Molto clamore e sbigottimento ha suscitato l'episodio dell'anziana coppia veronese le cui salme, ormai mummificate, sono state ritrovate casualmente.
In molti hanno subito collegato questo episodio con quanto accaduto alla copia Hackman-Arakawa in America.
Là, sui giornali, è stato subito un fiorire di articoli sul tema dei caregiver familiari e l'assenza di una rete di assistenza, qui da noi non si è andati oltre al dato di fatto della solitudine della nostra anziana coppia.
Nessuno, comunque, ha dedicato qualche riflessione al tema del "burden" cioè al peso che grava su ogni familiare che assiste un proprio caro malato o non autosufficiente (come chi è affetto da una di quelle patologie che dissolvono le capacità cognitive o le facoltà motorie o entrambe).
Abbiamo, in letteratura, una variegata casistica che porta il caregiver ad uccidere l'assistito e poi a suicidarsi, ma in Italia, questa letteratura e questo approccio, non sono manco contemplati.
Poi ci sono quei casi in cui il caregiver, colto da malore muore e l'assistito, impossibilitato a muoversi o a capire quello che sta succedendo, è condannato a morire di stenti dopo pochi giorni. E se queste persone vivono sole, come spesso accade, non è raro che siano ritrovate mesi dopo il decesso.
Siamo un popolo che invecchia senza avere ricambi, poichè la natalità è ormai sottozero e quindi ogni anno cresce il numero di persone che rimangono sole, con le patologie tipiche dell'età ed irrimediabilmente progessive ed ingravescenti, che richiedono assistenza ad hoc.
Qualche passetto in avanti nelle politiche per la terza età è stato fatto con l'approvazione della legge 33/2023 cosidetta legge delega per gli anziani - ahinoi carente anche nei decreti attuativi e quindi ancora lontana dal garantire una gestione efficente del problema.
Stanziare 60 milioni di euro (dal fondo PNRR), come ha annunciato entusiaticamente l'assessore veneta Lanzarin, per aiutare i caregiver degli anziani, benchè atto degno di lode non è una soluzione, ma solo una toppa su un buco troppo grande, cui nessuno ha mai pensato di far intervenire qualcuno del mestiere che rammedasse a dovere, rinforzando anche la stoffa.
Dai comunicati si apprende che verranno erogati, a poco più di 12mila caregiver 200 euro mensili. Se pensiamo che il bonus caregiver familiare, erogato dallo Stato al Veneto (bonus che comprendeva tutte le tipologie di caregiver e non solo quelli di anziani) ammontava a 400 euro mensili per un totale di 2,5 milioni di euro per una platea di 700 beneficiari (in tutta la Regione Veneto) qualche domanda dovremmo iniziare a farcela. Soprattuto perchè la platea dei caregiver familiari ammonta a 500mila persone in Veneto, stando alle stime della CISL. Pensiamo a ogni regione d'Italia, se finalmente si facessero i conti e le conte di fondi stanziati e platea di beneficiari!
Basta poi guardare gli articoli recenti sulla crisi, in Veneto come nel resto del Paese, delle RSA e di tutto il comparto: non esistono abbanstanza posti, le rette sono stellari e pure il personale latita. per tacere di tutti gli episodi di maltrattamenti ed abusi che si consumano in queste strutture.
Non esiste nemmeno una nuova cultura di settore per cui si scavalchi l'ormai obsoleta soluzione di avere "ricoveri per anziani" e si creino le famose reti di servizi, al domicilio della persona, finalmente valorizzando e sostenendo il ruolo e il lavoro dei caregiver familiari o dei semplici caregiver (figure queste professionali e retribuite) laddove i familiari non ci sono.
Una soluzione potrebbe essere la legge regionale, che ora ha iniziato i primi passi dell'iter in consiglio regionale del Veneto: ma i testi presentati sono tre e non è stata interpellata nessuna associazione sul territorio, mentre il PD, depositario di uno dei tre progetti, inspiegabilmente si fa aiutare da una associazione dell'Emilia Romagna.
Manca la legge a livello nazionale e pare che si sia davvero molto lontani, non dico dalla fine ma persino dalla partenza - chi scrive segue i lavori in parlamento e da quando si è insidiato questo Governo, nel 2022, nulla è stato fatto se non produzione di ben 12 testi di legge e svariate audizioni di chiunque, tranne che, paradossalmente, dei diretti interessati e cioè i caregiver familiari.
Se manca la legge a livello nazionale è difficile, a quello regionale, licenziarne una buona, soprattutto una che davvero sia utile ai caregiver familiari senza gravarli di ulteriori oneri burocratici o dotarli di servizi tanto inutili quanto fumosi e, in ultima istanza, insesistenti.
L'augurio è che un evento così tragico come quello della coppia di Montericco dia l'abbrivio per una riflessione corale e un'azione concreta da parte dell'amministrazione politica, a ogni livello, per comporre una questione mai affrontata davvero e cioè la gestione della popolazione anziana e non autosufficiente e relativi familiari, ove presenti.
In foto : Maria Teresa Nizzola e Marco Steffenoni - Betzy Arakawa e Gene Hackman.