,5 milioni di euro di quest’anno, porterà ad una diminuzione in ore di assistenza di circa 2 milioni di ore complessive, creando difficoltà reali per gli operatori professionali che sono impegnati nei compiti di cura ed educativi (si valuta intorno a 14.000 operatori, dei quali migliaia, grazie alla legge 162, “usciti” dal lavoro nero, spesso piaga dei servizi alla persona e che ora contribuiscono invece alla fiscalità generale come tutti i lavoratori), con il rischio di perdita di lavoro, seppur part–time di circa 2500/3000 persone;
CONSIDERATO che il taglio per migliaia di piani porterebbe un grave danno per i Comuni, l'istituzione più vicina al cittadino che deve dare adeguate risposte alle esigenze legittime della propria comunità, e in particolare delle persone più deboli, e verso le quali le famiglie non potranno che richiedere assistenza suppletiva creando profonda instabilità a livello locale nella rete dei servizi alla persona e nel sistema di sicurezza sociale;
Atteso che sono necessarie più risorse da mettere a disposizione nel 2010, affinché i tagli della spesa sociale non incidano proprio sui piani per i bambini e ragazzi, per i giovani e le persone con handicap grave, e alle loro famiglie che devono gran parte della loro qualità di vita alla 162/1998;

Il Consiglio Comunale :

Sostiene i diritti delle persone con disabilità, ad una esistenza nel proprio contesto di vita con i propri affetti in un’ottica di integrazione sociale;
Difende la162/98 e la sua applicazione fino ad oggi realizzata, pur condividendo la necessità di migliorarne l’efficacia, eliminando eventuali abusi;
Esprime forti riserve nei confronti della delibera della Giunta regionale n. 34/30 che taglia la spesa sanitaria a danno dei più deboli e delle loro famiglie, e che acuirà la già grave crisi economica, sociale e occupazionale del nostro territorio;
Auspica con forza e determinazione la modifica della delibera della G.R. n. 34/30, rivedendo i criteri restrittivi dei punteggi legati ai piani personalizzati;
Impegna il Sindaco e l’Assessore alle Politiche Sociali a rappresentare all’Assessore regionale alla Sanità, la necessità che:
vengano salvaguardati i livelli essenziali di assistenza sociale raggiunti in 10 anni di ottima applicazione della legge 162/98, per i cittadini e le cittadine in situazione di handicap grave, aventi diritto ai finanziamenti dei progetti personalizzati e co-progettati tra istituzioni locali, famiglie e persone con disabilità;
vengano stanziate risorse aggiuntive per finanziare tutti i progetti, almeno pari a 25 milioni di euro, con lo scopo di mantenere il livello di assistenza dello scorso anno pari a 116,6 milioni di euro.

Fimato: Rita Corda et alii

giovedì 14 ottobre 2010

Epilogo del caso Ciotola?

di mresciani:
Era il 14 dicembre 2009 quando, su un sito dedicato ai disabili, cominciammo a parlare di questo caso. Noi genitori di ragazzi e bambini con malattie rare, che già dal 2007 ci siamo interessati alle varie collette per terapie su bimbi disabili, che portavano a fantomatiche cure oltreoceano, fummo incuriositi da questo furetto di bimba, che rimbalzava su tanti "programmi -TV-del-pianto" a colazione, al dopo-pranzo e all'ora dell'aperitivo.


La curiosità era tale che, documentandoci, trovammo un sacco di incongruenze; cominciammo così a fare domande, a chiedere nomi di medici, di ospedali, di specialisti.


Trovammo un muro di gomma, i vari intermediari della famiglia praticamente si trinceravano dietro alla scusante del rispetto per una bambina che soffriva di tante e tali malattie, che ogni giorno si facevano sempre più numerose, su internet.
Mi girarono le scatole alla grande quando lessi che tale creatura era PERSINO affetta da anemia mediterranea. Essendo SARDA e conoscendo benissimo tale malattia non ci vidi più, a sentire tali assurdità: divenni allora insistente.

Tutte bubbole: presenziare a tutti quei programmi e poi la notte sottoporsi a nove ore di pompa per togliersi il ferro in eccesso..... NON CI SIAMO!!!!!!


NON SOPPORTO che si giochi su chi le malattie veramente le vive sulla sua pelle: qui in Sardegna potrei farvi veramente vedere come un talassemico è soggetto a trasfusioni di sangue ogni 20 giorni e come ogni notte deve essere sottoposto ad un certo trattamento.

La procura di Genova ha fatto il suo lavoro dopo una denuncia, le Iene si sono mosse, qualcuno ha censurato, e, ribadisco, NOI GENITORI ci eravamo arrivati da molto tempo a trarre certe conclusioni : perchè altri no?
Andate a cercare in internet quante collette per cure fasulle esistono, soldi che poi vanno a finire nei conti personali di queste persone, che poi spariscono.
Sarebbe bene che ci fossero delle leggi precise per regolamentare le raccolte fondi e che queste somme siano gestite da ASSOCIAZIONI VERE, iscritte ai vari registri. TUTTO DOVREBBE ESSERE SUPER-CONTROLLATO, in modo da stroncare sul nascere qualsiasi tentativo di lucro: basta con le collette attivate su FB che durano da 4/5 anni per inesistenti, cialtronesche terapie.


NdO:

Purtroppo il video andato in onda ieri sera nella puntata de "Le iene" non è più disponibile on line, però si può fare una capatina sulla pagina FB del giornalista che l'ha realizzato.

A beneficio d'inventario ripostiamo il link del nostro intervento dell'epoca sul caso.

sabato 10 luglio 2010

Va tutto bene!

di mresciani:
7 luglio 2010"Va tutto bene madama la Marchesa" era una canzoncina che si cantava durante il girotondo, quando eravamo bambini......
Mi veniva in mente ieri sera quando si vociferava che il Governo aveva ritirato l'art.10 del decreto 78/2010.....mi è tornata in mente anche stamani quando abbiamo avuto la conferma che VERAMENTE il Governo aveva ritirato la spazzatura che aveva scritto su quell'articolo vergognoso che umiliava i veri disabili e le sue famiglie.
Con tutto questo altalenarsi di notizie ed emendamente che erano peggio dei provvedimenti, tanto da sperare che i signori della stanza dei bottoni non facessero altri danni ulteriori , probabilmenti causati dal fatto che della disabilità questi signori conoscano solo il nome, ma non si rendano veramente conto cosa si viva in una famiglia con questo problema. Il mio pensiero è che ormai il disabile non debba più cercare di vivere una vita degna di tale nome ma deve vivere cercando di difendersi da tutte le insidie che quotidianamente si trova ad affrontare, si deve difendere da chi, in TEORIA, dovrebbe tutelarlo!!
Assurdo ma vero, lo Stato che deve fornirti tutti i mezzi per farti vivere come gli altri, perciò diritto al lavoro, diritto alla salute, diritto a non essere discriminato per religione....ecc. tra cui la disabilità...(lo dice la Costituzione) è il primo che ti rende difficile la vita.
Comunque oggi il Governo ha ritirato tutto.
Vittoria,questa volta è stata una vittoria!

Volevamo avvisarvi che siamo abbastanza agguerriti, noi familiari di disabili e non tolleriamo di essere continuamente bersagliati e presi in giro per 256,67 euro da persone che guadagnano qualcosa come 20 mila euro al mese, persone che dovrebbero aiutare le persone deboli di questa società.
Molto esplicito il cartello che svettava nell'aria nei pressi di Montecitorio:
"Siamo sordi non siamo scemi".
Va tutto bene Madama la marchesa.........va tutto bene per Voi!!
Disabili non solo si nasce, a volte si diventa.
Va tutto bene!!

NdO: a seguire alcuni articoli che ci raccontano com'è andata la manifestazione, ci sono anche video e foto; si apprende che la petizione avviata da Vita ha raccolto 8.000 firme in pochissimi giorni - tantissime ma, caspita se siamo (includo nel plurale anche i familiari e sempre "per convenzione") due milioni e mezzo di disabili in Italia, 8mila sono pochine, eh?! Ok, adesso che si è dimostrato CONCRETAMENTE che, unendo le forze e facendosi sentire, si vince bisogna andare avanti! :)

domenica 21 marzo 2010

Al volo 2

Sempre durante la mia assenza, c'è stato un avvenimento molto degno di nota: le paralimpiadi a Vancuver! Da dove ero io le ho viste in TV e sono rimasta affascinata nel vedere questi atleti, magari ipovedenti o ciechi scendere, affrontando lo slalom, oppure sparare con la carabina nel biathlon! Mi domandavo se in Italia avessero dato risalto all'avvenimento, leggendo questo post sembra di sì – ma com'è stata l'audience?
Cmq abbiamo portato a casa 5 medaglie!!!!!!
Qui il sito ufficiale del comitato paralimpico italiano e, nella foto, la squadra di curling:
da sx Emanuele Spelorzi (Ass. Sport di Più), Lucrezia Celentano (Disabili Valdostani), Gabriele Dalla Piccola (Disabili Valdostani), Egidio Marchese (Disabili Valdostani) e Andrea Tabanelli (Disabili Valdostani).
Aggiornamento di lunedì 22: abbiamo vinto 7 medaglie, di cui una d'oro!!! Sul Corriere hanno dedicato un'articolo.....

sabato 23 gennaio 2010

Chi cerca trova!

La sentenza c'è! Voglio dire, nel (pochissimo) tempo libero di ieri pomeriggio ho cercato come fosse andata finire la storia di quel signore trentino, cieco, che si è visto negare l'adozione grazie al parere contrario della psicologa; leggiamo ciò che disse lui stesso ad un giornalista del Corriere(*), ormai ben 11 anni fa: " Quel rifiuto si fonda soltanto sul parere negativo di una psicologa secondo la quale, leggo testualmente, la mia storia familiare e il mio lavoro dimostrano che io ho fatto della negazione del mio handicap una ragione di vita. Insomma, ci negano l' adozione non tanto perche' io sia cieco, quanto perche' ho sempre fatto il possibile per superare i limiti di questa mia condizione. Come presidente del consorzio che riunisce 50 cooperative di solidarieta' sociale per disabili e anziani, e come responsabile del settore istruzione della sezione trentina dell' Unione italiana ciechi, devo confessare che l' ho presa un po' male. Mi imbarazza dover pubblicizzare una questione cosi' privata, ma voglio sperare che il mio caso non si ripeta".
Assurdo ma vero!
Ebbene quel signore non si è perso d'animo e ha ricorso in giudizio e - ta-da! - gli han dato ragione!
Da aiutobambini.it:

"Trento – Anche un cieco può adottare un bambino. Lo ha stabilito la corte d’Appello di Trento, con una sentenza che rovescia un precedente verdetto del tribunale che era stato vissuto dall’interessato come . Protagonista del caso è il professor Giuliano Beltrami, 44 anni, cieco dalla nascita: un handicap che non gli ha impedito di farsi strada come docente di lettere alle scuole medie nonché vicesindaco e ora consigliere comunale del suo paese, Storo, in Val Giudicaria. Dal 1980 l’insegnante è felicemente sposato con Maria Teresa, una professoressa di tedesco senza alcun problema alla vista. Due anni fa i coniugi, che non hanno figli, avevano fatto domanda di adozione internazionale. Nel febbraio scorso il tribunale respinse la richiesta, a causa del parere negativo di una psicologa. Ora, dopo una nuova perizia, i giudici di secondo grado hanno accolto il ricorso della coppia, dichiarandone l ‘idoneità all’adozione. Ora i due professori possono cominciare la ricerca concreta del loro futuro bambino: un minorenne straniero <<>>, che all’inizio verrà accolto in preaffidamento. Due anni fa ricorda Beltrami, emozionatissimo volevamo adottare un orfano colombiano, seguendo l’esempio fortunato di due nostri amici. Ora chiediamo solo di dare una famiglia a uno dei tanti bimbi poverissimi del terzo mondo. Bianco, nero o giallo, a noi non interessa: basta che sia bisognoso. La bocciatura in tribunale, tre mesi fa, era suonata come “un’umiliazione” per il professore che dopo anni di impegno nell’assistenza a non vedenti, agli anziani e ai disabili, oggi è presidente del consorzio delle cooperative sociali del Trentino: <<>>. Il giudizio d’appello, spiega il professore, è stato risolto da “una relazione favorevolissima di una psicologa di Verona che, dopo sei colloqui, ha concluso che la cecità non è un problema risolutivo; anzi che io dimostro di aver sviluppato, cito testualmente, “ un rapporto molto equilibrato con il mio handicap”. E questo è un giudizio utile per tutti i ciechi”. Conclude il futuro papà adottivo: “ E’ giusto che lo Stato controlli a fondo le adozioni. Mi auguro però che questo precedente contribuisca a rafforzare il principio per cui non bisogna cercare un’inesistente coppia modello, ma semplicemente una famiglia normale. Senza mai dimenticare che la cecità è solo uno status, non una malattia né una vergogna da nascondere. "
"E' stato un giudizio utile per tutti i ciechi".

Ora, come la mettiamo con il caso della mamma di Salerno e il Presidente del tribunale dei minori?

(*) l'articolo del Corriere

venerdì 29 maggio 2009

QUANDO....

Questo post è dedicato a quelli che ci provano e provano e ottengono dei risultati; ma anche a quelli che non ne ottengono. Arriveranno.
Questo è un post di quasi fine mese, mese che è stato intensissimo, incalzante, frenetico, stravolgente, imprevedibile, proprio un mese RAP! Mi piace perciò dare spazio alla mamma che è stata protagonista della pagina del calendario di questo mese. Ci attende come GT un giugno pieno di novità, perciò godiamoci il sapore, riposante, della vittoria.

Quando pensi di aver speso tutte le tue energie e stai quasi per mollare, ecco che succede qualcosa che ti rimette in carreggiata e pensi che tanto lavoro ha portato i suoi frutti....
Ma che è successo?.....qualcosa di piacevole e molto molto gratificante.
Tanti anni fa (7 per l'esattezza) avevamo iscritto la bambina in palestra per praticare karate - per aiutarla - visto la sua malformazione cerebrale, nel coordinamento cervello - braccia e gambe ......ed i risultati sono stati sempre ottimi...esami ...stage...tutto in regola. In effetti la sua disabilità cerebrale non ha intaccato la parte motoria.....
Ormai è una ragazzina ed ha preso coscienza di tante cose......e voleva vincere per forza una coppa nelle gare.
Che dire??? Si vuole iscrivere ai campionati regionali, spronata dalla sorella grande che asserisce che ormai M. è molto combattiva e molto brava.
Fa veramente ...tanto e bene (durante lo svolgimento delle gare)e mi ripete, quando mi avvicino alla gradinata, che lei vuole vincere la coppa (praticamente è un mese che lo ripete).
Nel kata sfuma il terzo posto per 10 centesimi di punteggio e, molto triste, mi dice: ......peccato, ma mamma posso farcela nel kumite.
Il papà che impreca....piano...piano e con molta classe a denti stretti: ma porca miseria ..se vincesse sarebbe stra-felice.
Un leoncino.....disciplinata, ma molto risoluta........quando il braccio dell'arbitro indica la sua parte, in segno di vittoria...........mi viene un colpo ...mi giro e vedo mio marito che simbolicamente ha sfondato il tetto del palazzetto tanto è soddisfatto ......E' IL TERZO POSTO!!!!!!!!!HA CONQUISTATO IL TERZO POSTO.....C'è l'ha fatta!!!!!!!!!
La premiazione con questo mega medaglione appeso al collo ed i complimenti, lei che quasi è sollevata da terra ...noi genitori già eravamo a due metri dal suolo ..e pensare che la sorella non ha retto......ed era scappata ad inizio del kumite.....
Che dire....una grande soddisfazione....ai campionati regionali arrivare a questo risultato combattendo contro i cosiddetti "normodotati" ...e poi un gentil sesso contro uno spilungone almeno 25 cm più alto di lei.
I primi due classificati.per ogni categoria....vanno al nazionale.....ha rischiato anche di finire alle gare nazionali..........nooooooo...è troppo per noi.......
Alle prossime soddisfazioni o no??????
Mammatosta Marisa